Necropoli tebane

TT81 – TOMBA DI INENI

Ineni in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT81[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
IneniSupervisore dei granai di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep I – Thutmosi III)in alto sul versante est della collina, sotto la TT78 e sopra la TT82

Biografia

Genitori di Ineni furono l’omonimo padre, Giudice, e la madre Sit-Dhout; Ahhotep, chiamata anche Thuiu, fu sua moglie. Pahery il nome del fratello.

La tomba

I tesi sulle pareti della TT81. Foto: Museo Egizio di Torino

Alla tomba, che presenta una planimetria asimmetrica, differente da quella a “T” rovesciata tipica del periodo, si accede da un portico con sei pilastri. Già in questo portico notevole, nonostante le molte lacune e i danneggiamenti del tempo e dell’uomo, è l’apparato pittorico: due stele riportano testi autobiografici; in una scena il defunto controlla il tesoro di Amon e la relativa distribuzione ai templi. In altra scena (non ultimata) il defunto, coadiuvato da assistenti ispeziona i prodotti e il bestiame destinato al tempio di Amon. In altro registro il controllo dei tributi nubiani, con donne e bambini, siriani, con donne e bambini e, tra l’altro, un orso, ed egiziani che recano, comunque, prodotti di origine siriana.

Scena di tributari dalla TT81

In altra scena il defunto, sotto la cui sedia dorme un cane, riceve offerte: animali, cacciagione, oche, gru, asini, montoni, capre e maiali; poco discosto, il defunto e la moglie a pesca e caccia con ippopotami, uccelli e pesci, mentre uomini pigiano l’uva, ricavano vino e ne riempiono giare.

Trasporto dell’uva per la vendemmia
Riempimento di giare

Sui pilastri:

a. il defunto in piedi a caccia nel deserto con cani, anche di iene, e con alcuni aiutanti a caccia di gazzelle;

Scene di caccia

b. una casa con giardini, una lista di alberi e di palme; la moglie nella dispensa di casa;

c. il defunto assiso con la lista delle offerte;

d. (distrutta) verosimilmente immagine simile al pilastro c.;

e. scene di semina e aratura;

f.   scene di raccolto, mietitura, accumulo del grano, trebbiatura con i buoi e trasporto

Scene di mietitura e raccolta del grano

Un breve passaggio, sulle cui pareti il defunto dinanzi alla Dea dell’Occidente (Hathor) e ad Anubi, adduce ad un corridoio leggermente in diagonale. Sulle pareti scene della processione funebre, con la moglie, il fratello Pahery e il sarcofago trainato da buoi e del pellegrinaggio ad Abydos. Il corridoio termina in una piccola camera di forma irregolare in cui scene di uomini che trasportano gazzelle e vitelli, il defunto, la moglie e parenti a banchetto allietato da musicisti (un arpista maschio e suonatrici di nacchere). Sul fondo in quattro statue, il defunto e la moglie, nonché i genitori di lui.

Le quattro statue sedute dell’ultima camera sono alte 240-244 cm e mostrano (da sinistra a destra) la moglie di Ineni (Thuiu), Ineni, il padre di Ineni (Ineni), e la sorella di Ineni (Aahhotep). Foto: Egypt – Land of Eternity

Un frammento di dipinto parietale, rappresentante il defunto e parte di un testo si trova oggi presso il Museo Egizio di Firenze (cat. 6391).

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/79/Ineni001.JPG/150px-Ineni001.JPGhttps://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/60/Ineni002.JPG/150px-Ineni002.JPG
Trasporto dell’uva per la vendemmia
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Ineni003.JPG/150px-Ineni003.JPGhttps://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/39/Ineni004.JPG/150px-Ineni004.JPG
Riempimento di giareScene di mietitura e raccolta del grano

Scene di caccia

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 159.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 159.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  6. Porter e Moss 1927,  p. 159.
  7. Porter e Moss 1927,  pp. 159-163.
  8. Porter e Moss 1927,  pp. 163.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

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TT80 – TOMBA DI THUTNEFER

(O DJEHUTNEFER, O DHUTNUFER)

Planimetria schematica della tomba TT80[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
ThutneferScriba reale e Supervisore al TesoroSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II)in alto sul versante est della collina, a nord della TT79 e a sud della TT81

Biografia

Unico dato biografico rilevabile, il nome della moglie, Takhat. Thutnefer risulta inoltre titolare anche della TT104.

Cono funerario di Thutnefer, collezione privata

La tomba

La tomba presenta la planimetria a “T” capovolta tipica del periodo; un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale sulle cui pareti sono presenti tracce di un testo recante i titoli del defunto e della moglie (illeggibile); scene di pesca e uccellagione del defunto accompagnato da una giovane fanciulla. In altra scena preti e giovani donne suonano sistri e presentano liste di offerte al defunto e alla moglie. In altra scena di offertorio del defunto, uomini recano cibo, unguenti, fiori e uccelli. Altri dipinti, molto danneggiati, rappresentano il defunto in ginocchio in atto di offertorio.

Frammento di uno stipite di porta (Metropolitan Museum, cat. MET 15.2.4)

Un breve corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie e riportate formule di offerta, adduce ad una camera longitudinale sulle cui pareti è effigiato il defunto in atto di ricevere e pesare i tributi nubiani in oro e avorio; in altra scena, alcuni preti in offertorio al defunto e alla moglie, poco discosto la processione funeraria, una nave da carico, un carro in attesa e una casa con giardino. Una figlia offre fiori alla coppia mentre il deceduto offre libagioni a Osiride.

Facciata di abitazione in un acquerello di Charles K. Wilkinson (Metropolitan Museum, cat. MET 30.4.225 EGDP022610)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 157.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 156.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 157-159.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT79 – TOMBA DI MENKHEPERRASENEB

Planimetria schematica della tomba TT79[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
MenkheperrasenebSupervisore ai granai del Signore delle Due Terre; Prete “wab[5] presso il tempio di Thutmosi III[3]Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep II -?-)in alto sul versante est della collina, a sud delle TT80 e TT81; a nord della TT88

Biografia

Unici dati biografici rilevabili, il nome del padre, Minnakht, titolare della tomba TT87, Supervisore ai granai dell’Alto e Basso Egitto, e quello di un figlio, Nebenmaat, Scriba del tempio funerario del faraone Thutmosi III.

La tomba

La tomba non è ultimata; un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria tipica delle tombe del periodo; da questa si diparte una seconda sala perpendicolare alla prima non ultimata. Sulle pareti alcuni dipinti, molto rovinati, rappresentano scene di ispezione e di offerte alla festa di Amon, con un uomo che guida un toro e un altro che indirizza alcune oche.

Renenutet rappresentata come un cobra nella TT79. Da: Guksch, Heike. Die Gräber des Nacht-Min und des Men-cheper-Ra-seneb: Theben Nr. 87 und 79. Vol. 3400. von Zabern, 1995.

Scene del defunto e della famiglia a pesca e a caccia di uccelli; in scena poco discosta le operazioni di pulizia del pescato e offerte alla dea Thermutis. Una stele reca testi autobiografici del defunto e, poco discosto, il defunto, con la moglie e il figlio Nebenmaat in offertorio e, poco discosto, scena di banchetto cui partecipano anche musiciste (flauto doppio, arpa e lira) e un arpista che accompagnano la danza di una fanciulla. Un’ultima scena rappresenta un negozio di macelleria e uomini che preparano cibi, cucinano e colmano giare di vino.

Cono funerario di Menkheperraseneb. Met Museum (MET, 30.6.55)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 156.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 156.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 156-157.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

Mai cosa simile fu fatta

STATUA SEDUTA DI PETAMENOFI

Alabastro, altezza cm 98, larghezza cm 30
Fine della XX Dinastia – inizio XXVI Dinastia
Museo Egizio del Cairo – JE 36578

L’arte dell’ Epoca Tarda mostra una particolare tendenza al recupero di temi e modelli delle epoche più antiche : pose arcaiche, modelli di parrucche e abiti risalenti all’antico come al Medio e al Nuovo Regno.

Questa maestosa scultura in Alabastro raffigura un Petamenofi, un funzionario, raffigurato seduto su un seggio cubico con base anteriore, le mani sono appoggiate sulle ginocchia, la sinistra con il palmo rivolto verso il basso, la destra chiusa a pugno.

  

Indossa una parrucca che gli lascia libere le orecchie, il volto è tondo con tratti regolari, lo sguardo è rivolto verso l’alto, una caratteristica che accomuna sculture di periodi diversi, ma che è più frequente Nell’antico Regno.

Anche il modellato del corpo riconduce alla statuaria di quel periodo : spalle larghe, braccia e gambe muscolose e pettorali ben scolpiti.

Fonte

Tesori Egizi nella collezione del Museo Egizio del Cairo – Rosanna Pirelli – fotografie di Araldo De Luca – Edizioni White Star

Pictures

New Year’s faience flask

New Year’s faience flask

Late Period 26th Dynasty (722-525)

Tomb QH33

Qubbet el-Hawa

Tombs of the Nobles West Bank of Aswan.

QH 33, was found to be oriented to the winter solstice.

Nubian Museum Aswan

Pictures

Stela of King Harsiotef

A stela of King Harsiotef with hieroglyphic writings on its four sides, up on its top there are inscriptions of the sun disk, gods and kings.

King Harsiotef is what the description says.
I never heard of him , neither does Google.
Any one?

We find King Harsiotef in the monarch’s list of the kings of Kush.
(Thanks to Chris Quimby, Chris Marriott John Marciano )

Granite Gabal Barkal
25th Dynasty

The Nubian Museum Aswan

Necropoli tebane

TT78 – TOMBA DI HAREMHAB

Planimetria schematica della tomba TT78[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Haremhab[5]Scriba reale e Scriba delle reclute, Capitano degli arcieri e Sovrintendente del bestiame reale [3]Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep III)in alto sul versante est della collina, sopra la TT81

Biografia

Uniche notizie biografiche ricavabili dalle rappresentazioni parietali della TT78 sono il nome della madre, Esi, della moglie, Ithuy e di due dei tre fratelli raffigurati, Amenhotep ed Amenemhat.

Amenhotep (a sinistra), Amenemhat (al centro) ed un terzo fratello, la cui figura è stata interamente scalpellata (a destra). Fonte: osirisnet.net

La tomba

Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria a “T” rovesciata tipica delle tombe del periodo. Sulle pareti: (1 in planimetria) scene danneggiate del defunto e della moglie (?) in atto di offertorio con incenso su un braciere; seguono (2) il defunto e la moglie seduti con due fanciulle, seguite da musiciste (liutiste e arpiste), che offrono vasi floreali e i resti di scene di banchetto.

I portatori di offerte. Fonte: osirisnet.net
Due musicisti ed una ballerina. Fonte: osirisnet.net

In una scena nella parte bassa, la donazione di alcuni tori, di cui uno con le corna inghirlandate. Sul lato corto della sala (3) una stele su due registri sovrapposti, il defunto in adorazione di Anubi e Osiride e il defunto e la moglie in atto di offertorio. Poco oltre (4), il defunto, preceduto da portatori di flabello, offre doni al faraone Thutmosi IV seduto, unitamente a una dea, sotto un’edicola; ancora il defunto che presenzia alla contabilità di provviste per i magazzini di Thutmosi IV mentre tre uomini (fratelli del defunto?) recano fiori, un toro con corna decorate, uno stambecco e una lepre.

Un cantante cieco accompagna il tempo battendo le mani. Fonte: osirisnet.net

Oltre il corridoio che dà accesso ad una sala perpendicolare, (8) Thutmosi IV seduto sotto un padiglione che riceve dal defunto, distribuiti su cinque registri sovrapposti, tributi da paesi stranieri, dallo stesso Egitto (compresi alcuni cavalli), vasi e un montone da Siriani, prodotti tipici nonché donne e bambini, e bestiame, dalla Nubia. Questi ultimi, tra cui alcuni danzatori, suonatori di trombe e tamburi, sono scortati da soldati egizi.

Una principessa di Kush saluta Haremhab. Fonte: osirisnet.net

Sul lato corto orientale (7) una stele con lo sciacallo Upuaut e uomini in atto di offrire libagioni; poco oltre (6) una fanciulla offre un vaso al defunto e alla madre (?), i resti di scene con personaggi e il defunto con la piccola principessa Amenemopet (?) sulle ginocchia mentre due fanciulle offrono fiori e una flautista accompagna il ballo di due danzatrici; sono presenti anche tre musicisti ciechi, un arpista, un liutista e un cantante. Segue (5) scena del defunto (?) e di portatori di offerte.

Parata di cavalli. Fonte: osirisnet.net

Un corridoio dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti sono rappresentate (9) scene della processione funeraria, con buoi dalle corna decorate che trainano il sarcofago e statuette del “ba” del defunto.

Il corteo funebre; al centro il misterioso “tekenu” trasportato su una slitta. Fonte: osirisnet.net

In altra scena (10) un uomo con la lista delle offerte e mazzi di papiro dinanzi al defunto e alla moglie; poco oltre (11) scena di pesatura del cuore (Psicostasia) in presenza di Thot e Maat, cui partecipano anche i cartigli dei re Thutmosi III, Thutmosi IV, Amenhotep II e Amenhotep III sovrastati da Osiride.

La pesatura del cuore di Haremhab. Fonte: osirisnet.net

Sulla parete opposta (12) i riti di purificazione sulla mummia e il trasporto di due sarcofagi e liste di offerte rituali; poco oltre (13) il defunto e la famiglia a pesca e mentre si dedica alla caccia di uccelli.

Gli oggetti rituali comprendono l’Oro dell’Onore (a destra) e i simboli regali, comprese le corone ed una maschera funeraria oltre al flagello ed al pastorale (a sinistra). Fonte: osirisnet.net

Tale sala termina, senza corridoio, in un’altra quasi quadrata, priva di pitture parietali leggibili, il cui soffitto è sorretto da quattro pilastri.

Reperti musealizzati

Sono provenienti da questa tomba:

  • frammenti di testo parietale e di una scena di pesca al Museo Egizio di Firenze (cat. da 2470 a 2474);
  • frammenti di una stele rappresentante lo sciacallo Upuaut che sovrasta il defunto inginocchiato in adorazione Museo del Louvre (cat. 68-70).

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 152.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 152.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 152-155.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Omonimo del faraone Horemheb, successore di Ay e Tutankhamon. Di questo re si sa che fu “scriba delle reclute” nell’area siro-palestinese, ma si esclude possa trattarsi del titolare della TT78 che servì sotto i faraoni Thutmosi III e Amenhotep III.

Mai cosa simile fu fatta

STATUA PORTASTENDARDO

usurpata da Sheshonq, figlio di Osorkon I

Breccia verde, altezza cm 48
Karnak, Tempio di Amon-Ra, cortile della Cachette
Scavi di George Legrain 1903-1904
Fine della XVIII D2 e XXII Dinastia, regno di Osorkon I 924-898
Museo Egizio del Cairo – JE 36988 = CG 43194

La statua, mancante della parte inferiore, rappresenta un personaggio virile che tiene con il braccio sinistro un bastone sulla cui sommità è raffigurata la testa di una divinità femminile che indossa una parrucca tripartita con un ureo sulla fronte, sormontata da un modio su cui si ergono un paio di corna bovine con un disco solare.

La dea potrebbe essere Hathor o Iside che, a partire dalla metà della XVIII Dinastia, inizia ad assumere tutte le caratteristiche dell’iconografia Hathorica.

L’uomo Indossa una doppia parrucca, l’ovale del viso è pieno, gli occhi allungati, le sopracciglia estremamente arcate.

Il naso è sottile e diritto, la bocca è carnosa e delimitata da fossette laterali.

Il collo è impreziosito da due collane ad anelli, il così detto ” oro del valore”.

L’abbigliamento è composto da una tunica con larghe maniche plisettate e da un’ampia gonna , plissettata, annodata in vita e decorata sul davanti da un elemento triangolare, sia le braccia che i polsi sono tornati da bracciali.

  

Lo stile, i lineamenti e l’abbigliamento inducono a datare la statua alla fine della XVIII Dinastia, ma il pilastro dorsale reca un’iscrizione che identifica il personaggio con ” il Primo Sacerdote di Amon – Ra, re degli dei, il comandante supremo dell’esercito, il principe Sheshonq, giustificato, figlio del Signore Delle Due Terre, Osorkon Meramon”.

L’iscrizione indica perciò che la scultura fu riutilizzata, probabilmente per il culto post mortem di Sheshonq, visto l’epiteto “giustificato” posto al seguito del suo nome.

La trascrizione dell’iscrizione pubblicata da Georges Legraine nel 1913. Da: Statues et statuettes de rois et de particuliers, in Catalogue général des antiquités égyptiennes du Musée du Caire, Le Caire, 1914. III

Al momento del reimpiego sono state fatte una serie di modifiche alla statua : sul torace e sull’elemento triangolare della gonna, dalla cui superficie sono state eliminate le sottili pieghe e incise le figure di Amon – Ra e di Osiride.

La manica destra è stata restaurata fissando con una coda di rondine un nuovo pezzo di pietra, anche la mano sinistra è stata rimodellata e risulta più corta di quanto lo fosse in origine.

Questo secondo lavoro di ripristino fu eseguito in modo meno accurato del precedente.

Per attribuire la statua a Sheshonq non fu necessario modificare i tratti del viso.

Il solo fatto di aver eroso l’iscrizione originale sul pilastro dorsale e di avervi apposto il nuovo nome era più che sufficiente ad attribuire alla statua una nuova identità.

Fonte

Tesori Egizi nella collezione Museo Egizio del Cairo – F. Tiradritti – fotografie di Araldo De Luca – Edizioni White Star

Necropoli tebane

TT77 – TOMBA DI PTAHEMHAT

USURPATA SUCCESSIVAMENTE DA ROY

Planimetria schematica della tomba TT77[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Ptahemhat, usurpata da Roy[5](Ptahemhat) Portatore di flabello del Signore delle Due Terre, Supervisore dei lavori nel Tempio di Amon, Figlio dell’harem / (Roy) Supervisore degli scultori del Signore delle Due TerreSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia (Thutmosi IV)alla sommità del versante est della collina, sotto la TT81; a nord della TT78

Biografia

Mogli, rispettivamente di Ptahemhat e Roy, furono Meryt (?) e Rahuy.

La tomba

L’ingresso della TT77

Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria tipica delle tombe del periodo. Sulle pareti scene di banchetto e di offertorio del defunto agli dei; Roy, secondo occupante della tomba, accompagnato dalla moglie che suona il sistro, e da alcuni uomini che recano mazzi di fiori, in offertorio alla Dea dell’Occidente (Hathor) e a Osiride.

Cottura del pane su dei bracieri. Fonte: osirisnet.net

Poco discosto, due preti in offertorio alla coppia. In un’altra scena il defunto, e altri uomini, recano doni al Tempio di Amon e al faraone Thutmosi IV, seduto sotto un padiglione.

Thutmosi IV sotto ad un padiglione. Fonte: osirisnet.net

Ai suoi piedi dieci prigionieri[6]; in altra scena, il defunto a banchetto in presenza di un concerto di musiciste, liutiste e arpiste, nonché di un suonatore di nacchere.

Scena di caccia alle anatre in una palude. Fonte: osirisnet.net

Un’ultima scena della sala trasversale vede il defunto (?) capeggiare una scorta militare per il re Thutmosi IV.

Renenutet raffigurata nella TT77. Fonte: osirisnet.net

Un corridoio, sulle cui pareti è effigiato il defunto in adorazione di Anubi, dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti sono rappresentate scene del corteo funebre e del pellegrinaggio ad Abydos, nonché immagini di scribi al lavoro.

Dettaglio del pellegrinaggio ad Abydos. Fonte: osirisnet.net

Un secondo corridoio adduce ad una seconda camera trasversale, anepigrafe, molto più piccola di quella di ingresso sul cui lato lungo si apre una nicchia, vuota.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  pp. 150-151.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 151.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 150-152.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Il “Topographical Catalogue” ed. 1913, di Gardiner e Weigall, indica come “non noto perché abraso” il nome del titolare e, in apposita nota, cita il nome di Tetime che, tuttavia, gli autori ritengono essere un errore. Il “Topographical Bibliography” di Porter e Moss, edizioni 1927 e 1970, indica invece, come titolari, Ptahemhat e Roy.

[6]      Al di sotto dei prigionieri sono presenti spazi, vuoti, in cui verosimilmente sarebbero dovuti esserne trascritte le etnie.

Necropoli tebane

TT76 – TOMBA DI TJENUNA

Planimetria schematica della tomba TT76[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
TjenunaPortatore di flabello alle destra del ReSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV)alla sommità del versante est della collina, sotto la TT81; a nord della TT78

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile dai rilievi parietali è il nome della moglie, Nebttaui.

La tomba

L’interno della TT76. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Un breve corridoio dà accesso ad un’ampia sala con quattro pilastri. Al contrario di quanto avviene in gran parte della tombe del periodo, non esiste corridoio trasversale. Nell’angolo est della sala, si apre un accesso alla TT75.

Un sacerdote offre dei fiori a Tjenuna ed a sua moglie. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Dei quattro pilastri, tre recano dipinti leggibili: su uno il defunto e la moglie, nonché testi sacri relativi alla Bella Festa della Valle; su un altro il defunto e la moglie in offertorio e, a loro volta, oggetto di offerte da parte di tre portatori di doni; sul terzo il defunto e (forse) la moglie si reca ad “adorare il disco solare”.

Thutmosi IV raffigurato nella TT76. Da: Bryan, Betsy M., and Peter F. Dorman, eds. Mural Decoration in the Theban Necropolis. Vol. 2. ISD LLC, 2023.

Sulle pareti, uno dei dipinti rappresenta Thutmosi IV e Hathor che ricevono dal defunto collari d’oro, mentre in altra scena una coppia (forse i genitori del defunto) vengono rappresentati seduti mentre alcuni uomini offrono fiori.

Tjenuna offre un collare d’oro a Thutmosi IV ed Hathor. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 149.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 149.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 149-150.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.