Di Grazia Musso e Luisa Bovitutti
CENNI GENERALI

https://commons.wikimedia.org/…/File:Tomb_of_Queen…
La tomba di Meresankh sorge molto vicino alla Grande Piramide, nella settima fila della necropoli orientale di Giza, dove i membri della famiglia reale e gli alti dignitari venivano sepolti accanto al loro sovrano.
Essa fu scoperta nell’aprile 1927 dal team dell’Università di Harvard e del MFA di Boston guidato dall’egittologo G. A. Reisner, che riportò alla luce l’ingresso scavato nella roccia sottostante la doppia mastaba G7530/G7540, che già esisteva e che venne sfruttata come sua sovrastruttura.
E’ una delle più belle della necropoli per la qualità e la policromia dei bassorilievi che raffigurano scene di vita quotidiana e di offerte e molti congiunti della defunta, tra i quali i suoi genitori Hetepheres II e Kawab ed i suoi figli Nebemakhet, Khenterka, Niuserreankh e Duaenre; stranamente il suo reale sposo Chefren non è mai né raffigurato né menzionato.
Gli Egizi ritenevano che rappresentando nelle tombe queste scene avrebbero garantito magicamente al defunto un flusso perpetuo di cibo e di beni che gli avrebbe permesso di mantenere nell’Aldilà la stessa agiatezza della quale aveva goduto in vita.
E così, tra gli oggetti preparati per il suo corredo funerario si notano, ad esempio, oltre a derrate alimentari in gran quantità, anche un baldacchino, un letto, una sedia ed una portantina molto simili a quelli scoperti nella sepoltura di Hetepheres I della quale abbiamo già parlato.
La tomba, incompiuta, consiste nella citata doppia mastaba di superficie con una pianta di 36 x 17 m. (G7530 – G7540) risalente ai primi anni del regno di Chefren ed ora quasi scomparsa, in una sottostruttura vagamente cruciforme (G7530 sub) scavata nella roccia, accessibile tramite due scale contrapposte ricavate nel vicolo che separa la mastaba di Meresankh dalla G7650 ed in una camera sepolcrale alla quale si accede tramite un pozzo verticale ampio circa due metri quadrati e profondo cinque metri.

Oggi quest’ultimo è stato dotato di una scalinata moderna, ma sulle sue pareti sono ancora visibili le tacche semicircolari che gli antichi avevano scolpito ed usato come rudimentali gradini.
La sottostruttura (o cappella), il cui ingresso è impreziosito da larghi stipiti in pietra che riportano il nome di Meresankh, i suoi titoli, la data in cui il suo corpo fu portato al luogo dell’imbalsamazione e quella in cui avvenne la sepoltura (ben 272 giorni dopo la sua morte) è composta da tre ambienti scavati due metri sotto il livello del suolo ed orientati in direzione nord- sud.


Oggi le iscrizioni sono state coperte da un rivestimento in pietra ed è stato aggiunto anche un moderno portale di sicurezza.
Essa ha il soffitto dipinto di rosso per imitare il pregiato granito di Assuan e conserva ancora in parte un fregio di fiori stilizzati lungo la parte superiore delle pareti; è decorata con scene di navigazione, agricoltura, uccellagione, pesca che vedono protagoniste anche Meresankh e la madre.

L’immagine è tratta dal testo The mastaba of queen Mersyankh III, di D. Dunham e W. K. Simpson, Boston, 1974

Immagini tratta dal testo The mastaba of queen Mersyankh III, di D. Dunham e W. K. Simpson, Boston, 1974
Nella camera sotterranea sono stati trovati il sarcofago che conteneva ancora le ossa della regina, i suoi vasi canopi, posti in una nicchia sul pavimento e centinaia di amuleti, ushabtis, wadjet, intatti o in frammenti.
I vasi canopi, i più antichi ad oggi ritrovati, si trovano al MFA di Boston; hanno tutti diametri diversi, coperchi leggermente arrotondati e sono privi di iscrizioni.
LA CAPPELLA DI MERESANKH III
La parete est della sala principale.
Le scale dell’ingresso conducono direttamente nella sala principale della cappella, splendidamente decorata; ammireremo insieme le scene dipinte sulle pareti, che offrono una vivace immagine della vita di una persona di altissimo lignaggio dell’Antico Regno.

https://www.experienceegypt.eg/…/giza-e-le-antiche…
Cominciamo ponendoci di fronte alla parete est ed osservando il lato sinistro.
La prima immagine, alta fin quasi al soffitto e completamente avulsa dal programma decorativo circostante raffigura il principe Kawab, padre di Meresankh, che è già stato oggetto di trattazione da parte di Grazia.
Dietro di lui, nella metà superiore della parete, sono raffigurate Meresankh e sua madre su di una barca che navigano tra i canneti della palude svolgendo l’antico rituale del “far tintinnare i papiri” che serviva ad ottenere la presenza sacra della dea Hathor in forma bovina.

La palude rappresentava l’ambiente associato alle acque primordiali ed al liquido amniotico ed era legata alla rinascita (perchè Osiride fu riportato in vita in un papireto) ed al culto della dea.
Il rito consisteva nello scuotere gli steli dei papiri facendo frusciare gli ombrelli e producendo un rumore simile a quello che le mucche selvatiche fanno muovendosi nel canneto, che avrebbe richiamato la dea; anche il sistro, che veniva utilizzato dalle sacerdotesse di Hathor, produceva un suono simile.
E’ una scena suggestiva, anche se il boschetto di papiri è scomparso a causa delle infiltrazioni penetrate da un’apertura superiore praticata dagli antichi per far entrare un po’ di luce naturale nella stanza.
Hetepheres è in piedi nella parte anteriore dell’imbarcazione, governata da un marinaio in piedi a poppa; ella è abbigliata secondo la moda delle nobildonne della sua epoca con una parrucca nera che le ricade sulle spalle ed un abito bianco lungo ed aderente sostenuto da larghe spalline, un collare e una collana, braccialetti e cavigliere e sta cogliendo il papiro con entrambe le mani; ai suoi piedi un bambino non identificato tiene con una mano una ninfea e con l’altra si regge alla sua gamba.
Meresankh è dietro la madre; ha una parrucca corta e nera ed un diadema a nastro molto in voga all’epoca; il suo abito è identico a quello di Hetepheres, ma è impreziosito sul petto da una decorazione di perline colorate; con la mano destra sta strappando uno stelo di papiro mentre con la sinistra abbraccia la madre intorno alla vita.
https://egypt-museum.com/queen-hetepheres-with-daughter…/
La parte rimanente della parete è divisa in quattro registri.
Il primo dall’alto mostra una processione di offerenti; ognuno di loro, tranne l’ultimo, è identificato da un’iscrizione verticale che indica il terreno funerario dal quale proviene il bene che sta portando; di seguito tre uomini stanno realizzando una stuoia di papiro.

https://it.thebrainchamber.com/the-tomb-of-queen…/
Il secondo mostra la cattura degli uccelli acquatici nella palude, rappresentata come uno specchio d’acqua circondato da ninfee; questa scena è tipica della decorazione delle cappelle funerarie dell’Antico e Medio Regno e ne parleremo in un successivo approfondimento;

https://egymonuments.gov.eg/…/tomb-of-queen-meresankh-iii – foto di Sandro Vannini
Nel terzo registro si vede una processione di gru, oche, buoi ed un vitello guidati dai propri custodi e destinati ad essere offerti alla defunta.
Il quarto registro è composto da due scene nautiche ed una agreste.
La prima di esse potrebbe ricordare un pellegrinaggio verso un luogo di culto e mostra due barche cariche di cesti, di ninfee, di uccelli in gabbia e addirittura un vitello, forse destinati ad essere offerti al tempio; la seconda raffigura una giostra acquatica che si svolge tra gli equipaggi di due imbarcazioni che si fronteggiano armati di remi e pali.
Immediatamente a destra tre pastori accudiscono un gregge ed un quarto si trova tra le pecore con la frusta alzata; due contadini portano sulle spalle un sacco di grano destinato alla semina ed un alto funzionario appoggiato al suo bastone sorveglia il lavoro dei subordinati.
Il lato destro della parete è stato scolpito nella roccia e rivestito con uno strato di intonaco ma è molto deteriorato; i due registri superiori rappresentano un viaggio in barca, mentre i tre inferiori raffigurano degli artigiani che stanno preparando il corredo funerario della regina, il sarcofago e due false porte.
In questo settore vi è una scena di grande interesse, che raffigura tale “Rehay” intento a dipingere una statua della regina e di fianco a lui il suo collega “Inkaf”, nell’atto di modellarne una seconda: non sappiamo se questi due personaggi siano realmente i principali decoratori della tomba, ma è certo che si tratta della prima volta in cui gli artigiani sono rappresentati con i loro nomi.
Accanto a loro degli uomini, con l’aiuto di funi, trascinano una slitta sulla quale si trova un tabernacolo di legno che ospita una statua di fronte al quale un sacerdote effettua un’incensazione ed una statua della regina assisa in trono.
Nel registro più in basso a sinistra è raffigurata una scena di metallurgia: quattro uomini inginocchiati a terra sotto una tettoia, con dei mantici soffiano in una piccola fornace per alimentare il fuoco e fondere l’oro; sulla loro sinistra un altro operaio sembra intento a frantumare il minerale aurifero.

La sezione destra del registro, divisa in due sottoregistri sovrapposti e molto danneggiata è dedicata infine ai falegnami, rappresentati mentre costruiscono un tavolo da offerta, delle casse ed una portantina.
La parete sud della camera principale
La parete sud della camera principale presenta tre nicchie; quella a destra e quella centrale contengono la statua di uno scriba; quella a sinistra invece quattro statue di scribi; sopra di esse vi è una decorazione composta da cinque registri, tutti dedicati alla preparazione del corredo funebre ed al suo trasporto nella tomba di Meresankh.

autore Hannah Pethen, a questo link: https://hannahpethen.com/…/visiting-the-tomb-of…/
La regina è raffigurata di grandi dimensioni sul lato destro della parete, assisa su di un trono cubico, e riceve le offerte portate dai servi in processione raffigurati nei tre registri dinanzi a lei; accovacciato ai suoi piedi c’è un personaggio di sesso indeterminato.

Autore Hannah Pethen, da Flickr
L’iconografia di Meresankh è quella tipica delle nobildonne dell’Antico Regno: ella indossa un lungo abito ed una parrucca, annusa una ninfea che tiene nella mano destra e ne tiene un’altra avvolta intorno alla sinistra, appoggiata sulla coscia.
Di fronte a lei, distribuiti su quattro sotto-registri, vi sono tavoli e supporti colmi di offerte: volatili, verdure, dolci, ciotole, giare, nonché una brocca e un catino per lavarsi prima e dopo i pasti; nel sotto registro più basso, accanto al tavolo più grande, si trova un cane con orecchie dritte e coda arricciata.

Autore Hannah Pethen, da Flickr
Dietro le offerte si snodano altri registri: nel primo dall’alto compaiono quattordici figure con le braccia incrociate in atteggiamento di saluto o sottomissione, undici delle quali in ginocchio e tre in piedi.

Nel secondo vi è una processione di dieci offerenti, guidati dal “Direttore della sala da pranzo, il sacerdote funebre, Rery” e nel terzo, molto danneggiato, alcune donne trasportano vari oggetti e fabbricano un letto mentre un uomo sta dipingendo una statua.

Il quarto ed il quinto registro mostrano altre fasi della preparazione e del trasporto del corredo: una donna spolvera una sedia con i braccioli ornati da un leone e le gambe a forma di zampa leonina; un’altra sorveglia i servi che trasportano una poltrona dotata di parasole; altre portano una grande borsa, delle casse, una scimmia al guinzaglio, uno sgabello con zampe taurine, un tabernacolo, vasi, un baule; varie casse e contenitori, un poggiatesta, un alto sacco di lino, una testa di vitello, un tavolo basso sono pronti per essere trasportati.

Su una bassa piattaforma, due donne, sotto un baldacchino di legno, stanno costruendo un letto; all’estrema destra il già citato pittore Rahay sta dipingendo una grande statua della regina (foto n. 4).
