Kemet Djedu

PASHEDU (TT3)

Di Livio Secco

L’ACCESSO

Il tunnel di accesso è decorato con una spina centrale e con due superfici laterali che coprono le due pareti laterali dove è anche raffigurato per due volte il dio Anubi.

Di seguito il commento filologico della spina centrale; come di consueto ho aggiunto la fonetica in base al codice IPA per permettere di leggere il geroglifico a chi non lo ha (ancora) studiato.

PARETE EST, lato sinistro

Questa tomba mi è particolarmente cara perché ho trascorso giusto qualche mese nel compilare una ricerca su di essa che comprendesse la traduzione di tutti i testi geroglifici che vi sono raffigurati.

Molto spesso, quando ne sento parlare, Pashedu viene presentato come un pittore della squadra degli artigiani impegnati a realizzare le tombe dei faraoni nella Valle dei Re.
Sicuramente questa considerazione è derivata dalle bellissime raffigurazioni parietali. Ma la realtà, come sempre, sorprende la fantasia.

Traducendo i testi, infatti, si comprende come Pashedu sia un esperto di pietre. Perciò non era un pittore ma sicuramente un cavatore.

Credo di far cosa gradita presentandovi la traduzione del testo relativo alla parete EST lato sinistro.

SOFFITTO, LATO SUD

Quello che vi propongo qui è la parte finale dell’iscrizione geroglifica che è stata dipinta sul soffitto, sul lato che si sviluppa formando la parete SUD.
Su questa parte del soffitto ci sono quarantacinque colonne di geroglifici.
In questa sezione c’è un testo lungo che deriva dal CLXXX capitolo del Libro dei Morti. Il testo corrisponde ad un parte di quello che è anche conosciuto come “Litania del Sole”.

Anche in questo caso, come già visto su altre pareti della tomba, siamo in presenza di errori dovuti ad omissioni o aggiunte di semplici geroglifici o parti di frase dovuti all’imperizia degli artigiani.
Il testo è lungo perché lo spazio dedicatogli corrisponde all’intero asso longitudinale della camera funeraria.

Il testo, nella sua parte finale dice:

“Io riposo nella Duat, io prevalgo sull’oscurità quando io entro in essa ed esco da essa. Io ricevo le vostre braccia, Tatenen.
Sollevami o clemente!
Possiate darmi le vostre braccia poiché io sono a conoscenza delle formule per guidarmi.”.

A ben vedere il testo geroglifico si interrompe proprio nella sua proposizione finale lasciando la frase sospesa ed incompiuta.

DOMANDA: MI SAPETE DIRE PERCHÉ IL TESTO NON FU COMPLETATO?

Potete inserire la risposta nei commenti in basso

Qui riporto la corrispondente grafia geroglifica.

IL TIMPANO ORIENTALE

Il lavoro di traduzione che ho svolto ha avuto anche un aspetto curioso. Da sempre sentivo riportare che Pashedu fosse un abile pittore. La qualità della sua tomba si prestava a dimostrarlo.
Traducendo il testo, però, si comprende che Pashedu sia un esperto di pietre. Di conseguenza è molto più credibile che egli fosse un cavatore e non un pittore.
Lo dimostrerebbe anche il fatto che, periodicamente, il capitano di una nave che riforniva il cantiere di Karnak e Deir el Medina lo prendesse con se per portarlo nelle cave. Evidentemente voleva avvalersi della sua competenza in materiali litici.
Per farla breve… Questo capitano aveva una bella figlia che Pashedu non tarderà ad impalmare. Il comandante diventa così suo suocero ed è rappresentato con tutta la sua famiglia nella TT3.

Come di consueto ho aggiunto la fonetica in base al codice IPA per permettere di leggere il geroglifico a chi non lo ha (ancora) studiato.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema di questa bellissima tomba di un operaio del re non posso che consigliare l’unica monografia esistente nella letteratura italiana. Essa comprende il testo geroglifico, la traslitterazione e la traduzione di tutti i testi parietali.
Per gli autodidatti che stanno studiando (o hanno già studiato filologia egizia) il testo ha una valenza di completa ed impegnativa esercitazione.

Lo potete trovare qui: https://www.amazon.it/tomba…/dp/8899334579/ref=sr_1_1…

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