Di Piero Cargnino

Come abbiamo ampliamente spiegato la morte di Tutankhamon fu sicuramente prematura, si parla di ragioni di salute, si parla di infezioni, qualcuno ha azzardato parlare di omicidio, chissà, penso non lo sapremo mai. Quello che è certo è che la sua morte giovò al funzionario Ay.
Nato a Akhmin (Panopoli) si intrufolò alla corte di Akhenaton dove, grazie alla sua abilità ed alle sue doti, ricoprì incarichi di notevole importanza, fu “Portatore del flabello alla destra di sua maestà”, “capo di tutti i cavalli del re”, “primo degli scribi di sua maestà” e “padre del Dio”. Le sue origini sono del tutto o quasi oscure, secondo alcuni, con sua moglie Tey, era il padre di Nefertiti, moglie di Akhenaton, e di Mutnodjemet, moglie di Horemheb. Tesi respinta da altri in quanto Tey godeva del titolo di “Nutrice della Grande sposa Reale” (Nefertiti) e come nutrice non poteva essere la madre. Vi sono altre teorie che però non spiegherebbero come Ay riuscì ad ottenere tutto quel potere durante il regno di Akhenaton. Con la fine dell’eresia amarniana la sua abilità di trasformista lo portò a non subire conseguenze, anzi, da quel grande statista che era, riuscì ad ottenere ancora altri vantaggi. L’esperienza maturata in 25 anni sotto i regni di Akhenaton e Tutankhamon, lo portò a succedere a quest’ultimo al momento della sua morte prematura.

Secondo molti studiosi Ay avrebbe sposato la moglie di Tutankhamon, Ankhesenamon, assicurandosi in tal modo il diritto alla successione. Questa è una teoria basata solo sul fatto che su di un anello, noto anche a Carter, compaiono i nomi di Ay e di Ankhesenamon affiancati. Ovviamente la questione non è del tutto condivisa dagli studiosi.
NOTA: per maggiori informazioni sull’anello di Ay e Ankhesenamon vedi QUI
Sicuramente avrebbe avuto maggiori diritti alla successione il generale Horemheb che vantava il titolo di “Rappresentante del Signore delle Due Terre”, diritti non certo trascurabili. Certo è che l’astuto funzionario, potrebbe aver ordito l’ipotetico matrimonio con la vedova reale, argomento più che valido per garantire la sua successione a discapito del capo dell’esercito, Horemheb. Infatti nella tomba di Tutankhamon troviamo Ay che, indossando la corona blu khepresh, esegue la “cerimonia di apertura della bocca” alla mummia del faraone defunto.

Anche per il regno di Ay non ci sono eventi di rilievo come per il suo predecessore Tutankhaton tranne l’annosa discussione sulle modalità di successione al trono sia di Ay che di Horemheb che gli succederà. Quando salì al trono Ay si trovava già in età avanzata, per l’epoca, 69 anni, e regnò per soli quattro anni. Il suo indubbio equilibrio lo portò a continuare la moderata restaurazione religiosa iniziata dal suo predecessore, ma ovviamente da lui guidata, sarà poi Haremheb a dare la sferzata decisiva.

Dal punto di vista costruttivo si fece edificare il suo tempio funerario a Medinet Habu. Con la prima moglie, Iuy, “Adoratrice di Min” e “Cantante di Iside” pare che abbia avuto un figlio, il generalissimo Nakhtmin, erede designato al trono. Su di una statua danneggiata del generale, conservata presso il Museo Egizio del Cairo, viene chiamato “Figlio della carne del re”, Nakhtmin vantava inoltre i titoli di “Principe della corona” e “Figlio del Re”. Non è chiaro se morì prematuramente ma alla morte di Ay subentrò Horemheb.

Ay si fece costruire una tomba nella Valle Occidentale nota come WV23 denominata “Bab el-Gurna” (Tomba delle scimmie) a causa dei numerosi babbuini in essa raffigurati sulle pareti. Fu scoperta da Giovanni Belzoni nel 1816 e Lepsius compì rilievi epigrafici nel 1824.

Nel 1908 Haward Carter, su disposizione di Gaston Maspero iniziò una campagna di scavi durante i quali riuscì a recuperare i numerosi frammenti del sarcofago di granito rosso che permisero di ricostruirlo integralmente per esporlo nel Museo Egizio del Cairo dove, recentemente il Supreme Council of Antiquites egiziano, lo ha fatto prelevare per rimetterlo nella tomba originaria.

Forse in origine la WV23 non era destinata ad Ay bensì ad Akhenaton o Smenkhara o addirittura a Tutankhamon che sarebbe poi stato trasferito nella KV62. E’ ancora oggetto di dibattito se, nonostante la presenza di suppellettili intestate ad Ay, questi sia mai stato sepolto in questa tomba. Va detto però che, la damnatio memoriae verso l’eresia amarniana ordinata da Horemheb, potrebbe aver colpito anche Ay perché nella tomba WV23 risultano quasi completamente danneggiati cartigli e immagini e, come detto sopra, il sarcofago fu ridotto a pezzi ed il coperchio rovesciato.

Fonti e bibliografia:
- Alessandro Roccati, “L’area tebana, Quaderni di Egittologia”, n. 1, Roma, Aracne, 2005
- Franco Cimmino, “Dizionario delle dinastie faraoniche”, Bologna, Bompiani, 2003
- Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Torino, Einaudi, 1997
- Alfred Heuss et al., “I Propilei“. I, Verona, Mondadori, 1980
- Christian Jacq, “La Valle dei Re”, traduzione di Elena Dal Pra, Milano, Mondadori, 1998
- Alberto Siliotti, “La Valle dei Re”, Vercelli, White Star, 2004 Erik Hornung, “La Valle dei Re”, traduzione di Umberto Gandini, Torino, Einaudi, 2004