C'era una volta l'Egitto, Nuovo Regno, XIX Dinastia

LA REGINA MADRE TUIA

Di Piero Cargnino

Ma anche Ramses II aveva una mamma, la Regina Madre Tuia fu per oltre vent’anni, con la Grande Sposa Reale Nefertari, la donna più onorata da Ramses.

Tuia non si mise molto in evidenza nella vita pubblica e politica durante il regno del marito Seti I e compare di rado sui suoi monumenti. Ma Ramses II era devoto a sua madre e con la sua ascesa al trono le attribuì considerevoli onori. Fece rappresentare la sua mamma sulla facciata del tempio maggiore di Abu Simbel con le stesse dimensioni di altre donne della famiglia reale e dei suoi figli. Ramses fece anche raffigurare la madre su di una sua statua colossale all’interno del Ramesseum, sulle pareti del tempio e fece costruire una cappella a lei dedicata assimilata alla dea Hathor.

Ramses II fece inoltre erigere una grande statua per sua madre, e, come era abituato a fare, riutilizzò una statua fatta fare da Amenhotep III per la propria Grande Sposa Reale Tyi. (L’usurpazione di opere del passato era la normalità durante il lungo regno di Ramses II, e non solo). La statua venne posta nel Ramesseum, il “Tempio di Milioni di anni” di Ramses. Fu l’imperatore romano Caligola, nel 40 d.C. circa a farla traslare a Roma con altre statue che fece posizionare negli “Horti Sallustiani” per decorare il proprio “Padiglione di famiglia”. Riscoperta nel 1714 negli Horti venne trasferita nei Musei Vaticani dove si trova tutt’ora.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che una tale devozione per la propria madre fosse una cosa fuori dal normale per un faraone e sostengono che il sovrano lo fece a scopi politici. Siccome Tuia non era di stirpe regale ma figlia di Raia, luogotenente della guardia reale, molti sostengono che finché fu in vita Seti I lei non fu mai la Grande Sposa Reale, titolo che gli venne attribuito in seguito dallo stesso Ramses II. Questo sarebbe il meno, anche altri faraoni non ebbero madri di sangue reale, Thutmosi II e Thutmosi III erano figli di concubine o spose secondarie i cui natali sono sconosciuti. Pertanto Ramses II non aveva nulla di cui temere, ma come vi ho già detto Ramses era Ramses, il Grande, poteva lasciare che si insinuassero dubbi sulle sue origini? No di certo. Da persona istruita qual era conosceva bene i precedenti miti propagandistici di Hatshepsut nonché di Amenhotep III per cui si curò di crearsi il mito di una propria nascita divina, egli era Ramses figlio di Amon stesso.

Il mito è fissato sulle pareti di una cappella, dedicata alla regina madre Tuia, all’interno del Ramesseum, la “Storia della nascita miracolosa di Ramses II” è rappresentata in un ciclo iconografico (che ricalca i precedenti della XVIII dinastia), Tuia compare seduta sul suo letto di fronte al dio Amon, dal testo, alquanto danneggiato, si apprende che Tuia viene definita come:

Lascio a voi intendere cosa poi successe…..da qui nacque Ramses. A questo punto Ramses II aveva pieno diritto di affermare la legalità della sua successione al trono, non solo ma pure di essere lui stesso un semidio. Per non lasciare nulla al caso Ramses fece rappresentare la divinità dei suoi natali anche in un rilievo a Karnak dove è raffigurato lui, fanciullo, che viene allattato da una dea. Credete che basti? No, sia a Karnak ancora, che nel tempio funerario del padre Seti I ad Abydos si vede il dio Khnum, il vasaio degli dei, intento a formare sul suo tornio il corpo dello stesso Ramses.

Ad Abu Simbel ed a Karnak è stato rinvenuto un lungo testo, risalente al trentacinquesimo anno di regno di Ramses II, intitolato “La benedizione di Ptah a Ramses II” dove il dio Ptah viene indicato come padre celeste del sovrano:

All’epoca della firma del trattato egizio-ittita, dopo la battaglia di Qadesh, Tuia, sessantenne, era ancora in vita, morì l’anno successivo, il ventiduesimo anno di regno di Ramses II. Questo è quanto si deduce da un’iscrizione che compare su di un’anfora trovata nella tomba della Regina Madre dove compare:

Figuriamoci se Ramses non aveva già provveduto da tempo a preparare la tomba per la madre nella Valle della Regine, identificata come QV80. La tomba della regina Tuia si compone di tre sale ipogee che terminano in un ambiente ipostilo, finemente decorate, intagliate nella roccia. I suoi sarcofagi lignei furono riposti in un prezioso sarcofago in granito rosa. Le pareti erano finemente dipinte con scene che celebravano la gloria del regno della Regina Madre, oggi si trovano in cattivo stato non solo per gli anni passati ma perché la tomba venne più volte riutilizzata per ospitare sepolture durante il Terzo Periodo Intermedio e, con tutta probabilità, anche nel periodo tolemaico e Copto. All’interno della tomba sono stati rinvenuti alcuni oggetti di pregevole fattura, oltre al coperchio di un vaso canopo e frammenti di sarcofago e di ushabti.

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Fonti e bibliografia: 

  • Franco Cimmino, “Ramesse II il Grande”, Milano, Tascabili Bompiani, 2000,
  • Kenneth Kitchen, “Il Faraone trionfante. Ramses II e il suo tempo”, Bari, Laterza, 1994,
  • Edda Bresciani, “Ramesse II”, Firenze, Giunti, 2012
  • Alberto Siliotti, “Luxor, Karnak e i templi tebani”, The American University in Cairo Press, 2002
  • Sergio Donadoni, “Tebe”, Electa, 2002
  • Manfred Claus, “Ramesse il Grande”, Roma, Salerno Editrice, 2011
  • Henry James, “Ramesse II”, Vercelli, White Star, 2002
  • Claudio Gamba & alt., “Musei Vaticani”, Rizzoli/Skira, Roma, 2006
  • Claire Lalouette, “L’impero dei Ramses”, Roma, Newton & Compton, 2007

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