Di Luisa Bovitutti
LA CORONA DI GIUSTIFICAZIONE

Questo diadema composto da dodici foglie di lamina d’oro attaccate ad un anello di rame si trova al Museo Nazionale Scozzese di Edimburgo (A.1956.192) e risale al primo periodo romano (9 a. C. circa).
Esso venne rinvenuto indosso alla mummia di Montsuef nella tomba di Sheikh Abd che condivideva con la moglie Tanuat e con altri familiari; la precisa datazione del reperto si deve al rinvenimento nella sepoltura di papiri che hanno rivelato dettagli sulla vita di ciascun membro della famiglia e la data esatta della loro nascita e della loro morte.

L’oggetto era di uso esclusivamente funerario e si trova spesso rappresentato nei ritratti del Fayyum; esso simboleggiava il positivo superamento del giudizio di Osiride da parte del defunto e quindi il trionfo sulla morte che preludeva alla vita eterna nell’Aldilà.
Tale interpretazione deriva dal capitolo 19 del libro dei morti, dove si legge:
CAPITOLO XIX Formula della Corona di Giustificazione.
A dirsi dall’Osiride NOME DEL DEFUNTO.
Tuo padre Atum ha disposto questa bella corona di giustificazione sulla tua fronte, che gli dei amano, affinché tu viva in eterno. Osiride, residente nell’Amenti, ti rende giustificato contro i tuoi avversari (…). Atum ha decretato ciò e la Compagnia degli dei ti ha confermato il bel talismano di giustificazione della parola di Horo, figlio di Iside e di Osiride, per l’eternità. L’Osiride NOME DEL DEFUNTO è giustificato per l’eternità! (…) [ Se ] ripete l’Osiride NOME DEL DEFUNTO giustificato questa proclamazione quattro volte, tutti i suoi nemici cadranno, saranno rovesciati e sgozzati. Horo figlio di Iside e di Osiride le ha ripetute milioni di volte e tutti i suoi nemici sono caduti, rovesciati e sgozzati (…). RUBRICA Questa formula deve essere detta sopra una corona consacrata che deve essere posta sulla testa dell’uomo. Tu devi mettere l’incenso sul fuoco per l’Osiride NOME DEL DEFUNTO, e gli sarà dato di essere giustificato contro i suoi nemici morti o viventi e sarà tra i seguaci di Osiride e gli saranno dati cibi e bevande alla presenza di questo Dio. Tu la pronuncerai al mattino due volte: essa è invero di grande protezione per infinite volte.
IL RITRATTO DI ISIDORA

Questo dipinto a encausto su legno di tiglio con l’aggiunta di foglie d’oro per realizzare il colore dei gioielli raffigura una persona di notevole ricchezza e posizione sociale il cui nome, “Isidora”, è scritto in greco con vernice nera sulla spalla superiore destra dell’involucro della mummia, che è di colore rosso.
La provenienza della sepoltura originale è sconosciuta, anche se lo stile del pannello sul quale è dipinto il ritratto è analogo a quelli trovati ad Hawara.
Isidora indossa il tradizionale chitone violaceo ed ha l’acconciatura tipica dell’età traianea: i capelli sono strettamente intrecciati e raccolti in una crocchia fissata da uno spillo dorato alla sommità della testa; i riccioli le incorniciano il viso e le ciocche a cavatappi scendono davanti alle orecchie.
Ella indossa un ornamento per capelli d’argento, una grande corona d’oro con un disegno centrale, orecchini in oro e perle, tre collane raffinatissime in oro, smeraldi e perle collegate sul davanti da un’ametista incastonata in un elaborato supporto d’oro.
Il ritratto è custodito al J. Paul Getty Museum presso la Getty Villa di Malibu.
FONTI DEL TESTO E DELLE IMMAGINI:
1 pensiero su “I DIADEMI DELL’EGITTO ROMANO”