Piccola Guida Turistica

LA SEDIA DELLA REGINA HETEPHERES

La sedia della regina oggi al NMEC – n. di reg. del Museo del Cairo 5326353261 – vista di tre quarti

Questa bellissima sedia appartiene al corredo funerario della regina Hetepheres I, figlia di Huni, moglie di Snefru e madre di Cheope, senza dubbio la donna più potente e più ricca della sua epoca.
La sua tomba, contrassegnata dalla sigla G 7000X fu rinvenuta nel 1925 a Giza da una missione congiunta delle Università di Harvard e di Boston guidata dal prof. George Andrew Reisner, e si trova nei pressi della piccola piramide eretta in suo onore dal figlio; essa è costituita da una camera sepolcrale posta in fondo ad un corridoio in origine chiuso ad entrambi i lati da blocchi di calcare che si diparte da un pozzo profondo 27 metri.

La sedia della regina vista di fronte.

Per avere informazioni dettagliate su di lei e sulla curiosa storia del rinvenimento della sua sepoltura, andate sul nostro sito a questi link:

Il corredo funerario comprendeva oggetti di uso personale come rasoi d’oro, coltelli, recipienti in alabastro per cosmetici e profumi, vasi di varie dimensioni e gioielli, tra cui braccialetti d’argento e ornamenti per le caviglie, ma anche una tenda – baldacchino ed un letto smontabili, due sedie (rispettivamente definite “sedia I” e “sedia II”) ed una portantina finemente decorate con foglia d’oro, che potrebbero avere avuto un significato cerimoniale o funerario ma che indussero alcuni studiosi a ritenere che la corte egizia della IV dinastia potesse essere itinerante.

Il legno di questi ultimi reperti si era deteriorato e dovette essere in gran parte sostituito, ma la foglia d’oro, rimasta a terra in frammenti, fu recuperata ed essi furono riportati all’originario splendore da Hag Ahmed Youssef Mustafa, che in seguito restaurò anche una delle barche solari di Cheope; il corredo funerario si trova oggi suddiviso tra il Museo del Cairo e quello di Harvard, tranne la sedia I che, come ho detto, è esposta al NMEC.

La ricostruzione dell’interno della tomba al momento dell’inumazione della regina, realizzato dall’Università di Harvard. Come potete notare, oltre a quella del NMEC c’era un’altra sedia in pessime condizioni, la cui ricostruzione è stata realizzata solo di recente all’esito di un lavoro estremamente complesso, del quale parlerò in un altro post.


La sedia I (JE53263), cosiddetta “da seduta” per distinguerla dalla portantina, che era detta “sedia da trasporto”, era probabilmente parte dell’arredamento della tenda della regina.


La seduta, leggermente inclinata all’indietro per renderla più comoda, e lo schienale, rinforzato nel centro della parte posteriore da un supporto, sono in legno naturale e sono ingentiliti da una cornice e da alti braccioli coperti da foglia d’oro come le gambe, modellate a forma di zampe di leone, finalizzate a garantire a chi si sedeva la protezione e la forza del nobile animale; ai piedi sono stati aggiunti tamburi per mantenere stabile la sedia.
Lo schienale sarebbe stato originariamente decorato con uno dei tanti pannelli intarsiati rinvenuti nel complesso funerario, forse quello trovato sotto la scocca della sedia, raffigurante una donna che annusa il profumo di un fiore di ninfea.
I due spazi rettangolari tra i braccioli, la seduta e lo schienale sono decorati con un elegante disegno composto da tre fiori di papiro i cui steli sono legati con un nastro.

Approfitto dell’occasione per mostrarvi anche gli altri reperti lignei, conservati al Museo del Cairo e ad ora mai trattati sul gruppo, che dimostrano che all’inizio del terzo millennio a.C. gli Egizi avevano già raggiunto grande abilità nella falegnameria ed adottavano uno stile sobrio ed elegante; trovate le informazioni ad essi relative nelle didascalie delle immagini.

Il letto della regina. Museo del Cairo – n. di reg. 53261.
Il letto è costituito da un’intelaiatura rettangolare di legno dorato, dotata di quattro gambe decorate alla base con intagli a forma di zampe leonine e fissate al piano con stringhe di cuoio; il piano è costituito da un rettangolo di pelle legato all’intelaiatura per mezzo di cordicelle in modo da farlo rimanere teso. Le gambe dalla parte della testa sono più alte rispetto a quelle sul lato opposto e conferiscono al letto una leggera inclinazione; invece del cuscino gli Egizi usavano un poggiatesta che probabilmente veniva imbottito con del lino per offrire maggiore comodità; esso è stato trovato all’interno di una scatola ed è dorato ed argentato. La pediera è l’unica parte del letto ad essere decorata nella sua parte interna con due registri: quello superiore è intarsiato con un motivo continuo di piume, l’altro presenta oltre alle piume anche tre rosette; la parte esterna, invece, è stata lasciata grezza.
Portantina della regina Hetepheres. JE53262 Museo del Cairo.
Fin dalla I’ dinastia in Egitto gli esponenti delle classi più elevate amavano spostarsi su portantine sorrette da servi; quella di Hetepheres è l’unico esempio di tale mezzo di trasporto giunto fino a noi.
Essa è una sedia portatile fissata ai lati a due lunghe aste terminanti con capitelli di palma che si dipartono dagli angoli e che permettono di sollevarla dal suolo e di trasportarla.
E’ realizzata in legno dorato e foderata all’interno con una stoffa di lino; è l’unico oggetto oltre al baule del baldacchino a portare il cartiglio del re Snefru, mentre su tutti gli altri oggetti del corredo funerario è inciso quello di Cheope. Sul lato anteriore dello schienale della sedia, all’altezza dei braccioli e sullo schienale sono presente fasce in ebano (una davanti e tre dietro) con iscrizioni geroglifiche dorate.
La fascia con l’iscrizione geroglifica sullo schienale interno della portantina
La cassa per il baldacchino. Museo del Cairo JE72030
Questa cassa lunga e stretta, parzialmente coperta da foglia d’oro, serviva per contenere parti del baldacchino della regina; al momento della scoperta essa era praticamente ridotta in polvere ma potè essere ricostruita fedelmente in quanto la decorazione ad intarsio in faience era rimasta intatta ed era a terra nel medesimo ordine con il quale si trovava applicata alla cassa.
Il lato lungo reca un’iscrizione divisa in due parti speculari dalla figura di Nekhbet, la dea avvoltoio ed è inoltre decorato con il cartiglio del re Snefru.
La tenda della regina come doveva apparire all’epoca del suo utilizzo

Le fotografie della sedia sono di Silvia Vitrò; non conosco l’autore delle altre immagini, reperite in internet; la ricostruzione dell’interno della camera sepolcrale è lo screenshot di un fermo immagine del filmato dell’Università di Harvard relativo alla visita virtuale della tomba, a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=1AsKgHS0QgQ

FONTI:

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