[Per?]-enkhnum, poi riutilizzata per Nespaneferher
Prete wab[5] di Amon in Karnak e di Mut in Asher / Primo profeta di Amon, Capo degli scribi del tempio dei possedimenti di Amon
Sheikh Abd el-Qurna
XVIII (XX – XXI dinastia)
versante nord-est della collina, sopra la TT69
Biografia
La tomba venne originariamente realizzata per il prete wab [Per?]-enkhnum e poi usurpata da Nespaneferher il cui padre era Iufenamon, e la cui moglie era Tabekenmut, cantatrice del (?) di Mut. Uno dei figli, verosimilmente di Nespaneferher, si chiamava Hor. Nespaneferher svolse parte della sua attività mentre era Primo profeta di Amon Herihor-Siamon.
La tomba
Sala trasversale, parete nord. Trabeazione con due pilastri djed al fianco. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Rilevo della stessa scena. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
TT68, molto piccola, si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica di analoghe sepolture dello stesso periodo. Ad un corridoio segue una camera trasversale in cui tutti i dipinti, realizzati per il titolare originario, sono stati usurpati da Nespaneferher. I pochi ancora leggibili, e comunque incompiuti, rappresentano il defunto in adorazione, con la moglie, di tre vacche sacre rappresentanti Hathor. In altra scena, il defunto deposto nel sarcofago.
Sala trasversale, parete est, ala nord. Offertori davanti al defunto, Nefertum e Sokar. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Rilievo di un particolare della stessa scena. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Un brevissimo corridoio dà accesso ad una camera perpendicolare alla camera trasversale sulle cui pareti sono rappresentate scene del defunto e di un uomo[6] in atto di offertorio a Ra-Horakhti e a una dea (?). In altra scena ancora offertori a Sokar e banchetto, cui partecipano il defunto e la moglie, con musici.
Iscrizioni sulla parete orientale, lato nord, della TT68. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Il soffitto reca testi sacri con un inno a Osiride, nella parte nord, e i resti di un elenco di titoli di [Per?]-enkhnum, nella parte sud.
Il soffitto della TT68. Rilievo di N. Davies
Fonti
Porter e Moss 1927, p. 133.
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
Porter e Moss 1927, p. 133.
Porter e Moss 1927, pp. 133-134.
Porter e Moss 1927, p. 134.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.
[6]La figura maschile rimpiazza una figura femminile preesistente e forse relativa al primo occupante della tomba.
versante nord-est della collina, a nord-ovest della TT69 e vicino alla TT68
Biografia
Hapuseneb, Primo Profeta di Amon durante il regno di Hatshepsut, era figlio di Hapu, Terzo Prete lettore di Amon, e Ahhotep, Concubina reale; ebbe per moglie Amenhotep.
Statue di Hapuseneb (conservata a Bologna) e di suo padre Hapu
La tomba
L’ingresso della TT67
Si sviluppa partendo da una facciata con otto pilastri in cui alcune scene, molto malridotte, sono relative all’abbattimento di alberi nella terra di Punt; sono inoltre visibili anche alcune navi ed è rappresentata la costruzione di alcuni carri.
Hapuseneb di fronte a tavole di offerta
Pochi resti, inoltre, di testi sacri e dedicatori. Un lungo corridoio, privo di rilievi e dipinti, e in cui è possibile solo leggere alcuni testi relativi ai genitori, dà accesso ad una camera il cui soffitto è sorretto da quattro colonne. Sul fondo tracce di scavo probabilmente in previsione di un ampliamento della tomba.
Uomini che abbattono gli alberi dalla TT67. Rilievi di N. Davies
Cono funerario di Hapuseneb. Royal Ontario Museum
Il soffitto a motivi floreali
Fonti
Porter e Moss 1927, p. 133.
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
Porter e Moss 1927, p. 133.
Porter e Moss 1927, p. 133.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante nord-est della collina, a nord-ovest della TT67 e subito dopo la TT65
Biografia
Hebu, Visir sotto Thutmosi IV (?), ebbe per moglie Rennai. Il figlio Neferhebef viene indicato nella tomba come sacerdote wab di Amon.
La TT66 ha subito danni intenzionali, con lo scalpellamento delle figure di Hepu. Qui Hepu e Rennai ricevevano offerte dai figli. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015).
La tomba
Scene danneggiate di pesca e caccia. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015).
TT66 si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica di analoghe sepolture della XVIII dinastia. L’ingresso si apre in una corte e a un breve corridoio di accesso segue una camera trasversale in cui Hebu assiste ai lavori di alcuni artigiani: scultori, lavoratori di pellame, fabbri e vasai nell’atto di produrre vasi con teste di stambecco, o di toro, una statua di personaggio inginocchiato, una testa di falco in oro e un carro; poco discosto, liste di offerte e testi sacri. Sono ravvisabili i resti di un dipinto di processione funeraria con alcuni uomini che recano rami ed altri prostrati, nonché i resti di un banchetto con musici e cantori. Su un’altra parete l’insediamento come visir dinanzi a Thutmosi IV e resti di un testo attinente le funzioni dell’incarico ricoperto.
Tomba TT66
Il rilievo completo della costruzione dei carri
Un breve passaggio consente l’accesso ad una piccola camera finale in cui i resti di alcune scene riguardano un figlio in offertorio dinanzi ai genitori, scene del trasporto funebre e cerimonie connesse, con offerte di giare di vino alla dea Renenet-Thermutis. Altre scene, molto danneggiate, rappresentano il defunto a pesca; sul fondo, due statue, non iscritte, del defunto e della moglie.
Ciò che rimane delle statue di Hepu e della moglie nella nicchia
Fonti
Porter e Moss 1927, p. 125.
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
Porter e Moss 1927, p. 132.
Porter e Moss 1927, planimetria p. 124.
Porter e Moss 1927, pp. 132-133.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Planimetria schematica dell’area di Sheikh Abd el-Qurna (area nord) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]
Planimetria schematica dell’area di Sheikh Abd el-Qurna (area sud) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti
Come numerose altre necropoli egiziane, il sito si trova sulla sponda occidentale[2] del fiume Nilo, tra la Valle dei Re e i templi funerali della necropoli di Tebe. Le tombe di questa necropoli, che rientrano nel più vasto concetto di Tombe dei Nobili, sono scavate su un altopiano roccioso per proteggerle dalle piene annuali del Nilo. La necropoli si estende su diverse località: Dra Abu el-Naga, el-Khokha, el-Assasif, Deir el-Bahari, Qurnet Murai e Deir el-Medina.
Attraverso le decorazioni delle sue tombe, è possibile analizzare l’evoluzione dell’arte funeraria privata durante tutto il Nuovo Regno. Nelle vicinanze del sito si trova anche il tempio funerario di Seti I (noto anche come Tempio di Qurna), risalente al XIV secolo a.C., celebre per gli schemi di un gioco da tavolo ricavati nelle mattonelle di ceramica.
Storia
Il primo sito della necropoli è noto come el-Tarif, dove sono state identificate alcune sepolture risalente ai periodi Naqada II e alla I dinastia. Durante la VI dinastia le sepolture vennero prevalentemente eseguite nell’area di el-Khokha, sia pur preferendo le vicinanze dei templi regali per tumulare i funzionari di alto rango e i membri della corte. Le sepolture diminuiscono durante il Medio Regno, mentre tornano ad aumentare nell’area durante il Nuovo Regno. La zona funeraria si sposta ancora durante la XXV e XXVI dinastia nel sito di el-Assasif, davanti al tempio di Deir el-Bahri: in questa nuova zona si trovano le tombe imponenti di Montuemhe (TT34), lunga 228 metri e comprensiva di 40 ambienti, e di Pabasa (TT279), sovrintendente del Tempio di Amon.
XVIII dinastia
Nel Nuovo Regno i nobili preferiscono costruire le proprie sepolture in questa necropoli. Queste tombe hanno una planimetria simile, a forma di “T” rovesciata, composte da un cortile scavato nella roccia, una stanza trasversale, un corridoio e una sala conclusiva, dove erano poste alcune statue che accompagnavano il defunto; spesso erano previsti anche un pozzo sotterraneo, chiuso dopo la sepoltura; coni funerari erano utilizzati per decorare le facciate esterne delle tombe e per indicare il titolare della tomba, talvolta con una piccola piramide a incorniciare la struttura. Durante il regno di Thutmosi III (XVIII dinastia), le figure decorative appaiono molto formali, spesso con carattere arcaicizzante e con motivi simmetrici ripetuti.
Alla metà della dinastia, nell’epoca di Thutmosi IV, i temi rappresentati si evolvono verso immagini informali della vita quotidiana, molto colorate e con numerosi particolari. All’interno delle tombe gli artisti decoravano le pareti con affreschi di pregevole fattura, rappresentando scene della vita nell’aldilà e racconti della vita quotidiana dell’inumato, molto spesso un funzionario reale. Altre scene tipiche di queste tombe sono le processioni funerarie, il viaggio cerimoniale verso Abido e il banchetto per il funerale. Le tombe più celebri della necropoli, quella di Nakht (TT52), con dipinti murali di straordinaria produzione artistica, e di Mena (TT69), che si concentra sul tema del lavoro agricolo.
Con la fine del Nuovo Regno, gli ipogei spesso scavati in luoghi non idonei, ritornavano ad essere di piccole dimensioni mentre le decorazioni di carattere teologico e funerario erano eseguite da artisti che con vivace talento rendevano, sempre però in modo discontinuo, meno monotono lo stile severo delle raffigurazioni tornate a proporre antichi temi.
XIX e XX dinastia
Nel periodo ramesside, in particolare durante la XIX e XX dinastia, le tombe private mostrano una planimetria simile alle precedenti, ma si diversificano i temi rappresentanti sulle pareti: diminuiscono le rappresentazioni della vita agricola, mentre aumentano i temi religiosi, come le raffigurazioni del Libro delle Porte e del Libro dei Morti. Al periodo ramesside risale la tomba di Userhat (TT51), che ospita anche la moglie e la madre del funzionario, decorata con colori vivaci e scene dettagliate. Nella TT311, attribuita a Khonsu, si presenta una scena molto rara: la processione della barca sacra fino al tempio di Armant. Infine la tomba di Irinufer (TT290) rappresenta per la prima volta le parrucche colorate come elemento simbolico della maturità.
Tombe della necropoli
La necropoli ospita 143 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia; sono inoltre presenti tombe più antiche, risalenti alla XI e XII dinastia[3]:
TT21 User Scriba e amministratore del re Thutmose I
TT22 Wah parzialmente usurpata da Meryamon Portatore della coppa del re / Figlio maggiore del re
TT23 Tjiay detto anche To Segretario del re per la corrispondenza reale
TT29 Amenemipet Pairy Sindaco di Tebe
TT30 Khonsmose Funzionario del tesoro di Amon
TT31 Khonsu Ta Primo profeta di Thutmosi III
TT38 Djeserkaraseneb Funzionario dei granai di Amon
TT41 Amenemipet Ipy Primo amministratore del tempio di Amon
TT42 Amenmose Capitano dell’esercito e occhio del re nel Retenu
TT43 Neferrenpet Supervisore dei magazzini e capocuoco del Faraone
TT44 Amenemheb Prete puro dinnanzi ad Amon
TT45 Djehuty, usurpata da Dhutemhab Amministratore del primo profeta di Amon Mery / Capo dei fabbricanti di lino nel dominio di Amon
TT46 Ramose Funzionario ai granai
TT50 Neferhotep Padre del dio, Prete di Amon Ra
TT51 Userhat Neferhebef Primo Profeta dello spirito del re Thutmosi I
TT52 Nakht Astronomo di Amon
TT53 Amenemhat Amministratore del tempio di AMon
TT54 Huy Scultore del tempio di Amon
TT55 Ramose (visir) Visir
TT56 Userhat Figlio del Palazzo Interno (militare?)
TT57 Khamhat Meh Alto funzionario ai granai
TT58 occupante iniziale (XVIII din.) sconosciuto; riutilizzata per Ameneminet Scriba del tempio
TT59 Qen Primo Profeta della dea Mut di Asheru
TT60 Senet Madre del Visir Intefiqer
TT61 User Visir
TT62 Amenemweskhet Funzionario di palazzo
TT63 Sobekhotep Sindaco del Fayyum
TT64 Heqaerneheh Nutrice del figlio del re Amenhotep
TT65 Nebamun poi riutilizzata per Imyseba Supervisore ai granai / supervisore agli scribi di Amon
TT66 Hepu Visir
TT67 Hapuseneb Primo Profeta di AMon
TT68 [Per?]-enkhnum poi riutilizzata per Nespaneferher Sacerdote di Amon e Mut / Supervisore degli scribi di Amon
TT69 Menena Scriba dei campi del re
TT70 occupante iniziale (XVIII din.) sconosciuto; riutilizzata per Ameneminet Supervisore dei costruttori di sandali (?) nei domini di Amon
TT71 Senenmut (realizzata, ma inutilizzata) Capo degli amministratori; amministratore di Amon
TT72 Ra Primo Profeta di Amon nel tempio per il culto di Thutmosi III
TT73 Amenhotep Supervisore ai lavori e primo amministratore
TT74 Tjenuny Generale
TT75 Amenhotep Sise Secondo Profeta di Amon
TT76 Tjenuna Portatore di flabello alla destra del re
TT77 Ptahemhat Supervisore dei lavoratori nel dominio di Amon
TT78 Horemheb Scriba delle reclute; sovrintendente al bestiame sacro; capitano degli arcieri
TT79 Menkheperraseneb Supervisore ai granai del re
TT80 Thutnefer Supervisore al tesoro
TT81 Ineni Supervisore ai granai nel dominio di Amon
TT82 Amenemhat Contabile dei granai di Amon
TT83 Aamtju Ahmose Visir
TT84 Iamunedjeh Primo araldo del re
TT85 Amenemheb Meh Comandante di soldati
TT86 Menkheperreseneb Primo Profeta di Amon
TT87 Minnakht Supervisore dei granai
TT88 Pehsukher Tjenenu Flabellifero del re
TT89 Amenmose Amministratore della Città del Sud
TT90 Nebamun Capitano delle forze di polizia occidentale di Tebe
TT91 Mery Capitano delle truppe e supervisore della cavalleria
TT92 Suemniut Portatore della coppa del re
TT93 Qenamun Alto amministratore
TT94 Ramose Amy Primo araldo del re
TT95 Mery Alto prete di Amon
TT96 Sennefer Sindaco di Tebe
TT97 Amenemhat Alto prete di Amon
TT98 Kaemheribsen Terzo Profeta di Amon
TT99 Sennefer Tesoriere e supervisore ai sigilli reali
TT101 Thanuro Coppiere del re
TT102 Imhotep Scriba reale
TT103 Dagi Governatore della città e visir
TT104 Tutnefer Supervisore al tesoro
TT105 Khaemopet Sacerdote di Amon
TT106 Paser Visir e Primo Profeta di Amon
TT107 Nefersekheru Scriba reale nel Palazzo di Malqata
TT108 Nebseni Primo Profeta di Inherit (Onuris)
TT109 Min Sindaco di Tjeny (Thinis); Supervisore dei profeti di Onuris, Tutore di Amenhotep II
TT110 Tutmosis Coppiere del re; araldo del re
TT111 Amenwahsu Scriba del dominio di Amon; capo della casa di Amon; prete “wab” di Sekhmet; organizzatore delle feste degli dei
TT112 Menkheperreseneb; successivamente Ashefytemwaset Primo profeta di Amon
TT113 Kynebu Prete del tempio di re Thutmosi IV
TT114 sconosciuto Capo orafo nel dominio di Amon
TT115 sconosciuto –
TT116 sconosciuto –
TT117 usurpata da Djemutefankh Disegnatore della magione d’oro
TT118 Amenmose Portatore di flabello alla destra del re
TT119 sconosciuto –
TT120 Anen Secondo profeta di Amon, fratello della regina Tye
TT121 Ahmose Primo prete lettore[N 17] di Amon
TT122 Amenemhat Supervisore dell’area di produzione di Amon
TT123 Amenemhat Scriba; Supervisore dei granai; contatore dei pani
TT124 Ray Supervisore dei magazzini del faraone, amministratore del buon dio Thutmosi I
TT125 Duauneheh Primo araldo supervisore del dominio di Amon
TT126 Hormose Comandante in capo delle truppe del dominio di Amon
TT127 Senemiah Scriba reale, supervisore a tutte le piantagioni
TT128 Pathenfy Sindaco di Edfu e Tebe
TT129 sconosciuto –
TT130 May Responsabile del porto di Tebe
TT131 Useramon, detto User Visir
TT132 Ramose Grande scriba del re; supervisore dei tesorieri di Taharqa
TT133 Neferronpet Capo dei tessitori del Ramesseum
TT134 Thauenany, detto anche Any Sacerdote del Re Amenhotep che naviga sul mare di Amon
TT135 Bakenamon Sacerdote Wab dinanzi ad Amon
TT136 sconosciuto Scriba reale del Signore delle Due Terre
TT137 Mose Capo dei lavori del faraone per ogni monumento ad Amon
TT138 Nedjemger Supervisore ai giardini del Ramesseum
TT139 Pairi Sacerdote Wab dinanzi ad Amon; supervisore dei contadini di Amon
TT249 Neferronpet Fornitore di datteri del tempio di Amenhotep III
TT100 Rekhmira Visir
TT170 Nebmehyt Scriba delle reclute del Ramesseum nel dominio di Amon
TT171 sconosciuto –
TT224 Ahmose, detto anche Humay Supervisore dei possedimenti della Sposa del dio; Supervisore al doppio granaio della Sposa del dio Ahmose Nefertari
TT225 sconosciuto (forse Amenemhat) Primo Profeta di Hathor
TT226 Hekareshu Scriba reale; Supervisore alle balie del re
TT227 sconosciuto –
TT228 Amenmose Scriba del tesoro di Amon
TT229 sconosciuto –
TT230 Men Scriba delle truppe del faraone
TT251 Amenmose Scriba reale; Supervisore al bestiame di Amon; Supervisore ai magazzini di Amon
TT252 Senimen Amministratrice; Assistente della Sposa del dio
TT259 Hori Scriba di tutti i monumenti di Amon; Capo dei disegnatori nella casa dell’oro di Amon
TT263 Piay Scriba del granaio nel dominio di Amon; Scriba del Ramesseum
TT269 sconosciuto –
TT280 Intef o Meketre Capo amministratore; Cancelliere
TT309 sconosciuto –
TT317 Tutnefer Scriba contabile nell’angolo del granaio delle divine offerte di Amon
TT318 Amenmose Operaio della necropoli di Amon
TT324 Hatiay Supervisore di tutti i Profeti di tutti gli dei; Primo Profeta di Sobek
TT331 Penne, detto anche Sunero Primo Profeta di Monthu
TT341 Nakhtamun Responsabile dell’altare nel Remesseum
TT342 Tutmosis Primo Araldo reale
TT343 Paheqamen, detto anche Benia Sovrintendente ai lavori
TT345 Amenhotep Prete; il figlio più grande (primogenito) di Thutmosi I
TT346 Amenhotep/Penra Supervisore delle donne nel palazzo interno della Divina Adoratrice; Capo dei Medjay
TT347 Hori Scriba
TT348 Na’amutnakht Apritore della Casa d’Oro di Amon; Capo giardiniere del Ramesseum
TT349 Tiay Supervisore alle penne per uccelli
TT350 sconosciuto –
TT352 sconosciuto Supervisore al granaio di Amon
TT367 Paser Capo degli arcieri; figlio dell’harem reale; Compagno di Sua maestà
TT368 Amenhotep, detto anche Huy Supervisore degli scultori di Amon a Tebe
TT384 Nebmehyt Prete di Amon nel Ramesseum
TT385 Hunefer Sindaco di Tebe; SUpervisore al granaio delle divine offerte di Amon
TT397 Nakht Prete di Amon; SUpervisore del magazzino di Amon; primo figlio del re
TT398 Kamose, detto anche Nentowaref Figlio dell’harem reale
TT399 sconosciuto –
TT399A Penrennu –
TT400 sconosciuto –
Tombe “perdute”
È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 13 tombe, risalenti alle stesse dinastie (una al Periodo Tardo), ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “C” iniziale[4]:
C1 Amenhotep Supervisore dei carpentieri
C2 Amenemhat Ufficiale
C3 Amenhotep Vice tesoriere
C4 Merymaat Prete puro della verità
C5 sconosciuto –
C6 Ipy Supervisore alle barche nel tempio di Thutmosi IV
C7 Hormose Comandante delle guardie del tesoro del Ramesseo
C8 Nakht Supervisore al pollame nel dominio di Amon
C9 non considerata, oggi, come sepoltura a sé stante –
C10 Penrenenu Scriba della tavola delle offerte
C11 Nebseny Supervisore agli orafi di Amon
C12 Meh Supervisore alle porte o al tesoro (?)
C13 sconosciuto –
C14 Ankhefenthut Neferibraseneb –
Bibliografia
Sergio Donadoni. Tebe. Milano: Electa, 1999.
Mario Tosi. Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto. Vol. II: Luoghi di culto e necropoli dal delta alla Bassa Nubia. Torino: Ananke, 2006.
Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
Esempio di concentrazione e sovrapposizione di tombe nell’area di Sheik ab del Qurna
[1]La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
[2]I campi della Duat, ovvero l’aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.
Planimetria schematica dell’area di Dra Abu el-Naga (area sud) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]
Planimetria schematica dell’area di Dra Abu el-Naga (area nord) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti
Dra Abu el-Naga è il nome moderno di una località, rientrante nella più vasta area della Necropoli tebana e, segnatamente di quella ricompresa nel concetto di Tombe dei Nobili, che ospita una necropoli egizia posta sul lato occidentale del Nilo nei pressi di Tebe, proseguimento ad ovest della necropoli di El-Tarif.
La necropoli è occupata, in special modo, da sepolture ipogee, o tombe a saff, o contrassegnate di piccole piramidi, risalenti alla XVIII, XIX e XX dinastia di funzionari e dignitari della corte faraonica.
Dal 1999 sono state aperte al pubblico due tombe: la TT255 di Roy e la TT13 di Shuroy.
Tombe della Necropoli
Rilievi dalla TT11 di Djehuty
La necropoli ospita 84 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia[2]:
TT11 Djehuty Sovrintendente al tesoro
TT12 Hery Sovrintendete ai granai della regina e madre del re Ahhotep
TT13 Shuroy Capo dei portatori di altare di Amon
TT14 Hury Prete puro di Amenhotep
TT15 Tetiky Figlio del re, Sindaco della Città del Sud
TT16 Panehsy Prete di Amenhotep
TT17 Nebamon Scriba e medico del re
TT18 Baki Capo pesatore dell’oro di Amon
TT19 Amenmose Primo profeta del cortile esterno di Amenhotep
TT20 Mentuherkhepshef Sindaco di Qusiya (Abusir)
TT35 Bakenkhons Primo Profeta di Amon
TT140 Kefia, detto anche Neferronpet Orafo e scultore di ritratti
TT141 Bakenkhons Sacerdote Wab dinanzi ad Amon
TT142 Samut Supervisore dei lavoratori di Amon-Ra a Karnak
TT143 sconosciuto –
TT144 Nu Supervisore dei laboratori
TT145 Nebamon Comandante degli arcieri
TT146 Nebamon Supervisore ai granai di Amon; contabile del grano; “Iny” della Sposa Reale
TT147 Heby e sconosciuto Scriba del censimento del bestiame di Amon nell’Alto e Basso Egitto; Capo dei saggi di Karnak
TT148 Amenemopet Prete di Amon
TT149 Amenmose Scriba reale delle tavole del Signore delle Due terre; supervisore dei cacciatori di Amon
TT150 Userhet Supervisore del bestiame di Amon
TT151 Hety Scriba del censimento del bestiame della Sposa reale di Amon; amministratore della Sposa reale di Amon
TT152 sconosciuto –
TT153 sconosciuto –
TT154 Taty Coppiere
TT155 Intef Grande araldo del re
TT156 Pennesuttawy Capitano delle truppe, Governatore delle terre meridionali
TT157 Nebwenenef Primo Profeta di Amon
TT158 Thonefer Terzo Profeta di Amon
TT159 Raia Quarto Profeta di Amon
TT160 Besenmut Vero amico del re
TT161 Nakht Portatore delle offerte floreali di Amon
TT162 Kenamon Sindaco di Tebe; Supervisore ai granai di Amon
TT163 Amenemhat Sindaco di Tebe; Scriba reale
TT164 Intef Scriba delle reclute
TT165 Nehemaway Orafo
TT166 Ramose Supervisore del lavori in Karnak; Supervisore del bestiame
TT167 sconosciuto –
TT168 Any Padre divino dalle mani nette; Lettore scelto del Signore degli dei
TT169 Senena Capo degli orafi di Amon
TT231 Nebamun Scriba; contabile del grano di Amon nel granaio delle divine offerte
TT232 Tharwas Scriba del divino sigillo del tesoro di Amon
TT233 Saroy (e Amenhotep) Scriba reale della tavola delle offerte del Signore delle Due Terre; Scriba reale dei pasti del re; Depositario dei documenti alla presenza del re; Organizzatore delle feste; contabile del bestiame nel dominio di Amon; messaggero reale; Supervisore dei cacciatori di Amon
TT234 Roy Sindaco
TT236 Hornakht Secondo Profeta di Amon; Supervisore del tesoro di Amon
TT237 Wennefer Capo dei preti lettori
TT239 Penhet Supervisore delle terre settentrionali
TT24 Nebamun Amministratore della regina del re Nebtu
TT241 Ahmose Scriba delle divine parole; Capo dei misteri nella casa del mattino
TT255 Roy Scriba reale; amministratore dei possedimenti di Horemheb e Amon
TT260 User Scriba pesatore di Amon; Supervisore dei campi di Amon
TT261 Khaemwaset Prete “wab” di re Amenhotep I
TT262 sconosciuto Supervisore dei campi
TT281 Monthuhotep Sankhkare –
TT282 Anhernakht Capo degli arcieri; Supervisore delle Terre meridionali
TT283 Roma, detto anche Roy Primo Profeta di Amon
TT284 Pahemnetjer Scriba delle offerte di tutti gli dei
TT285 Iny Capo dei magazzini di Mut
TT286 Niay Scriba della tavola
TT287 Pendua Prete “wab” di Amon
TT288 Bakhenkhons Scriba del divino libro di Khonsu
TT289 Setau Viceré di Kush; Supervisore delle terre meridionali; Capo degli arcieri di Kush
TT293 Ramessenakhte Primi Profeta di Amon
TT300 Anhotep Viceré di Kush
TT301 Hori Scriba della tavola del re nel dominio di Amon
TT302 Paraemheb Supervisore del magazzino
TT303 Paser Capo del magazzino di Amon; Terzo Profeta di Amon
TT304 Piay Scriba delle offerte alla tavola di Amon; Scriba del Signore delle Due Terre
TT305 Paser Prete “wab” di Amon
TT306 Irdjanen Apritore delle porte nel dominio di Amon
TT307 Thonefer –
TT332 Penrenutet Capo guardiano del granaio nel dominio di Amon
TT333 sconosciuto –
TT334 sconosciuto –
TT344 Piay Supervisore del bestiame
TT375 sconosciuto –
TT376 sconosciuto –
TT377 sconosciuto –
TT378 sconosciuto –
TT379 sconosciuto –
TT401 Nebseny Supervisore degli orafi di Amon
TT402 sconosciuto –
TT403 Merymaat Scriba del tempio
Scena di banchetto funerario dalla tomba di Neferhabef a Dra Abu el-Naga
Tombe “perdute”
È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 28 tombe, risalenti alle stesse dinastie, ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “A” iniziale[3]:
A1 Amenemhat Prete Kha
A2 sconosciuto –
A3 Ruru Capo della polizia
A4 Wensu Contabile del grano
A5 Neferhotep Supervisore ai granai
A6 Thutnefer Seshu Supervisore delle aree paludose
A7 Amenhotep Contabile
A8 Amenemheb Sindaco di Tebe
A9 sconosciuto –
A10 Thutnefer Supervisore al tesoro
A11 Khamwaset –
A12 Nebwenenef Supervisore agli abitanti delle paludi nel dominio di Amon
A13 Paimes Ispettore dei magazzini dei doni
A14 sconosciuto –
A15 Amenemheb Capo portinaio dei domini di Amon
A16 Thuthotep Supervisore della tenuta in Tebe
A17 Userhat Responsabile dei controllori dei granai del dominio di Amon
A18 Amenemipet Capo degli scribi del dominio di Amon
A19 Amenhotep Sindaco di Tjeny (Thinis)
A20 Nakht Supervisore dei granai di Amon
A21 sconosciuto –
A22 Neferhebef Contabile dei granai
A23 Penaashefyt Supervisore al tesoro
A24 Samut Secondo prete di Amon
A25 sconosciuto –
A26 sconosciuto –
A27 Say Scriba presso l’altare del re
A28 Nakht (?) –
Bibliografia
Betrò Marilina, Del Vesco Paolo;Miniaci Gianluca, Seven seasons at Dra Abu El-Naga. The tomb of Huy (TT 14): preliminary results, Pisa, 2009.
Gian Luca Franchino, Alla ricerca della tomba di Amenhotep I, Ananke, ISBN 978-88-7325-179-8.
Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5.
Lucie Milledrogues, Egitto, Touring Club Italiano, ISBN 88-365-3050-8.
Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
[1]Le planimetrie non sono in scala ed hanno valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
Planimetria schematica dell’area di Deir el-Medina con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]
Il villaggio di Deir-el-Medina, in Egitto nei pressi dell’odierna Luxor, il cui nome in egizio era “Pa demi” ossia “la cittadina”[2], costituisce uno dei tre esempi noti di “villaggio operaio” (gli altri sono quello di Tell el-Amarna, l’antica Akhetaton, e di Kahun, nei pressi di el-Lashur) che ospitavano gli artigiani e, in genere, le maestranze preposte alla realizzazione e manutenzione delle tombe degli antichi Re della XVIII, XIX, e XX Dinastia. Si tratta, in questo caso, delle tombe della Valle dei Re.
Storia
Con l’unificazione delle Due Terre sotto i principi tebani, dopo la parentesi del Secondo Periodo Intermedio, i re della XVIII dinastia, originari dell’area tebana, decisero di individuare l’area in cui prevedere le proprie sepolture in uno wadi; quello che sarebbe poi divenuto la Valle dei Re. Tra il 1525 e il 1504 a.C. il re Amenhotep I[3] istituì perciò un gruppo di artigiani specializzati[4]che il successore, Thutmosi I decise di concentrare in un villaggio creato alla bisogna, Pa demi, in un’area desertica sita nei pressi della zona destinata ad accogliere le tombe reali, a metà strada tra quelle che sarebbero poi divenute la Valle dei Re e la Valle delle Regine.
La scoperta
La scoperta del villaggio di Deir el-Medina, ed i primi scavi, dal 1905 al 1909, si devono ad Ernesto Schiaparelli, mentre le definitive operazioni di scavo furono, dal 1922 al 1951, a cura di spedizioni francesi sotto la direzione di Bernard Bruyère assistito dall’egittologo cecoslovacco Jaroslav Černý.
Struttura urbanistica
In tutti e tre i casi si assiste, nonostante i salti temporali tra una struttura e l’altra[5], alla fioritura di villaggi con caratteristiche pressoché similari su cui spiccano, a colpo d’occhio, il concetto di egualitarismo che permea tutte le costruzioni, unito ad un concetto di “modularità” che si potrebbe definire straordinariamente moderno.
Guardando le piante dei tre siti si nota che le abitazioni sono distribuite in maniera più ordinata a Tell el-Amarna[6], più suddivisa in quartieri ad el-Kahum (che costituisce, peraltro, il più grande degli insediamenti), più “disordinata”, infine, a Deir el-Medina che è, però, il risultato del sovrapporsi di oltre 500 anni di nuove abitazioni, di ristrutturazioni di quelle più vecchie, di ampliamenti areali per giungere dalle iniziali 60 abitazioni circa, alle finali 120.
Nonostante l’esistenza del villaggio di Deir el-Medina sia attestata fin dalla XI Dinastia, può dirsi, di fatto, che esso cominci a prosperare agli inizi della XVIII Dinastia con la prima sepoltura nella Valle dei re che, secondo la tradizione, sarebbe quella di Thutmosi I o, secondo altri, di quella di Amenofi I. A favore della prima ipotesi, vengono indicati i cartigli di questo re impressi sui muri del nucleo più antico del villaggio mentre, per la seconda ipotesi, si fa riferimento alle numerose immagini di Amenofi e di sua madre, la Regina Ahmose Nefertari, rinvenute in alcune abitazioni ed evidentemente oggetto di culto.
Originariamente il villaggio, sempre circondato da un muro nelle varie fasi della sua esistenza, presentava 60 complessi abitativi successivamente incrementati sino ad ospitare circa 120 nuclei familiari per un complesso, stimato, di 500 abitanti; pur essendo attestata una frequentazione costante del sito sino alla XX dinastia, esiste tuttavia un periodo “vuoto” che corrisponde a quello dell’eresia amarniana, verosimilmente per il trasferimento delle maestranze ad Akhetaton. Per quanto non attestato archeologicamente, non può escludersi, perciò, che abitanti di Deir el-Medina abbiano vissuto anche ad Amarna. Il villaggio riprenderà vita ed attività sotto il successore di Ay, e di Tutankhamon, Horemheb.
Deir el-Medina presenta, in pianta, forma allungata che ricorda quella di una nave (m. 130 x 50 circa); una strada principale l’attraversa tutta separando le abitazioni in due grossi quartieri che, proprio per il richiamo alla forma di nave cui si è sopra detto, erano denominati “quartiere di dritta”, ad est, e “di sinistra”, ad ovest. Ed ancora, proprio come su una nave, le maestranze erano suddivise in “squadre di tribordo” e “di babordo”, composte da circa 60 unità ognuna capeggiate da un “architetto” caposquadra.
Dislocazione e vita quotidiana
Il Villaggio si trova a relativa breve distanza dal Nilo e non è servito da acqua; ciò lascia supporre che l’approvvigionamento avvenisse a mezzo carovane di animali da soma.
Le maestranze, suddivise in squadre da 60 unità ciascuna (con termine marinaro chiamate “iswt”), raggiungevano il luogo di lavoro percorrendo un sentiero (ancora oggi esistente e percorribile) che passa alla sommità delle alture che delimitano la Valle dei re e su cui sono ancora visibili i luoghi di sosta ove, peraltro, erano posizionate anche le sentinelle che garantivano la sicurezza delle tombe.
Le squadre prestavano servizio per una “settimana” di dieci giorni cui, ritornati a Deir el-Medina, seguiva un “week-end” di due giorni.
È interessante notare che doveva trattarsi di una comunità abbastanza cosmopolita tanto che, su una popolazione maschile lavorativa di circa 100 unità, sono stati riscontrati 30 nomi palesemente stranieri e ben 16 fra templi e cappelle dedicate a divinità locali, come Mertseger, ma anche non appartenenti al pantheon egizio.
Le donne di Deir el-Medina
Considerato che gli uomini erano costantemente lontani dal villaggio per gran parte dell’anno Deir el-Medina doveva essere una comunità principalmente femminile. È interessante rilevare che il livello “scolastico” di tale comunità era di certo elevato: di certo si doveva prevedere, oltre ai normali lavori domestici, il mantenimento del villaggio nel suo insieme anche dal punto logistico e di approvvigionamento cui era intimamente collegato il discorso economico.
Sono note, inoltre, le professioni di alcune di tali donne che spaziano dalle “cantatrici” alle “sacerdotesse” dedicate a vari culti, e doveva essere alta anche l’alfabetizzazione riscontrabile dai molteplici “ostraka” rinvenuti ed identificabili come messaggi inviati ai mariti lavoratori alla Valle dei re. Anche il livello di emancipazione doveva essere garantito se Naunakhe, vedova dello scriba Kenhekhepeshef, poteva disporre dei beni del marito per la distribuzione ai suoi figli di quanto di spettanza.
La necropoli degli operai
Trattandosi in gran parte di maestranze edili e di artisti, si assiste alla nascita di una necropoli operaia in cui le sepolture nulla hanno da invidiare alle tombe nobiliari. Originariamente, non esiste un piano di insieme prestabilito, e solo con la XIX dinastia le tombe di famiglia si concentreranno sul lato nord-occidentale. Si tratta di tombe ad architettura cosiddetta “composita” in cui la sovrastruttura è costituita da una piccola piramide (da cui il nome di tomba a piramide) costruita in materiale povero e deperibile, che dimostra il processo di democratizzazione iniziato con la trascrizione, su papiro, del “Libro dei morti”, e da un ipogeo con una vano sotterraneo coperto da una volta a mattoni. I rilievi e le opere pittoriche sono spesso di altissima qualità e, caso raro in Egitto, si assiste all’impiego di pittura “a fresco” su “pisé” (argilla mista a fango su cui viene applicato l’intonaco che serve da base per la pittura).
schema di una sepoltura del Villaggio Operaio di Deir el-Medina: a. Pilone; b. Cortile; c. Pozzo; d. Ipogeo che ospita la/e mummia/e; e. Cappella; f. Piramide “eliopolitana”; g. Finestra “abbaino”.
Tombe della necropoli
La necropoli ospita 53 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia e in special modo dedicate a capisquadra e operai del villaggio che realizzavano le sepolture, specie reali, e che delle tombe curavano la manutenzione. Anche se non strettamente rientranti nella categoria dei “nobili”, si è soliti tuttavia comprendere anche la necropoli operaia nella più ampia localizzazione e denominazione di Tombe dei Nobili della Necropoli tebana[7]:
TT1 Sennedjem Servo nel Luogo della Verità(artigiano reale)
TT2 Khabekhnet Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
TT3 Pashedu Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
TT4 Qen Scultore di Amon (artigiano reale)
TT5 Neferaabet Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
TT6 Neferhotep e suo figlio Nebnefer Rispettivamente Capo degli operai e operaio nel Luogo della Verità (artigiani reali)
TT7 Ramose Scriba nel Luogo della Verità
TT8 Kha e Merit (marito e moglie) Architetto e Capo della Grande Casa
TT9 Amenmose Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
TT10 Penbuy Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
TT210 Rawaben Servo del Luogo della verità
TT211 Paneb Servo del faraone nel Luogo della verità
TT212 Ramose Scriba del Luogo della verità
TT213 Penamun Servo del faraone nel Luogo della verità
TT214 Khawi Custode nel Luogo della verità; servo di Amon in Luxor
TT215 Amenemopet Scriba reale del Luogo della verità
TT216 Neferhotep Caposquadra nel Luogo della verità
TT217 Ipuy Scultore
TT218 Amenakhte e Iymway Servi nel Luogo della verità
TT219 Nebenmaat Servo nel Luogo della verità
TT220 Khaemteri Servo nel Luogo della verità
TT250 Ramose Scriba nel Luogo della verità
TT265 Amenemopèet Scriba del re nel Luogo della Verità
TT266 Amenakhte Capo degli operai del Signore delle Due Terre nel Luogo della Verità ad occidente di Tebe
TT267 Hay Responsabile dei lavoratori nel Luogo della Verità; Creatore delle immagini di tutti gli dei nella casa dell’oro
TT268 Nebnakhte Servo nel Luogo della Verità
TT290 Irinufer Servo nel Luogo della Verità
TT291 Nakhtmin e Nu Servo nel Luogo della Verità; Servo nel Grande luogo
TT292 Pashedu Servo nel Luogo della Verità
TT298 Baki Wennefer Caposquadra nel Luogo della Verità; Servo del faraone nel Luogo della Verità
TT299 Inerkhau Caposquadra nel Luogo della Verità
TT321 Khaemopet Servo nel Luogo della Verità
TT322 Penshenabu Servo nel Luogo della Verità
TT323 Pashedu Disegnatore nel Luogo della Verità e nel tempio di Sokar
TT325 Smen –
TT326 Pashedu Caposquadra
TT327 Turobay Servo nel Luogo della Verità
TT328 Hay Servo nel Luogo della Verità
TT329 Mose, Mose e Ipy Tomba di famiglia di servi nel Luogo della Verità
TT330 Karo Servo nel Luogo della Verità
TT335 Nakhtamun Servo nel Luogo della Verità
TT336 Neferronpet Servo nel Luogo della Verità
TT337 Eskhons o Ken Scultore nel Luogo della Verità
TT338 May Disegnatore di Amon
TT339 Huy o Pashedu Scalpellino della necropoli; Servo nel Luogo della Verità
TT340 Amenemhat Servo
TT354 sconosciuto –
TT355 Amenpahapy Servo nel Luogo della Verità
TT356 Amenemwia Servo nel Luogo della Verità
TT357 Tutihermaktuf Servo nel Luogo della Verità
TT359 Inherkhau Caposquadra nel Luogo della Verità
TT360 Qeh Caposquadra nel Luogo della Verità
TT361 Huy Carpentiere nel Luogo della Verità
Bibliografia
Mario Tosi, Deir el Medina Amenhotep I e gli artisti del faraone, Ananke, ISBN 88-7325-028-9
Giuseppina Capriotti Vittozzi, Deir El-Medina, Aracne, ISBN 88-7999-887-0
Sergio Donadoni, L’uomo egiziano, Editori Laterza, ISBN 88-420-4856-9
M. Tosi e A. Roccati – Stele e altre epigrafi di Deir El Medina – Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo – Torino
Sergio Donadoni, Tebe, Electa, ISBN 88-435-6209-6
B.G. Trigger, B.J. Kemp, D. O’Connor, A.B. Lloyd, Storia sociale dell’antico Egitto, Editori Laterza, ISBN 88-420-6119-0
Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
(EN) Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
[1]La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
[2]Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, pag. 152
[3]Amenhotep I e sua madre, la regina Ahmose Nefertari furono, per tale motivo, oggetto di un culto specifico da parte delle maestranze di Deir el-Medina che si protrasse per lungo tempo tanto che, in periodo ramesside, a circa 200 anni dalla sua fondazione, ancora venivano rappresentati nelle tombe i due sovrani fondatori e delle circa 130 tombe di tale periodo, circa 30 presentano rappresentazioni di regnanti; di queste quasi l’80 per cento sono rappresentazioni di Amenhotep I o della regina Ahmose Nefertari.
[4]Il titolo a loro dedicato era “Servi del luogo della verità”, in realtà abbreviazione del più esteso nome di “coloro che ascoltano la chiamata nel luogo della verità.
[5] Ci sono, ad esempio, quasi mille anni tra il villaggio di Kahum della XII dinastia, e quello di Deir el-Medina al suo crepuscolo, con la XX dinastia.
[6] Forse perché appositamente costruito con concezioni architettoniche precise, non fuorviate, nel corso dei secoli, da sovrapposizioni stilistiche data la breve vita del centro stesso.
Planimetria schematica dell’area di Deir el-Bahari con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]
Deir el-Bahari (Dayr al-baḥrī, il cui significato letterale è: Il monastero del mare) è un’area sulla sponda occidentale del Nilo, di fronte alla città di Luxor, in Egitto, che ospita alcuni complessi funerari egizi.
I Templi funerari più importanti, esistenti nella piana di Deir el-Bahari, noti anche come “Templi del milione di anni”, sono quelli di Montuhotep II (XI dinastia), di Hatshepsut e Thutmosi III (XVIII dinastia); poco discosti, ma tuttavia ricompresi nell’area della Necropoli tebana e per citare solo i più importanti, sono anche il Tempio funerario di Seti I, quello di Ramses III a Medinet Habu, e il Ramesseum del faraone Ramses II (XIX dinastia).
Nella spianata di Deir el-Bahari sono inoltre ospitate alcune Tombe dei Nobili tra cui la TT320 (nota anche come DB320, “Deir Bahari 320”, o come “cachette” di Deir el-Bahari) che, all’atto della scoperta, alla fine del XIX secolo, conteneva 45 mummie di re e funzionari di corte qui raccolte per preservarle dalle razzie dei violatori di tombe della Valle dei Re. Ancora nell’ambito delle Tombe dei Nobili che qui si trovano, di interesse, la TT353[2] di Senenmut[3], funzionario regio e architetto cui si deve la costruzione del tempio di Hatshepsut[4].
Tempio funerario di Mentuhotep II
È il tempio più antico dell’area e risale alla XI dinastia. È costituito, di fatto, da più terrazzamenti che si poggiano alle pareti naturali. Nell’ampio piazzale che fronteggiava il tempio, e in cui erano piantate 55 tamerici e 4 sicomori per ciascun lato della rampa che conduceva al piano più alto, intervallate a statue del re, si trova “Bab el-Hosan”, ovvero la “porta del cavallo” così detta poiché il cavallo di Howard Carter accidentalmente vi inciampò consentendo la scoperta del lungo corridoio sotterraneo che adduce al cenotafio regale scavato sotto il tempio. Tramite una rampa ascensionale si accede ad una seconda terrazza su cui si ergeva un portico colonnato che ricopriva un lungo muro che doveva essere completamente ricoperto di iscrizioni. Varie sono state le ipotesi ricostruttive del complesso funerario; il monumento sommitale, è stato interpretato spesso come piramidale, o un tumulo, ma oggi si tende a credere che si trattasse, piuttosto, di una mastaba.
Un pozzo, e il susseguente tunnel, discendono per 150 m per terminare nella camera funebre che si trova a 45 metri di profondità rispetto al cortile. La camera funebre ospita un sarcofago che in origine conteneva la cassa lignea di Montuhotep II.
Risalente alla XVIII dianstia, era denominato “djeser djeseru“, ovvero “sublime dei sublimi”. Architettonicamente si riallaccia completamente all’adiacente Tempio di Montuhotep II in una sorta di manifesto politico giacché Hatshesput voleva riallacciarsi a quello che viene definito il “Rinascimento egizio” costituito dalla XI dinastia, ultima prima dei disordini e dell’incertezza politica da cui deriverà, peraltro, il Secondo Periodo Intermedio e l’avvento delle dinastie Hyksos, prima della riunificazione iniziata con la XVII dinastia tebana e compiutasi con la XVIII cui Hatshepsut apparteneva.
Venne costruito demolendo il precedente tempio funerario di Amenofi I[5] e identico alla struttura del tempio di Montuhotep è lo sviluppo su più terrazze; identica anche la scelta di far avanzare il tempio sino ad incontrare la roccia penetrando all’interno della medesima. Terrazze e porticati si susseguono per una profondità, tra l’ingresso ed il muro posteriore dell’ultima terrazza, di circa 200 m; la larghezza del complesso, misurata sulla seconda terrazza, è di circa 100 m. Nella parte più bassa si apriva il viale, fiancheggiato da sfingi colossali con il volto di Hatshepsut, che dal Tempio a valle, sul fiume, conduceva all’ingresso e proseguiva sin sulla rampa di accesso alla seconda terrazza, o terrazza intermedia. Fiancheggiavano il viale e l’ingresso sicomori, tamarindi, palme, forse albicocchi e tralci di vite, mentre in due laghetti artificiali crescevano piante di papiro ed arbusti di incenso provenienti dalla terra di Punt.
Tempio funerario di Thutmosi III
Anch’esso risalente alla XVIII dinastia e al faraone Thutmosi III, è il più piccolo dei tre. Occupa un ristretto spazio tra i due templi di Montuhotp II e Hatshepsut, è oggi molto deteriorato e di difficile individuazione; fu costruito a ridosso della scarpata integrandosi tra i due templi più grandi[6].
Scoperto di recente da una équipe polacca è stato sottoposto a consistenti operazioni di anastilosi[7]
Tombe della necropoli
Sono presenti, nell’area di Deir el-Bahari, 12 tombe rientranti nella più grande Necropoli tebana e, segnatamente nel più ampio concetto di Tombe dei Nobili ripartite su più necropoli distinte. Le sepolture di Deir el-Bahari risalgono a periodi comunque connessi ai templi funerari esistenti: XI, XVIII e XX dinastia, nonché in un caso alla XXVI[8]:
TT308 Kemsit Profetessa di Hathor; unico ornamento del re
TT310 sconosciuto Cancelliere del re del Basso Egitto
TT311 Kheti Tesoriere del re del Basso Egitto
TT312 Nespakhashuty Governatore della città e Visir
TT313 nota anche come MMA513 Henenu Grande amministratore
TT314 Horhotep Portatore del sigillo del re del Basso Egitto
TT315 Ipi Governatore della città, Visir e giudice
TT316 Neferhotep Capo degli arcieri
TT319 Nofru (Regina sposa di Montuhotep II)
TT320 nota anche come DB320 cache di Deir el-Bahari (vari)
TT351 Abau Scriba della cavalleria
TT353 Senenmut Alto Amministratore
Attacco terroristico del 1997
Deir el-Bahari è stato luogo di un brutale attacco terroristico (noto anche come “massacro di Luxor”): alle ore 08,45 circa del 17 novembre 1997, infatti, un nucleo di armati della Jihād Ṭalīʿat al-Fatḥ (“Jihād dell’avanguardia della vittoria”), travestiti da guardie della sicurezza e dotati di fucili automatici e armi da taglio, fece irruzione nel piazzale antistante il tempio. L’assalto, durato 45 minuti, portò all’uccisione di complessive 62 persone[9]. Durante la fuga i terroristi vennero intercettati da forze di sicurezza locali ma, escluso un ferito, gli altri riuscirono a fuggire.
I cadaveri dei fuggitivi, verosimilmente per suicidio, vennero poi rinvenuti, alcuni giorni dopo, in una caverna.
Bibliografia
Margaret Bunson, Enciclopedia dell’Antico Egitto, La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1995, ISBN 88-403-7360-8.
Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5
Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5
Paul Bahn, Dizionario Collins di archeologia, Gremese Editore, ISBN 88-7742-326-9
Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
[1]La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
[2]Porter e Moss 1927, pp. 139-142 per la TT71; 417-418 per la TT353 contenente, tra l’altro, rilievi astronomici.
[3]Allo stesso personaggio fa capo anche la TT71 che si trova nella vicina necropoli di Sheikh Abd el-Qurna.
[4]Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, pag. 114
[5]Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, pag. 111
[6]*Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, pag.93
Planimetria schematica dell’area di Qurnet Murai con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]
Qurnet Murai è un’area sita sulla sponda occidentale[2] del Nilo, in Egitto, di fronte all’attuale città di Luxor[3].
Si tratta di una delle necropoli che costituiscono la cosiddetta Necropoli tebana, iscritta dall’UNESCO nella lista come Patrimonio dell’umanità, e che ricomprende le necropoli di el-Khokha, el-Tarif, Dra Abu el-Naga e Sheikh Abd el-Qurna.
L’area complessiva che ne deriva è meglio nota come Tombe dei Nobili che ospita quasi 500 tombe di funzionari e dignitari delle corti faraoniche, dai tempi più remoti del Predinastico fino al periodo Tolemaico, con particolare concentrazione di sepolture relative alle dinastie XVIII-XIX e XX, confluenti nel Nuovo Regno. Benché non strettamente riservata ai nobili, rientra nell’area anche la necropoli degli operai di Deir el-Medina che costruivano le tombe, e garantivano la manutenzione, anche alle tombe delle vicine Valle dei Re e Valle delle Regine.
Traduzione di Gurnet Murai è “Picco di Murrai“, con riferimento ad un santo locale il cui monastero copto si ergeva alla sommità della collina che sovrasta la piana, leggermente a nord di Deir el-Medina.
Ospita tombe principalmente del Periodo ramesside.
Tombe della necropoli
La necropoli ospita 18 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia; sono presenti inoltre una tomba del Periodo Tardo e di quello Tolemaico:
TT40 – Amenhotep-Huy, Viceré di Kush (XVIII dinastia, Tutankhamon);
TT221 – Hormin, Scriba delle truppe nel Palazzo del re ad ovest di Tebe (XIX dinastia, Ramses III;
TT222 – Heqamaatranakht detto anche Turo, Primo Profeta di Monthu (XX dinastia);
TT223 – Karakhamon, Primo prete “ka” (?) (Periodo tardo);
TT235 – Userhet, Primo Profeta di Monthu (XX dinastia);
TT272 – Khaemopet, Padre divino di Amon nell’occidente, Prete lettore nel tempio di Sokar (XX dinastia)
TT273 – Sayemiotf, Scriba nei possedimenti del suo Signore (Periodo ramesside);
TT274 – Amenwahsu, Primo profeta di Monthu, di Tod e di Tebe, Prete “sem” nel Ramesseum nei domini di Amon (XIX/Ramses II – Merenptah);
TT275 – Sebekmose, Capo prete “wab”, Padre divino nel tempio del re Amenhotep III e di Sokar (Periodo ramesside);
TT276 – Amenemopet, Supervisore del tesoro di oro e argento, Giudice, Supervisore del gabinetto (XVIII/Thutmose IV);
TT277 – Amenemonet, Padre divino nel regno di Amenhotep III (XIX dinastia);
TT278 – Amenemheb, Mandriano di Amon-Ra (XX dinastia);
TT380 – Ankhefen-Re-Horakhty, Capo in Tebe (Periodo tolemaico);
TT381 – Amenemonet, Messaggero del re per ogni terra (XIX/Ramses II);
TT382 – Usermontu, Primo Profeta di Monthu (XIX/Ramses II);
TT383 – Merymose, Viceré di Kush (XVIII/Amenhotep III).
Tombe “perdute”
È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 3 tombe, risalenti alle stesse dinastie, ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “D” iniziale:
D1 – Nehy, Viceré di Nubia (XVIII dinastia);
D2 – (?) (Nuovo Regno);
D3 – Supervisore alle tenuta reale (XVIII dinastia?).
Fonti
Donadoni 1999, , p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, , p. 12.
Porter e Moss 1927.
Bibliografia
Sergio Donadoni, Tebe, Milano, Electa, 1999, ISBN 88-435-6209-6.
Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto – 2 voll.-, Torino, Ananke, 2005, ISBN 88-7325-115-3.
Alexander Henry Rhind, Thebes, its Tombs and their tenants, Londra, Longman, Green, Longman & Roberts, 1862.
Nicholas Reeves e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3.
Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
Alan Gardiner e Arthur E.P. Weigall, Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes, Londra, Bernard Quaritch, 1913.
Donald Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt, Oxford, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8.
John Gardner Wilkinson, Manners and Customs of the Ancient Egyptians, Londra, John Murray, 1837.
Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
[1]La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
[2]I campi della Duat, ovvero l’aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.
[3]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.