Di Francesco Volpe

Un aspetto solitamente poco indagato della società egizia è quello dell’infanzia e dei giocattoli. Come per molti altri aspetti della vita egizia, sono le tombe che ci hanno restituito la maggior parte dei giocattoli, ma spesso, soprattutto per le bambole, gli archeologi si sono domandati se si trattasse di oggetti rituali o di giocattoli veri e propri, anche perché, soprattutto per gli scavi meno recenti, non vi è la certezza che si trattasse di tombe infantili.
La necropoli del Medio Regno di Kahun ha restituito numerosi giocattoli: sono state ritrovate ad esempio alcune palle, fatte di legno, stoffa o cuoio, imbottite con erba, giunchi, stracci, crine o pula d’orzo, a volte dipinte di blu o rosso; un esemplare, ora al Manchester Museum, si era lacerata ed è stata accuratamente ricucita. Alcune palle erano semplicemente fatte con argilla, faience (anche se molto fragili e quindi probabilmente erano solo elementi di corredo funebre), papiro e foglie di palma; il diametro è generalmente compreso fra 3 e 9 cm. Di solito si usavano più palline che erano spesso lanciate in aria e poi riafferrate, come fanno i moderni giocolieri; in un caso compare forse il nome di questo gioco, “jmd”, ma è l’unico caso in cui ci è nota tale parola.
Un altro giocattolo molto comune era la trottola: ne sono state ritrovate di varie dimensioni, da 2,5 cm a 7 cm, solitamente di forma conica e realizzate usualmente in legno, ma ne esistono anche alcuni esemplari in faience.
Nella tomba di Sat-renenutet ad Hawara (XII dinastia), fu trovata una bambola con arti mobili e una parrucca (oggi purtroppo persa), oggi al Petrie Museum di Cambridge; Petrie scoprì, inoltre, in una casa di Kahun diverse parrucche di lino per bambole, formate da trecce di circa 15 cm tenute insieme da fango. Sul significato della bambola di Sat-renenutet ha espresso una diversa interpretazione Angela Tooley. La studiosa, rianalizzando la documentazione di scavo redatta per la tomba 58 di Hawara da Petrie, e pur ammettendo che la presenza della presunta bambola indusse l’archeologo a definire la proprietaria della tomba una ragazza, sottolinea come le dimensioni del sarcofago fossero in realtà quelle tipiche degli adulti (49 cm), mentre i bambini, nel Medio Regno, erano sepolti in casse lignee molto più piccole. Inoltre, le adolescenti che avevano raggiunto la pubertà erano ritenute in Egitto già adulte, considerata la durata della vita media, e probabilmente, anche se doveva avere meno di vent’anni, Sat-renenutet era già considerata tale. Sottolinea che la nudità della bambola, nonostante l’area pubica non sia accentuata, sia già un indizio sufficiente a favore di un valore simbolico legato alla fertilità.

Nella tomba 3035 del visir Hemaka, risalente alla I dinastia, a Saqqara, e in diverse tombe di Kahun, sono stati trovati dischi di terracotta forati associati a dei bastoncini appuntiti lunghi circa 15-16 cm: probabilmente si trattava di un gioco che consisteva nel lanciare in aria i dischi e nel tentare di colpirli, in modo da farli cadere il più lontano possibile. I dischi di Hemaka, più di quaranta, come altri giocattoli rinvenuti in tombe, erano spesso delle vere opere d’arte: conservati in un cofanetto di legno intarsiato in avorio, erano realizzati in scisto o calcare, con intarsi in avorio, ebano, alabastro, pietre colorate e steatite. Alcune decorazioni, fatte ruotare, diventano vere e proprie immagini “cinematografiche” in movimento: ad esempio dei levrieri che inseguono delle gazzelle o due uccelli in volo. Potrebbe trattarsi di un gioco simile alla lippa, o quello praticato nel Novecento nel Lancashire chiamato “piggy” (o tip-cat, nel resto del RegnoUnito).
Sport e Passatempi
Nella tomba di Baqt III compaiono tre figure di ragazzi che sollevano degli oggetti piriformi, forse una specie di “sollevamento pesi”, fatto con dei mazzuoli, mentre nella mastaba di Khety
compare un gioco dove due avversari, muniti di bastoni ricurvi, tentano di assicurarsi il controllo di un anello.
Anche la lotta era un gioco molto diffuso fra ragazzi e bambini, come mostrano le scene delle tombe di Amenemhat, Baqt III e Khety, così come braccio di ferro.

Un altro passatempo amato dalle ragazze consisteva nel lanciarsi la palla stando a cavalcioni di una compagna che avanzava a quattro zampe, un gioco simile all’ephedrismos dei Greci; una delle rappresentazioni più celebri proviene dalla tomba di Khety a Beni Hassan e risale alla XII dinastia.

Si praticavano anche giochi di equilibrio: camminare sulle mani, rimanere in equilibrio sul capo con le braccia incrociate sul petto, o il gioco “della stella”, chiamato nell’antico Egitto “erigere il pergolato di viti”. Di solito in questo gioco ci sono due ragazzi al centro con le braccia distese, che afferrano le mani degli altri partecipanti, che si inclinano all’indietro e vengono fatti girare il più velocemente possibile. Una delle rare raffigurazioni di ragazzi e ragazze che giocano insieme mostra due ragazzi che fanno girare quattro ragazze (tomba di Baqt III); nella mastaba di Ptathhotep l’iscrizione che accompagna la scena recita “gira, quattro volte”. In un’altra rappresentazione, due gruppi di ragazze si fronteggiano: quelle al centro lanciano la palla e la riafferrano, mentre le compagne battono le mani. Forse il gioco consisteva nell’alternarsi nel prendere la palla seguendo il ritmo, ma non disponiamo di ulteriori elementi chiarificatori, e anche in questo caso l’ipotetico nome del gioco, “rwjt”, non è attestato altrove.

Anche il tiro alla fune era molto popolare, e compare ad esempio sulle pareti della mastaba di Mereruka, anche se, in questo caso, non c’è una corda e i partecipanti al gioco, tre per ogni squadra, si tengono per mano, mentre i primi della fila afferrano l’uno il polso dell’altro; interessante la didascalia in geroglifico che li accompagna: “il tuo braccio è molto più forte del suo, non cedergli” e “la mia squadra è più forte della vostra. Stringili forte, amico mio”.
Fonte Testo:
“Articolo relative a conferenza tenuta dalla Dr.ssa Chiara Zanforlini in occasione della “Giornata Mondiale del gioco” tenutasi in Torre di Porta Villalta il 27 maggio 2016.”
Fonte Immagini:
https://digimparoprimaria.capitello.it/…/CPAC89…/html/46
https://www.archeofriuli.it/hemaka-va-al-cinema/
https://egymonuments.gov.eg/monuments/the-tomb-of-khety/
https://egymonuments.gov.eg/monuments/the-tomb-of-baqet-iii/