Di Grazia Musso

Faience, altezza cm 18
Provenienza sconosciuta
Leida, Rijsmuseum van Oudheden – F 1937/6.9
Il faraone regnante era considerato l’incarnazione del dio Horus, che di solito si manifestava in forma di falco.
Per questo motivo veniva associato al cielo, ai corpi celesti e al concetto stesso di sovranità.
L’intima assimilazione tra il re e il falco è un tema concepito già dai primissimi faraoni.
Il nome regale era iscritto all’interno di una facciata di palazzo sormontata dal falco di Horus.
In forma monumentale, tale tema fu espresso per la prima volta dal sovrano Chefren, il costruttore della seconda piramide di Giza.
Una maestosa statua seduta, oggi conservata al Museo del Cairo , lo ritrae seduto, con il falco appollaiato in cima allo schienale del trono nell’atto di circondargli la testa con le ali.
Successivamente, il tema si sviluppò in un’associazione sempre più intima tra uomo e animale, come ben illustra la statuetta seduta della fotografia, risalente all’epoca tolemaica.
Vista frontalmente, essa non mostra altro che un sovrano seduto su un trono basso con indosso il copricapo regale, nemes, e un corto gonnellino.
La veduta posteriore mostra un corpo umano trasformato nella schiena, nelle ali e nella coda di un falco.

Fonte e fotografie
- I Faraoni a cura di Christiane Ziegler, Bompiani
- Rijsmuseum van Oudheden