Iconografia

AMMIT LA DIVORATRICE

A cura di Luisa Bovitutti

Ammit (o Ammut), nota anche con il nome di “Divoratrice”, è un essere ibrido con testa di coccodrillo, corpo di ippopotamo, quarti posteriori e zampe di leone; è rappresentata nei papiri di Ani e di Hunefer, risalenti alla XIX dinastia ed oggi custoditi al British Museum di Londra, che ci hanno restituito il testo del Libro dei Morti.

Essa personifica la punizione divina per i defunti che in vita non si sono conformati ai principi di equilibrio e di giustizia di Maat.

Per adempiere al suo compito assiste al giudizio davanti ad Osiride, accovacciata sotto la bilancia sulla quale il cuore del defunto viene pesato dopo che quest’ultimo ha espresso ben 42 confessioni negative, dichiarandosi moralmente irreprensibile; se esso peserà più della piuma di Maat, Ammit lo divorerà, privando per sempre il defunto della vita eterna

.La scena illustrata nei due papiri è la medesima: si vede Anubi che sta pesando il cuore sulla bilancia di Maat mentre Thot gli è accanto per prendere nota del risultato; Ammit è in attesa del responso, pronta ad azzannare.

Papiro di Hunefer

Questo essere spaventoso compare anche nel soffitto astronomico di alcune tombe, rafforzando l’ipotesi secondo la quale gli Egizi ritenevano che la cerimonia di pesatura del cuore avvenisse nel cielo delle stelle imperiture.

Nella tomba di Seti I Ammit è rappresentata come una femmina di ippopotamo che porta sulla schiena un coccodrillo e un mantello di pelliccia leonina su cui sono disegnate sette stelle: in questo ambito simboleggia quindi la rinascita celeste, indicata dall’ippopotamo femmina (la dea Tauret – o Tueris – che proteggeva le partorienti e le nascite) e la morte definitiva indicata dal leone e dal coccodrillo.

Papiro di Ani

Era anche associata al demone detto “il grande divoratore” o “l’ingoiatore dei peccatori”, la divinità guardiana del secondo cancello della Duat che accanto ad un lago di fuoco attendeva i defunti per divorarli se il giudizio finale fosse stato negativo.

Plutarco l’assimila ad una chimera, in quanto, similmente ad Ammit, veniva rappresentato con testa di coccodrillo, criniera di leone, zampe posteriori di un ippopotamo e zampe anteriori di un iena.

Papiro di Nebqed

Isabelle Franco, nel suo “Dizionario di mitologia egizia”, fornisce un’analisi interessante di Ammit: “Il suo ruolo è quello di far scomparire per sempre quelli che non sono stati giustificati dalla corte di Osiride. Non bisogna quindi considerarla come un mostro malvagio ma, al contrario, come un personaggio benefico il cui ruolo – come quello di tutte le entità guardiane – è quello di purificare l’ambiente circostante il mondo divino sopprimendo gli esseri nocivi che vorrebbero accedervi”.

Particolare del soffitto astronomico della tomba di Seti I nella Valle dei Re

Bellissime immagini del letto funerario di Tutankhamon decorato con la testa di Ammit si trovano nel post di Andrea Petta, al link seguente:

 https://www.facebook.com/…/44998…/posts/1035487317254639

FONTI:

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