Mai cosa simile fu fatta, Statue, XIX Dinastia

RAMSES II CON AMON-RA E MUT

Di Grazia Musso

Gruppo scultoreo Ramses II con Amon-Ra e Mut.
Granito rosa, altezza 174 cm.
Museo Egizio di Torino, Collezione Drovetti – C. 767.

Questo gruppo scultoreo costituisce una chiara summa del culto religioso che gli antichi egizi dedicarono alla principale divinità del Nuovo Regno : il dio Amon-Ra, venerato nel grande tempio tebano di Karnak, luogo di provenienza della triplice statua.

Il faraone, Ramses II vi è raffigurato seduto su un largo trono fornito di spalliera, tra le figure di due divinità.

Alla destra del sovrano si trova Amon-Ra, mentre alla sinistra è rappresentata Mut la moglie del dio che costituisce, con quest’ultimo e con il figlio Khonsu, la triade alla quale fu consacrato il maggiore complesso templare di Tebe.

I tre personaggi si abbracciano creando un curioso intreccio di membra che attira lo sguardo dell’osservatore.

Questo gesto, tipico delle statue raffiguranti i coniugi, denota il profondo legame che esisteva tra il sovrano e le due divinità tutelari della monarchia, sottolineando altresì il ruolo di Ramses II come figlio di Amon-Ra e Mut, al posto di Khonsu.

In quanto tale il faraone risulta di conseguenza come un dio vivente in terra, intermediario tra il mondo divino e quello umano, destinatario della vaneraziond popolare.

I volti delle tre figure accennano a un sorriso, tipico della statuaria dell’epoca, e si differenziano principalmente per i diversi copricapi che conferiscono vivacità all’intera composizione.

A sinistra: il dio tebano, l’ unico ad avere la barba posticcia, indossa una bassa corona svasata, sormontata da due alte piume che costituiscono il suo tradizionale emblema.

Al centro: la dea, fasciata in un lungo abito aderente che sottolinea la morbidezza del suo corpo lasciando trasparire alcuni dettagli anatomici, indossa una parrucca tripartita , tipica dell’iconigrafia femminile sia regale sia privata.
Su di essa, ornata frontalmente con l’ureo, è appoggiato un basso modio che sorregge a sua volta le corna liriformi al cui interno si trova il disco solare.

A destra: il faraone concentra sul suo capo tutti i principali simboli della regalità : il nemes che incornicia il volto, il tradizionale serpente posto sulla fronte, le due corna di ariete che evocano l’animale sacro al dio Amon, il disco solare che sottolinea la natura divina del sovrano e infine due alte piume striate dalla sommità arrotondata.

Lo schienale del gruppo scultoreo è decorato con iscrizioni geroglifiche che riportano la titolatura e il nome del sovrano, entro il cartiglio, oltre ai nomi delle due divinità.

Fonte:

I grandi musei : Il Museo Egizio di Torino – Silvia Einaudi – Electa

Lascia un commento