Harem Faraonico

I PIU’ EMINENTI FIGLI DEL KAP

Di Luisa Bovitutti

Regni di Thutmosis I, Thutmosis II, Hatshepsut e Thutmosis III

Oggi si conoscono sessantuno Figli del kap della XVIII dinastia, legati soprattutto ai sovrani guerrieri che condussero le campagne con cui l’Egitto estese i suoi confini e consolidò il suo dominio in Asia e Nubia. Le informazioni su di loro provengono dalle iscrizioni sulle tombe nelle necropoli di Menfi, Tebe e Nubia (soprattutto Tebe), ove sono raffigurate scene di stranieri che portano tributi al Faraone e che, forse, dovranno essi stessi rimanere in terra d’Egitto.

Rilievo dalla tomba di Menkheperraseneb, capo di Tunip (TT86): il governante vassallo si presenta a Thutmosis III con un bimbo in braccio e lo offre al Faraone insieme agli altri doni portati dal suo seguito.

Una scena nella tomba di Amenemhab (TT85) mostra delegazioni siro palestinesi che presentano al sovrano prodotti diversi ma anche alcuni bambini; analogamente nella tomba di Menkheperraseneb, capo di Tunip (TT86), vi è un rilievo che lo mostra mentre si presenta a Thutmosis III con un bimbo in braccio, probabilmente suo figlio, e lo offre al Faraone insieme agli altri doni.

Il testo di lettere inviate al sovrano da capi vassalli è chiarissimo nell’indicare che oltre a beni materiali venivano inviati come tributi anche dei prigionieri, i più nobili dei quali potevano essere inseriti nel kap, mentre quelli di modesta estrazione andavano ad infoltire i ranghi dell’esercito.

Traccia di questi giovani d’élite si trovano su alcuni coni funerari, sulle loro statue di culto e su reperti trovati nei paesi lontani ove prestarono servizio; di molti di essi non si sa nulla se non che in vita portarono quel prestigioso titolo, e quindi che certamente godettero dei vantaggi derivanti dalla vicinanza al futuro sovrano e di un’istruzione di livello eccezionale.

(TT86): uno dei componenti del seguito del capo di Tunip con doni per il Faraone

Cosa implicasse ulteriormente l’appartenenza a quel gruppo élitario, infatti, non è segnalato nelle fonti oggi disponibili, in quanto risultano rarissimi riferimenti ai pregressi rapporti tra i “cadetti” ed il Faraone, del quale potevano essere stati compagni di scuola o addirittura precettori dopo aver fatto parte del kap del suo predecessore ed essersi distinti al suo servizio.

Certamente esso era un circolo molto esclusivo proprio perché si voleva che la nobiltà ambisse ad inserirvi i propri figli che avrebbero poi messo a frutto le competenze acquisite rivestendo ruoli di prestigio nell’amministrazione statale.

Fino alla riforma amarniana, inoltre, molti figli dei capi vassalli furono istruiti nel kap per gratificare e fidelizzare l’élite delle zone più periferiche dell’Egitto, così garantendo stabilità di governo.

Dagli annali di Thutmosis III nel tempio di Amon a Karnak si legge, con riferimento al suo trentesimo anno di regno, che i figli ed i fratelli dei capi sconfitti furono deportati in Egitto ed inseriti nelle truppe del Faraone o addestrati per far parte dell’apparato burocratico locale; i più piccoli, invece, vennero educati nel kap e una volta cresciuti, furono inviati a ricoprire funzioni importanti nei propri regni e addirittura, se erano principi ereditari e si mantenevano fedeli al Faraone, venivano posti sul trono alla morte del padre perché promuovessero l’integrazione della propria gente nella cultura egizia e perché contribuissero a farla sentire fiera di appartenere ad un’unica e gloriosa entità politica.

Tomba di Paheri, tutore del principe Wadimes (o Uadimose), che lo tiene sulle ginocchia

L’infanzia e l’adolescenza condivise nel kap dal re e dai suoi compagni stabilivano anche con le famiglie di origine legami di affetto e di complicità sinceri e fondati sulla stima reciproca e certamente diversi da quelli formali e interessati che avrebbero intessuto da adulti nell’esercizio delle rispettive funzioni.

In base alle prove disponibili i primi figli del kap a fare carriera furono un gruppo di giovani istruiti durante i regni di Thutmosis I e di Thutmosis II, che assunsero da adulti incarichi importanti nell’amministrazione statale e nell’esercito, ed in minore misura nel clero. In precedenza si era distinto il nubiano Seninmose, giovane del kap di Thutmosis I, che lo scelse come precettore di uno dei suoi figli, il principe Wadjmose, così come si apprende da una stele rinvenuta nella cappella di quest’ultimo; egli non era affatto un prigioniero, e poteva liberamente disporre dei suoi beni e trasferirli a chi volesse.

Alla morte di Hatshepsut si assistette infatti ad una drastica opera di rinnovamento della burocrazia posta in essere da Thutmosis III: acquisito il pieno potere sull’Egitto, per rinforzare la sua posizione egli decise di riprendere il controllo della classe dirigente, collocando nei ruoli fondamentali dell’amministrazione (fino ad allora destinati ai sostenitori della regina – faraone) funzionari a sé fedeli, molti dei quali suoi compagni di kap, così garantendosi l’appoggio e la lealtà di consiglieri preparati e delle più potenti famiglie del regno, che avrebbero favorito al momento opportuno la successione di Amenhotep II supportandolo fino a che non avesse avuto l’età per regnare da solo e anche oltre.

Prigionieri asiatici, dalla tomba di Horemheb a Sakkara, ora a Leida

Si tratta più specificamente di due omonimi, Ahmose I (Scriba degli Scritti Divini e Capo dei Misteri nella Casa del Mattino, così come evidenziato nella sua tomba -TT121-) ed Ahmose II (Primo Lettore Sacerdote di Amon, Padre del Dio), di Montuywy, di Neferperet, di Mentujenu, di Nebenkemet, di Kamose detto Nentauaref, noto solo per i suoi coni funerari, che fu Sorvegliante dei sacerdoti wab del re nel dominio di Amon e dei più famosi Benia detto Paheqamen, Amenemheb detto Mahu che fu Luogotenente del comandante dei soldati, Rappresentante dell’esercito e Alfiere; occorre ricordare anche Senenmut, che fu l’uomo di punta di Hatshepsut e Maiherpera (inizialmente ritenuto contemporaneo di Thutmosis III ed oggi collocato sotto il regno di Thutmosis IV).

Essi erano tutti egizi, salvo Maiherpera e Senenmut che provenivano dalla Nubia e Benia che aveva origini asiatiche.

Di questi eminenti personaggi parleremo nei prossimi post.

Aprite le fotografie cliccandoci sopra e troverete le didascalie.

FONTI: (oltre quelle già citate)

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