Mai cosa simile fu fatta, Statue, XIX Dinastia

STATUA DI MERITAMON

Di Grazia Musso

Calcare dipinto, altezza cm 75
Ramesseo, Tempio della Regina a Nord del Santuario principale
Scavi di William Matthew Flinders Petrie 1896
Museo Egizio del Cairo – JE 31413 = CG 600

Frammento superiore di una statua di Meritamon, ora al Museo di Hurgada, il primo museo del Mar Rosso dedicato all’antico Egitto

Nonostante sul pilastro superiore siano conservati soltanto i titoli e nonil nome di questa regina, la statua è identificata come Meritamon, una delle figlie di Ramses II che, alla morte di Nefertari, avvenuta dopo il ventunesimo anno di regno del sovrano, assunse il ruolo di grande sposa reale.

Una tale identificazione è stata resa possibile grazie al ritrovamento ad Akhmim, in anni recenti, di una statua colossale di Meritamon, del tutto identica all’esemplare del Museo Egizio del Cairo, che proviene invece dalle rovine del Ramesseo.

La statua conserva quasi completamente la decorazione pittorica.

Al giallo di alcuni tratti del viso e degli ornamenti, si associa l’azzurro della parrucca, illuminati entrambi dalla lucentezza che si sprigiona dal calcare finissimo utilizzato per la scultura.

L’espressione del volto è serena, gli occhi, a mandorla, prolungati da una linea di bistro ( resa attraverso due sottili incisioni).

La bocca è carnosa e leggermente atteggiata a un lieve sorriso.

Sul collo sono incise due linee sottili; i lobi delle orecchie sono nascosti da orecchini semisferici.

Il volto è incorniciato da una parrucca ripartita, dalla quale fuoriescono i capelli, trattenuta da un diadema con due urei che portano la corona bianca e rossa.

Sulla testa poggia una base circolare decoratada un fregio di urei con disco solare, su di essa si innalzavano il diadema, composto da una doppia piuma con al centro un disco solare, che era prerogativa delle Grandi Spose Reali.

Meritamon Indossa una tunica aderente, su cui si trova una larga collana composta da sei giri di perline, cinque dei quali sono formati da piccoli amuleti con il segno geroglifico nefer, “bello”.

Una rosetta decora in seno sinistro, mentre quello destro è coperto dal contrappeso della collana menat , che la regina stringe nella mano destra.

La colla menat era utilizzata come strumento musicale e veniva agitata, provocando un rumore assordante, in occasione delle feste in onore di Hathor, era composta da numerosi giri di perline il cui peso elevato veniva bilanciato con un contrappeso, che in questo caso è conformato a testa femminile e termina in un elemento circolate con rosetta.

Nel l’iscrizione geroglifica frammentaria che si trova sul pilastro dorsale della statua si legge:

“… Suonatrici di sistro di Mut e della collana menat ( di Hathor)…danzatrice di Hathor…”

Fonte

Tesoro egizi nella collezione del Museo Egizio del Cairo – F. Tiradritti – fotografie Arnaldo De Luca – Edizioni White Star e Heidi Kontkanen

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