Kemet Djedu

PILASTRO 1 – TT96

LATO EST (PRIMA PARTE)

MERYT OFFRE DELLA MIRRA A SENNEFER

Iniziamo l’analisi dei pilastri della camera funeraria della TT96 con il pilastro 1, facciata Est. Entrando nell’ipogeo è proprio la prima che si visualizza.

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno studiati.

  

LATO SUD (SECONDA PARTE)

MERIT OFFRE DEL CIBO A SENNEFER

LATO OVEST (TERZA PARTE)

MERIT E LA FIGLIA OFFRONO FIORI A SENNEFER

LATO NORD (QUARTA PARTE)

MERIT E SENNEFER SOTTO UN ALBERO SED

  
Kemet Djedu

SENNEFER E MERYT

TT96 PARETE NORD LATO DESTRO

Di Livio Secco

  

La tomba TT96 è un ipogeo di eccezionale bellezza ed originalità. La recente manutenzione della tomba ha coinvolto anche le vetrate protettive che mettono in sicurezza le pareti pitturate dagli strofinamenti dei turisti. Le superfici vetrate ripulite ora danno maggior splendore alle pareti.
Una delle immagini è molto evidente. Si tratta del muro Nord della camera funeraria a quattro pilastri. L’immagine ritrae la parte destra dove è raffigurato il defunto Sennefer con la sua sposa Meryt. Entrambi sono purificati dall’azione di un giovane uomo officiante che è davanti a loro. Il giovane indossa una pelle leopardata tipica vestizione di un sacerdote “sem” oppure “setem”.
L’azione purificatrice veniva normalmente ottemperata dal figlio maschio primogenito oppure da un officiante che ne faceva le veci.

Ancora una cosa. I titoli di Sennefer sono molti. Noi qui incontrimao ḥȜty- Ꜥ che letteralmente significa “primo di braccio”, “colui che ha il braccio avanti”, “il primo”. In altre epoche significava anche “normarca, governatore”. In questo caso noi sappiamo che Sennefer era il funzionario più importante di Tebe. Quindi lo possiamo considerare, con la titolatura moderna, una specie di sindaco della capitale.

L’officiante (prima parte)

  

Ho diviso la parete pitturata riconoscendo sei zone didascaliche. E’ mia intenzione commentarle tutte. Qui provvedo alla prima, cioè ai sette registri verticali che sono sopra l’officiante.

L’officiante (seconda parte)

Qui analizziamo il testo geroglifico posto sotto le braccia dell’officiante che sta purificando la coppia Sennefer e sua moglie Merit.

Sennefer (terza parte)

Continuiamo la nostra analisi filologica prendendo ora in esame la figura di Sennefer. Esistono due didascalie. Prendiamo in considerazione quella superiore.

Sennefer (quarta parte)

Continuiamo la nostra analisi filologica della tomba TT96 prendendo ora in esame la figura di Sennefer. Esistono due didascalie. Questa volta consideriamo quella inferiore dipinta sotto il braccio destro dell’alto funzionario.

  

Meryt (quinta parte)

Iniziamo il terzo personaggio, Meryt. Anch’ella è dotata di una doppia didascalia. Prenderemo qui in esame quella superiore. E’ brevissima e non sarà difficoltosa.

Meryt (sesta parte)

Concludiamo l’analisi della parete Nord, parte destra, della TT96. La manutenzione dell’ipogeo di Sennefer che ha riguardato, tra l’altro, le vetrate di protezione ha dato lustro ad una tomba già di per sé bellissima ed originale.


Ricordatevi che lo studio del geroglifico è una stupenda ginnastica intellettuale.
Per coloro che volessero cimentarsi con la filologia egizia non posso che consigliare:

Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

  
Kemet Djedu

IL TERZO PILASTRO

CAMERA SEPOLCRALE DI NEFERTARI – LATO NORD

Di Livio Secco

  

All’interno della camera sepolcrale di Nefertari quattro pilastri circondavano il sarcofago della regina; i due lati di ciascun pilastro rivolti verso il sarcofago erano decorati con figure mummiformi di Osiride (asse est/ovest) e con pilastri “djed“, simbolo di Osiride, (asse nord/sud) mentre gli altri due lati erano decorati con diverse divinità insieme a Nefertari.

Qui vediamo raffigurato il lato nord del III pilastro, con la regina al cospetto di Hathor.

Come al solito ho aggiunto la pronuncia usando la codifica IPA.


Ricordatevi che lo studio del geroglifico è una stupenda ginnastica intellettuale.
Per coloro che volessero cimentarsi con la filologia egizia non posso che consigliare:

Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

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Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

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Kemet Djedu

UN’OFFERTA CHE IL RE DÀ

L’ALIMENTAZIONE NELL’ANTICO EGITTO

Di Livio Secco

  

Ho svolto la quarta lezione del Corso di Egittologia, Anno VI, nell’ambito delle attività dell’UniTre di Torino presentando la conferenza “UN’OFFERTA CHE IL RE DÀ – L’alimentazione nell’antico Egitto (Prima parte: gli alimenti)” che è una disamina sul nutrimento nell’antico Egitto.
Non potendo sintetizzare due ore di lezione in un brevissimo post mi permetto di dare solo delle indicazioni di massima di alcuni degli elementi che sono stati trattati.

Ricordo anche che la formulazione funeraria ḥtp-di-(ny-)swt [hetep-di-nisut] un’offertà che il re dà… è quella tradizionale.
Essa è considerata sorpassata dalla grammatica di Grandet & Mathieu. I due filologi francesi propendono per la traslitterazione d-(ny-swt)-ḥtp [ed nisut hetep] e la traducono con possa il re placare…
Ho preferito, solo in questo caso, rimanere (ancora un po’) fedele all’Egittologia Classica.

Esempio di scrittura geroglifica che specifica il dettaglio delle derrate alimentari che il defunto riceverà nell’Aldilà. La stele è la C14 di Irtysen custodita al Louvre.

Alimentazione: il cibo è cultura
L’argomento sembra leggero ma non dobbiamo dimenticare che il cibo, oltre ad essere una risorsa materiale, è da sempre un fatto culturale nella storia dell’Uomo. Il tema dimostra tutta la sua importanza già solo nella dimensione degli incontri.
Nel tentativo di svilupparlo in modo più esaustivo possibile ne sono derivate sei ore di conferenze suddivise in tre lezioni. Quella qui documentata è la prima che mostra, suddividendoli per origine, quali erano gli alimenti presenti sulle tavole degli Egizi.

Alimentazione: il cibo sulle stele funerarie
La lezione inizia con l’analisi di due stele funerarie perché in esse sono spesso indicate le offerte alimentari per i defunti.
Nella prima stele si analizza una formulazione molto sintetica dove viene semplicemente indicata la richiesta di alimenti che il faraone fa agli dei per la vita ultraterrena del defunto.
Nella seconda invece, più estesa in dimensioni, la richiesta prevede il dettaglio delle derrate alimentari per quantità e tipologia.
La lezione prosegue identificando le tipologie di animali, vegetali e minerali che formavano l’alimentazione nell’antico Egitto.

Alimentazione: dal regno animale
La conferenza prosegue suddividendo gli alimenti per regno di origine: animale, vegetale e minerale. Poi specifica per ognuno di essi quali erano le tipologie usate e quelle invece che erano mancanti perché non ancora diffuse.
Per quanto riguarda l’origine animale, oltre ai bovini e agli ovini, facevano parte della dieta egizia anche gli avicoli predati con la cacciagione oppure con l’uccellagione.
Oltre ad essi c’erano i risultati della pesca anche se si trattava quasi esclusivamente di elementi di acqua dolce. Interessante il tentativo di allevamento di specie selvatiche come le iene, le gru, gli struzzi, gli orici, i bubali, eccetera.

Lavorazione nel mattatoio. Il macellaio rimprovera il garzone incitandolo a tenere alta la zampa: “Tira verso di te!”

Regno vegetale: le verdure
Per quanto riguarda il regno vegetale erano importantissime le coltivazioni di granaglie come orzo e farro, non certo il moderno frumento che era sconosciuto. Così com’erano sconosciuti i pomodori, le melanzane, le patate, i peperoni, le arachidi, i fagioli, i fagiolini, gli spinaci e le carote.
Gli egizi invece apprezzavano molto le fave, le lenticchie, i piselli, i ceci, i cetrioli, le zucche, le angurie e le insalate di vari tipi. Per cucinare e per l’illuminazione erano usati gli oli di moringa, di balanite, di ricino, di lino e di olivo, sebbene quest’ultimo fosse di importazione e quindi costoso.

Verdure sconosciute: pomodori, melanzane, patate, peperoni, arachidi, fagioli, fagiolini, spinaci, carote.

Regno vegetale: la frutta
Per quanto riguarda la frutta, essa era poco varia a causa dell’orografia del territorio per cui era limitata a datteri di diverse varietà, fichi, carrube, giuggiole, mandorle, melograni e raramente le mele poiché le piantumazioni in Egitto non attecchivano facilmente.
Sconosciuti erano gli agrumi, i cachi, le albicocche, le ciliegie, le pesche, le nespole, le prugne, i fichi d’India, le banane e i frutti di bosco per ovvie ragioni climatiche.
Storia a parte la fa l’uva per il consumo del fresco e per la vinificazione. Data l’importanza di questo argomento, l’enologia è il tema di monografia che sarà presentata successivamente a completamento dell’alimentazione nell’antico Egitto.

Frutta sconosciuta: agrumi, kaki, albicocca, ciliegie, pesca, nespole, prugna, fico d’india, banane, frutti di bosco.
Altri alimenti sconosciuti: pepe, peperoncino, canna da zucchero, tè, cacao, caffè.

Regno minerale
Per quanto riguarda il regno minerale il natron, il sale marino e il salgemma erano gli elementi base come pure l’allume di rocca.
Il natron oltre ad essere sicuramente importante per le attività di mummificazione, rientrava in tutti i processi di igienizzazione per la pulizia personale e delle stoviglie. Ovviamente all’epoca i saponi non erano ancora stati inventati.

Per dimostrare l’importanza del cibo nell’antico Egitto, la lezione è iniziata presentando una classica formula funeraria offertoria.
L’iscrizione in geroglifico della formula dice che il re fa un’offerta ad una divinità affinché questa conceda, a sua volta, un’invocazione d’offerta allo scopo di fornire al defunto tutto il cibo necessario alla sua sopravvivenza nell’Aldilà.

Poiché il geroglifico è una scrittura magica che invera la realtà, pronunciare anche solo i nomi dei cibi equivale a renderli reali. Questo significa che le tombe e i templi egizi hanno funzionato anche oggi 21 dicembre 2023. I sovrani e i defunti egizi, oggi, sono stati colmati di ogni loro necessità per la vita nell’Oltretomba.

L’invocazione d’offerta poteva presentarsi in due modi:
– sintetica
– dettagliata

  


Questo è un esempio di formula funeraria offertoria SINTETICA.
La stele deriva dalla tomba di Meni, che fu il direttore dei templi delle piramidi dei sovrani Pepi I (2276-2228+25) e Mer-en-Ra (ca.2227-2217+25), ma che visse fino al regno di Pepi II (2216-2153+25). La tomba del funzionario è a Dendera, appartiene all’Antico Regno, ed è datata alla VI dinastia (ca.2305-2118+25). È un esempio di un’invocazione di offerta alimentare breve senza il dettaglio delle derrate. Il testo si legge da destra a sinistra, dall’alto verso il basso.

  

E’ venuto il momento di esemplificare una formula offertoria DETTAGLIATA.
Per fare ciò consideriamo la stele dell’artigiano scultore Irtysen custodita presso il Museo del Louvre e conosciuta con il codice C14. Si tratta di un manufatto risalente al regno di Mentuhotep II, un sovrano dell’XI dinastia e quindi appartenente al Medio Regno.

Le tre lezioni sull’alimentazione degli Egizi hanno inaugurato la Collana dei Quaderni di Egittologia, infatti riportano il progressivo 1, 2 e 3. Chi volesse approfondire il discorso li può trovare qui:

I NUTRIMENTI: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/unofferta-che-il-re-da…/

LA CUCINA: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/unofferta-che-il-re-da…/

PREPARAZIONE, CONCETTI E VISITA MERCATALE: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/unofferta-che-il-re-da…/

  
Kemet Djedu

UN AMULETO DELLA XXVI DINASTIA

Di Livio Secco

  

Tra gli oggetti della XXVVI Dinastia mostrati QUI, viene mostrato un amuleto custodito presso il Museo Louvre di Parigi. Attira la nostra attenzione perché possiede una breve iscrizione geroglifica con un cartiglio. Quale sovrano cita?

L’amuleto è catalogato con il numero di inventario E22634 (N° anc. coll. : Curtis n°135) e, ovviamente, fa parte del Département des Antiquités égyptiennes.
Il Louvre ci informa che il reperto è stato restaurato perché era frammentato. Le sue dimensioni sono: 12,3 cm di altezza, 5,7 cm di larghezza e 0,6 cm di spessore. Per il museo il materiale con cui è stato realizzato è faience silicea. Il testo è stato inciso e il colore del manufatto è blu turchese.
Oggi è esposte nell’ala Sully, sala 643, vetrina 23.

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici a chi non li avesse ancora studiati.

Per iniziare il proprio percorso filologico consiglio:


Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

  
Kemet Djedu, Nuovo Regno, XVIII Dinastia

LE PRINCIPESSE DI KHERUEF

Principesse nella tomba di Kheruef a Luxor (TT192).

In questa foto di dettaglio, ecco un magnifico rilievo proveniente dalla tomba incompiuta di Kheruef, un potente maggiordomo della regina Tiye.

Lo stile inconfondibile della XVIII Dinastia appare in tutta la sua raffinatezza nella rappresentazione di otto principesse (in questo dettaglio se ne vedono quattro) che offrono libagioni durante la festa del Primo Giubileo (heb Sed) di Amenhotep III.
Le ragazze sono probabilmente figlie di sovrani stranieri cresciute alla corte del faraone.

Il testo che si trova davanti e sopra le principesse dice:

E, davanti a ciascuna ragazza, si legge:

Il verbo “irt” [iret] è espresso all’infinito come spesso accade nelle titolazioni didasaliche.
Il sostantivo “Ꜥbw” [abu] possiede un plurale inventariale oppure un finto plurale per far pronunciare la “w”. Non è un plurale grammaticale.
“fdw (ny) sp” è la costruzione per la numerazione di una quantità che va ripetuta.

Sopra l’intera scena si annuncia:

La gigantesca tomba di Kheruef fu per qualche motivo lasciata incompiuta. Scavata nella roccia del deserto, si trova sul lato ovest di Tebe, ai piedi della collina nota come Al-Assasif.

  

L’immagine panoramica sulla quale lavoriamo non è perfettissima. Si tratta di un assemblato panoramico con una certa serie di errori che compromettono parzialmente la perfetta lettura dei geroglifici. Qui, tra l’altro, precisiamo che la traduzione dei testi epigrafici fatta usando delle immagini fotografiche è difficoltosa perché le immagini aiutano piuttosto gli archeologi e gli egittologi non certo i filologi.

Come al solito è stata aggiunta anche la codifica IPA per far pronunciare i geroglifici a chi non li ha studiati.

Per chi si deciderà elenco uno strumentario completo:
Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

  

Photo Mick Palarczyk and Paul Smit.

Fonti e approfondimenti:

Kemet Djedu

COME PIANGONO LE PREFICHE?

Di Livio Secco

  

Nella tomba TT255 la raffigurazione del funerale di Roy è ampiamente didascalizzata; ci approssimiamo al gruppo di prefiche che è intervenuto al funerale del funzionario.

Se stiamo un momento in silenzio potremo ascoltare cosa stanno dicendo…

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici a chi non li avesse ancora studiati!
Cosa aspettate? È una stupenda ginnastica intellettuale!


Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

  
Kemet Djedu

UN POGGIAPIEDI PER TUTANKHAMON

Di Livio Secco

  

Al Museo Egizio del Cairo, nel vecchio allestimento di Piazza Tahrir, era esibito uno dei moltissimi componenti del corredo funerario di Tutankhamon oggetto del nostro post.

Insieme al trono cerimoniale è stato ritrovato questo poggiapiedi che, più probabilmente, era abbinato ad un più semplice scanno.

Realizzato in legno comune, è riccamente decorato con alcune scene di grande significato: vi sono rappresentati nove prigionieri, i tradizionali nemici dell’Egitto, quattro dei quali mostrano la pelle nera e cinque sono asiatici e libici.

  

Otto di essi indossano lunghe vesti, differenziate da alcuni dettagli nelle pieghettature.
Uno invece (l’ultimo della fila dei cinque) porta una sorta di mantello che lascia intravedere alcune parti del corpo.
Hanno tutti le mani legate e sono vincolati uno all’altro da una corda al collo.

I prigionieri sono dorati e le parti nude dei loro corpi sono in ebano o cedro. Lo sfondo della scena è costituito da piastrine di faience blu.

Ma perché ci sono i Nove Nemici dell’Egitto raffigurati su un simile manufatto? L’effetto reso è quello del faraone che calpesta i nemici e magicamente li rende inoffensivi e sottomessi.

A dividere in due la raffigurazione c’è una fascia didascalica che, ovviamente, analizziamo.
Come di consueto ho aggiunto la pronuncia secondo la codifica IPA per far leggere i geroglifici a coloro che non li hanno (ancora) studiati.

Per chi volesse cimentarsi in questa stupenda ginnastica intellettuale posso consigliare i seguenti manuali:

Grammatica primo livellohttps://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livellohttps://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livellohttps://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

  
Kemet Djedu

GIUSTO DUE COSE SU ROY…

Di Livio Secco

Tra le tombe tebane della XIX e XX Dinastia, una delle immagini a corredo ha attirato la mia attenzione. Si tratta della tomba di Roy, identificata dal codice TT255.

Me n’ero occupato per scrivere una lezione sui riti funerari. Allego qui due diapositive che riguardano la scena del funerale di Roy.


PRIMA DIAPOSITIVA: Precedono i nobili, quattro portatori rasati che reggono un naos che potrebbe contenere i quattro vasi canopi che custodiscono gli organi interni del defunto. Sopra il naos c’è un’effige di Anubi accosciato.
La didascalia che accompagna l’immagine dice, stranamente, che stanno trasportando dell’olio per rinfrescare colui che è nel sarcofago. I geroglifici didascalici sono sottodimensionati, segno che il pittore o lo scriba hanno calcolato male lo spazio necessario al testo. Lo scritto è stato riportato in un secondo tempo riducendo le dimensioni dei segni.
Sotto il naos, inginocchiata, c’è una figura femminile in chiaro atteggiamento funerario e piangente con la mano destra tra i capelli. È identificata dalla didascalia geroglifica come ḥm(t).f sḫmt-ḥtp [hemet.ef sekemet-hetep] “la serva sua Sekhmet-hotep (l’antroponimo significa “la dea Sekhmet è in pace“)”. Il fatto che sia identificata in modo così preciso può solo significare che fosse una persona di servizio particolarmente prediletta dal padrone.


SECONDA DIAPOSITIVA: Davanti ai due uomini piangenti c’è una donna anch’ella in atteggiamento funerario perché ha la mano destra sulla testa. In altre zone l’abbiamo già identificata come la moglie di Roy. I geroglifici incorniciati sono la sua didascalia relativa che riporta il suo grido disperato al marito:
ḏd.n ḥmt.f [ʤed.en hemet.ef] Ha detto la sposa sua,
mr(yt).f [merit.ef] la beneamata sua,
nb(t)-tȜwy [nebet-taui] Nebet-tauy (La Signora delle Due Terre)
mȜꜤ(t)-ḫrw [maat-keru] giusta di voce:
(i)m(i) ir kꜤw [imi ir kau] non fare l’abbandonare,
(i)m(i) ir kꜤw pȜ ꜤȜ [imi ir kau pa aa] non fare l’abbandonare, o grande,
(i)m(i) ir kꜤw.i [imi ir kau.i] non fare l’abbandonare di me!
Il problema è che il verbo ḫȜꜤ [kaa] abbandonare è scritto per tre volte e tutte le tre volte in modo errato.
Cioè per ben tre volte c’è scritto: (i)m(i) ir kꜤw [imi ir kau].
Invece la corretta grafia doveva essere: (i)m(i) ir ḫȜꜤ [imi ir kaa].

Kemet Djedu

UNA STELE INCOMPLETA

Di Livio Secco

Nella collezione cairota c’è una stele che ha attirato la mia attenzione perché… è incompleta. Studiare i reperti è un’attività interessantissima e quelli più curiosi sono proprio quelli non finiti. Da un lato sono da studiare perché, non essendo stati completati, possono tradire, con il loro stato, le metodologie di produzione.
L’archeologo non è poi così tanto dispiaciuto davanti ad un reperto non terminato. Può dispiacersi indubbiamente dell’opera non finita, ma sicuramente si consola avendo l’opportunità di studiare le metodologie produttive che ha proprio sotto gli occhi in quel momento.

La stele in oggetto ha i seguenti codici identificativi: SR4/14198 e Temp. N.3/10/25/11, ma è più conosciuta come GEM 8063. Infatti nel 2014 fu trasferita dal vecchio Museo Egizio di Piazza Tahrir al nuovo GEM. Purtroppo della stele non si sa molto e questo preclude di comprendere con certezza la sua origine e soprattutto capire come mai sia incompleta.

La stele funeraria è in arenaria e misura 49,9 cm di altezza, 29,9 cm di larghezza e 7 cm di spessore.

Le iscrizioni sono facilissime e brevissime. Soprattutto assolutamente canoniche e quindi, per i nostri aspiranti filologi, si tratta di una manufatto semplice da tradurre.
Come al solito ho aggiunto la pronuncia secondo la codifica IPA.

Per coloro che volessero cimentarsi con la Filologia Egizia (stupenda ginnastica intellettuale) posso consigliare:

Grammatica primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Grammatica terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (primo volume) https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

Dizionario egizio – italiano 12000 lemmi in geroglifico (secondo volume)

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/