Antico Regno, C'era una volta l'Egitto, IV Dinastia

LA PIRAMIDE DELLA REGINA HETEPHERES I

Di Piero Cargnino

Il Complesso funerario di Cheope ci riserva ancora interessanti sorprese, bene in vista le tre piramidi secondarie o “delle regine” che si trovano ad est della Grande Piramide di Cheope.

Oggi sono piccole strutture alte non più di una ventina di metri ma nell’antichità facevano bella mostra di se nei complessi funerari di molti faraoni tra cui Cheope. Il loro scopo era quello di rappresentare un luogo di culto per le madri, mogli, figlie e concubine del sovrano che in esse venivano sepolte.

La piramide più settentrionale delle tre (chiamata G1a) conteneva la sepoltura della regina Hetepheres I moglie di Snefru e madre di Cheope.

L’importanza della regina Hetepheres la si può chiaramente dedurre dai suoi titoli reali: “Madre del Re, Madre del Re delle Due Terre, Ancella di Horus, Figlia del corpo del dio”.

Venne chiamata “Figlia del dio” quando regnava suo padre il faraone Huni. Essa è considerata l’anello di congiunzione del sangue reale della III dinastia con la IV sposando per l’appunto il faraone Snefru.

Sposa minore di Snefru, diede alla luce il figlio Cheope e assunse grande importanza e considerazione quando il figlio divenne faraone. L’importanza della regina Hetepheres è anche dovuta al fatto che la sua tomba è una delle rarissime sepolture reali intatte dell’antico Egitto e l’unica inviolata fra quelle dell’Antico Regno.

Dal 1902 al 1926 ebbe luogo nella piana di Giza una grandiosa campagna di scavi organizzata congiuntamente dall’Università di Harvard con il Museum of Fine Arts di Boston, nel 1925 capo della spedizione era l’egittologo George Reisner e durante una sua momentanea assenza i suoi collaboratori scoprirono occasionalmente un pozzo molto profondo.

Subito iniziarono a scavare e dopo 26 metri si presentò loro un muro di mattoni, dopo aver praticato una breccia entrarono in una stanza rimanendo esterrefatti da ciò che videro, un prezioso corredo funebre comprendente un sarcofago d’alabastro bianco, il telaio di un baldacchino fatto di barre d’oro oltre a mobili di legno ed altri oggetti d’oro.

Gli oggetti vennero esaminati dall’egittologo e filologo inglese Battiscompe Gunn il quale individuò un’iscrizione col nome di Snefru, la cosa fece subito scalpore ma Gunn calmò subito gli animi asserendo che quello dimostrava solo che la tomba era appartenuta ad uno che era vissuto durante il regno di Snefru.

Vennero condotti altri studi a seguito dei quali Reisner ipotizzò che quella del pozzo fosse una ri-sepoltura segreta, dopo un’effrazione di ladri nella tomba originaria che dopo pochi mesi dichiarò trattarsi della tomba di Hetepheres I.

Nel 1927 si procedette all’apertura del sarcofago che, con grande sorpresa risultò completamente vuoto. Secondo Reisner Hetepheres fu dapprima sepolta a Dashur e dopo che la tomba fu violata venne portata a Giza.

Secondo Mark Lehner invece la tomba originaria della regina era quella in fondo al pozzo di Giza e, una volta violata il figlio Cheope gli fece costruire la piramide G1-a facendo traslare all’interno i resti di Hetepheres, alcuni resti del corredo vennero tralasciati. Questa piramide è aperta al pubblico ed io ho avuto il piacere di visitarla.

Fonti e bibliografia:

  • Margaret Bunson, “Enciclopedia dell’antico Egitto”, Melita edizioni, 1995
  • Armando Mei e Nico Moretto, “Giza: le piramidi satellite ed il codice segreto”, lulu.com , 2010
  • Battiscombe George Gunn, “Studies in Egyptian Syntax, Paul Geuthner, Paris, 1924
  • Enrica Leospo, “Saqqara e Giza”, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1982 Edwards, I.E.S., “Review of ‘The Pyramid Tomb of Hetep-heres and the Satellite Pyramid of Khufu” in Journal of Egyptian Archaeology, n.75, 1989

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...