versante est, in alto, della collina; a nord della TT77
Biografia
Nessun dato ricavabile[5].
La tomba
Quello che rimane dei dipinti murali della TT118. Da: Gordon, Andrew Hunt. “Theban Tomb 118: its Foreign ‘Tribute’Scene and its Owner Amenmose.” CIPEG Journal: Ancient Egyptian & Sudanese Collections and Museums 5 (2021)
La TT118 si sviluppa planimetricamente con forma a “T” capovolta come altre del periodo. Sono leggibili soltanto un dipinto parietale che rappresenta tributari asiatici con avorio e un orso, e una scena del defunto (?) in adorazione di Osiride. Sul soffitto i resti di alcuni testi contenenti il nome del defunto.
Il dipinto incompiuto dei tributi stranieri, con il trasporto di una statua di Maat. Si vede bene il reticolo disegnato per assegnare le dovute proporzioni. Da: Gordon, Andrew Hunt. “Theban Tomb 118: its Foreign ‘Tribute’Scene and its Owner Amenmose.” CIPEG Journal: Ancient Egyptian & Sudanese Collections and Museums 5 (2021)
Particolare di un portatore della statua di Maat offerta in tributo. Da: Gordon, Andrew Hunt. “Theban Tomb 118: its Foreign ‘Tribute’Scene and its Owner Amenmose.” CIPEG Journal: Ancient Egyptian & Sudanese Collections and Museums 5 (2021)
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 233.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 233.
Porter e Moss 1927, p. 233.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Disegnatore nella Casa dell’Oro per la gloria degli dei, nel dominio di Amon
Sheikh Abd el-Qurna
XXI – XXII dinastia
versante est, in alto, della collina; la più settentrionale delle due tombe adiacenti
Biografia
Nessun dato ricavabile.
La tomba
La TT117 si sviluppa partendo da un portico colonnato in cui una stele risalente alla XI dinastia rappresenta Amenemopet, Scriba di Amon, in veste di prete che offre unguenti ad una mummia. Un corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati personaggi non identificabili, con riferimento al successivo titolare Djemutefankh, se non come “moglie del figlio” e “moglie del nipote”, adduce ad una piccola camera senza decorazioni.
L’unico istituto ad esplorare la TT117 è stato il Metropolitan Museum nel 1926-27; i loro studi non sono stati pubblicati probabilmente per la scarsità dei reperti portati alla luce – due amuleti a forma di Udjat e di sistro, di cui solo quest’ultimo attualmente esposto.
L’amuleto a forma di sistro in faience proveniente dalla TT117. MMA 27.3.605
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 233.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 233.
Porter e Moss 1927, p. 233.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante est, in alto, della collina; a sud della TT90 e a nord della TT115
Biografia
Nessun dato ricavabile se non il titolo di Principe ereditario, ma non essendo noto il periodo, non è dato di conoscere di quale sovrano.
Una figlia offre un calice al proprietario della tomba ed a sua moglie. Da: Hartwig, Melinda. “The Tomb Of A Hety-’, Theban Tomb 116.” 2010
Particolare della figlia offerente. Da: Hartwig, Melinda K. “Tomb painting and identity in ancient Thebes, 1419-1372 BCE.” (2004).
La tomba
La pareti nord e sud della sala trasversale pesantemente danneggiate da una damnatio memoriae. Da: Cherpion, Nadine. “Chronologie d’un” surpeint”: le cartouche de la TT 116.” Bulletin de l’Institut français d’archéologie orientale 115 (2015): 77.
La TT116, che ripete la struttura a “T” rovesciata tipica del periodo presenta pochi dipinti parietali leggibili: in uno il defunto e la moglie ricevono libagioni da una figlia; poco oltre, il defunto e la moglie offrono fiori a Thutmosi IV, ma il nome del re è stato poi sostituito con quello di Amenhotep III. Secondo Nadine Cherpion, tuttavia, si tratterebbe di una sovrapposizione del nome di Thutmosi IV su quello di Amenhotep II; la tomba sarebbe quindi da retrodatare a cavallo dei regni di questi due Faraoni.
Il cartiglio di Thutmosi IV sovrapposto a quello di Amenhotep II. Da: Cherpion, Nadine. “Chronologie d’un” surpeint”: le cartouche de la TT 116.” Bulletin de l’Institut français d’archéologie orientale 115 (2015): 77.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 233.
Porter e Moss 1927, p. 233.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante est della collina; nei pressi e a nord della TT114
Biografia
Nessun dato ricavabile per l’assenza di testi parietali.
La tomba
La TT115, che ripete la struttura a “T” rovesciata tipica del periodo, non contiene alcun testo; i pochi dipinti parietali leggibili vedono il defunto, di cui non è noto il nome, in atto di adorazione dinanzi ad Anubi e, poco lontano, il defunto dinanzi a Ra-Horakhti, fiancheggiato da Maat e Hathor; sul soffitto il defunto adora la barca di Ra.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 233.
Porter e Moss 1927, p. 233.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante est della collina; a nord della TT91 e a sud della TT115
Biografia
Unica notizia ricavabile dalla TT114, il cui titolare non è noto, è che il padre (anche in questo caso nome sconosciuto) era Prete wab di Anubi.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 231.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 231.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Prete “wab”[5] depositario dei segreti del dominio di Amon; Profeta nel tempio di Thutmosi IV[3][4]
Sheikh Abd el-Qurna[5]
XX dinastia (Ramses VIII)
a ovest della TT44 e non lontano a sud della TT23
Biografia
Bekenamon, Prete wab di Amon, fu suo padre, Esi sua moglie. Hori, detto Karo, e Ramosi furono suoi fratelli.
La tomba
L’ingresso bloccato della TT113 oggi
Amenhotep I ed Osiride con i quattro figli di Horus mentre ricevono le offerte di Kynebu. British Museum EA37993 e EA37995
La tomba consta di una piccola sala trasversale sulle cui pareti è rappresentato il defunto a banchetto e in atto di offertorio a Osiride, Amenhotep I, alla regina Ahmose Nefertari e al pilastro Djed. Segue la processione funeraria, con il trasporto di scrigni e sarcofago su una barca, e scene di rituali sulla mummia con offerte di cibi e trasporto di suppellettili, nonché danzatori nubiani, suonatrici di lira, di flauti, suonatori di arpa e cantanti. Il defunto e la moglie in offertorio di Ptah-Sokaris.
Ahmose Nefertari riceve le offerte di Kynebu. British Museum EA37994
La tomba è stata grandemente danneggiata dopo il ritrovamento; sopravvivono un gruppo statuario usurpato da Kinebu al Museo August Kestner di Hannover e frammenti dei dipinti murali conservati al British Musuem di Londra.
Il gruppo statuario risalente alla XVIII Dinastia ed usurpato da Kynebu. Il drappeggio sul petto della figura maschile è stato aggiunto per adattarla alla moda del periodo di Kynebu. August Kestner Museum cat. 2945
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Porter e Moss 1927, p. 230.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 230.
Porter e Moss 1927, pp. 230-231.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.
Menkheperreseneb: Primo Profeta di Amon; Ashefytemwaset: Profeta di Amon “Grande in Maestà”
Sheikh Abd el-Qurna
XVIII (Thutmosi III) e XIX dinastia(Periodo ramesside)
a nord-ovest della TT38 e a nord della TT41
Biografia
Di Menkheperreseneb, vissuto durante la XVIII dinastia, è nota anche un’altra tomba, la TT86; da quella è possibile risalire al nome del padre, Amenhemet, mentre Taonet, Nutrice reale, fu sua madre. Per quanto riguarda l’usurpatore Ashefytemwaset, XIX dinastia, dalla TT112 è possibile ricavare il nome del padre, Pentawer, e quello della moglie Mutemwia.
La tomba
Menkheperreseneb e la moglie, non nominata, davanti al tavolo delle offerte. Da: “The Tomb of Menkheperrasonb, Amenmose and Another” Davies & Davies, 1933
La tomba si sviluppa secondo lo schema planimetrico tipico delle tombe del periodo a “T” rovesciata. Un corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[5]) restano pochi frammenti leggibili tra cui il nome di Ashefytemwaset, dà accesso ad una sala trasversale sulle cui pareti è effigiato (2) Menkheperreseneb in atto di offertorio mentre, poco oltre (3), un uomo e alcune donne offrono fiori a Menkheperreseneb e a sua madre; in un altro registro, alcuni preti dinanzi al titolare e alla madre seduti con scimmie che si nascondono sotto le sedie. Segue (4) scena di adorazione di Osiride da parte di Menkheperreseneb e della madre; poco oltre (5), su tre registri sovrapposti, il defunto (Menkheperreseneb) e la madre a banchetto in presenza di musicisti, la preparazione di cibi e bevande che il defunto offre ai nonni materni. Seguono, in tre registri (6), liste di offerte e rituali connessi con la festa dei giorni epagomeni(dipinti e testi usurpati da Ashefytemwaset) e la processione funeraria che continua in altra parete (7).
Menkheperreseneb e le offerte agli dei. Da: “The Tomb of Menkheperrasonb, Amenmose and Another” Davies & Davies, 1933
Un breve passaggio conduce ad una camera quasi perpendicolare alla precedente sulle cui pareti (8) è riportata, su quattro registri, la processione funeraria verso la Dea dell’Occidente (Hathor), con scene di Ashefytemwaset e di familiari in adorazione di alcune divinità sovraimposte a precedenti dipinti. Segue il trasporto del sarcofago, il pellegrinaggio ad Abydos, rappresentazioni di statue, vasi e scrigni e scene di danze rituali. Poco oltre (9) preti opearno rituali dinanzi a Menkheperreseneb e a sua madre. Un dipinto parietale (10), molto probabilmente di epoca ramesside, rappresenta gazzelle e tori (?), nonché preti e suppellettili funerarie, nonché scene del funerale e una falsa porta.
Parete orientale, lato sud: Menkheperreseneb e la madre Taonet ricevono offerte ed ascoltano quattro suonatrici di sistro, mentre nel registro inferiore siedono con il padre e la nonna del sacerdote davanti ad una banchetto a cui partecipano quattro ospiti femminili, a sinistra. Da: “The Tomb of Menkheperrasonb, Amenmose and Another” Davies & Davies, 1933
Un altro breve corridoio adduce ad una camera più interna in cui si pare una nicchia con graffiti di epoca ramesside (11).
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 175.
Porter e Moss 1927, p. 229.
Porter e Moss 1927, p. 229-230.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 229-230.
Scriba del dominio di Amon; capo della casa di Amon; prete “wab”[5] di Sekhmet
Sheikh Abd el-Qurna
XIX dinastia(Ramses II)
nella piana, nello stesso cortile delle tombe TT50e TT51
Biografia
Simut, Capo dei Disegnatori di contorni, fu suo padre, Wuiaj sua madre e Iuy, Cantatrice di Bubasti, sua moglie.
La tomba
La tomba, di forma irregolare, con una sala trasversale non completa, benché decorata, nel lato a est e una camera interna che devia dalla perpendicolarità tipica delle tombe a “T” rovesciata del periodo, si trova in un cortile in cui si aprono gli accessi anche alle tombe TT50 e TT51. Un corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie, nonché un inno a Ra, dà accesso alla sala trasversale su cui sono riportati brani del Libro delle Porte, nonché della Confessione negativa del defunto in presenza degli dei dell’Ogdoade mentre si procede alla pesatura dell’anima; sono inoltre rappresentati i Campi di Iaru. Un corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie purificati da preti, porta alla camera più interna.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 229.
Porter e Moss 1927, p. 227.
Porter e Moss 1927, p. 229.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità
L’interno della TT110 Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Biografia
Pesediri, fu suo padre, Keku sua madre e Baket sua moglie.
La tomba
Il cortile antistante la TT110 prima e dopo l’intervento di recupero a cura dell’American Research Center in Egypt (ARCE). Foto: Ayman Damarany
La tomba presenta un doppio ingresso, da un breve corridoio che si apre in una corte e dalla vicina tomba TT42. Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale, secondo lo schema planimetrico tipico delle tombe del periodo a “T” rovesciata. In un dipinto (1 in planimetria[5]) il defunto ispeziona la preparazione del vino; segue una stele (2) con inno ad Amon e Ra-Horakhti[6] e (3) una falsa porta con testi di offertorio agli dei.
I danni strutturali subiti dalla tomba con lo slittamento di una parte della parete che “divide” i cartigli di Hatshepsut. Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Poco discosto (4) il defunto offre mazzi di fiori al faraone Thutmosi III. Oltre il corridoio che adduce ad una camera perpendicolare alla prima, il defunto (9) offre fiori ad Hatshepsut (?) seduta sotto un chiosco, seguono (8) un uomo in offertorio dinanzi a Osiride e (7) una stele con testo autobiografico. Ripartiti su quattro registri sovrapposti (6) alcuni offerenti dinanzi al defunto che (5) a sua volta compie riti di offerta su un braciere.
Un breve corridoio, sulle cui pareti (10) sono riportati testi dedicatori a Thutmosi III, adduce alla camera perpendicolare. Qui, su quattro registri sovrapposti (11), il corteo funebre e il defunto che offre libagioni a Osiride; sulla parete opposta (12) il defunto ispeziona i portatori di offerte e una processione con suonatori di tamburo e di liuto. Un altro corridoio (13) con resti di testi sacri, dà accesso ad una sala pressoché quadrata con soffitto sorretto da due pilastri.
L’interno della TT110 dopo il consolidamento del soffitto. Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 227.
Porter e Moss 1927, p. 227-228.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 227-228.
[6] Tale inno è almeno in parte esattamente replicato nella tomba TT164.
Sindaco di Tjeny (Thinis); Supervisore dei profeti di Inherit (Onuris), Tutore di Amenhotep II
Sheikh Abd el-Qurna
XVIII dinastia (Thutmosi III)
a nord della TT23 e della TT106
Biografia
L’importanza di Min è ricavabile dai titoli a lui assegnati[5] e, in particolare, dall’incarico devolutogli, durante il regno di Thutmosi III, di tutore del principe ereditario destinato a succedere al padre con il nome di Amenhotep II[6]
E che non si sia trattato solo di un incarico onorifico, sarebbe attestato da alcuni dipinti parietali e, segnatamente, da quello in cui (n.ro 5 in planimetria) il futuro Amenhotep II siede, bambino, sulle ginocchia di Min e, poco oltre, quest’ultimo che insegna ad Amenhotep II a tirar d’arco nel cortile del palazzo di Tienj (Thinis) con ciò sottolineando che effettivamente il principe abbia trascorso alcun tempo con il suo tutore[7].
Min insegna il tiro con l’arco al giovane principe
Il principe Amenhotep, anche in altri rilievi, è inoltre sempre indicato con il titolo sa-neswt, ovvero “figlio del re” e mai come sovrano; ciò indicherebbe che Min morì precedentemente alla sua assunzione del trono.
Il futuro Amenhotep II in braccio a Min. Da: Virey, P. (1889): Sept tombeaux thébains.
Uniche notizie biografiche ricavabili della TT109 sono i nomi della madre del defunto, Say, e del figlio Sebkmosi.
La tomba
L’ingresso della TT109 con sopra l’abitazione di Norman e Nina de Garis Davies
La tomba si presenta costituita da un cortile[8], un corridoio e una sala trasversale, secondo la planimetria tipica delle tombe di questo periodo. In una planimetria risalente al 1888-1889 di Philippe Virey[9] sulla parete nord della sala si apriva una sola cappella nell’angolo ovest; nella planimetria riportata da Porter e Moss le cappelle sono due, con una seconda nell’angolo est; dal 1996, e oggi, dopo gli scavi della missione italo-spagnola del 2013-2014, si è aggiunta una terza cappella in posizione centrale. Nell’angolo est, inoltre, si apre l’ingresso alla tomba TT327.
Nel cortile si trovano i resti di una stele (1 in planimetria[10]) con rappresentazione, in due registri sovrapposti, del defunto e della madre in offertorio ad alcune divinità. Sulle pareti del corridoio di accesso (2) il defunto in atto di uscire dalla tomba; sulle pareti della sala trasversale (3) il defunto, accompagnato da tre file di parenti, in atto di offertorio nel tempio, per conto di Thutmosi III, alla presenza di musicisti (suonatrici di sistro e cantanti) e di tre portatrici di flabello. Poco discosto (4), in due registri sovrapposti il defunto ispeziona un edificio della sacra barca (?), mentre il figlio Sebkmosi offre fiori anche alla madre Say che,a sua volta, ispeziona un giardino. IN altra scena contigua (5), su quattro registri sovrapposti, il defunto ispeziona e contabilizza prodotti vari, in qualità di tutore, tiene il piccolo Amenhotep II sulle ginocchia e, poco oltre, lo assiste in lezioni di tiro con l’arco nel cortile del suo palazzo di Tienj (Thinis); nell’angolo inferiore della sala (6 – 7), i resti di due statue e di un lungo testo; seguono (8) scene del defunto che ispeziona la sua tomba e, su cinque registri (9), il figlio Sebkmosi che offre fiori al defunto e alla di lui madre in presenza di musicisti (liutiste, danzatrici, flautiste, suonatrici di tamburello, un arpista maschio ed un suonatore di arpa da spalla). Alcuni dipipnti sono illeggibili, (10) forse il defunto in atto di offrire libagioni di incenso, (11) il defunto, la madre (di cui è riportato il nome tuttavia illeggibile) e altri familiari a pesca e a caccia, (12) portatori di offerte e (13) portatori di prodotti delle terre paludose tra cui alcune cicogne.
Cono funerario di Min. Petrie Museum
Un breve corridoio, sulle cui pareti (14) i resti di dipinti del defunto in atto di recare offerte a divinità non identificabili e di testi, dà accesso alla cappella ovest sul cui fondo (15) si trovano i resti di quattro statue; nella cappella est (16) alcuni preti in processione e (17) scene di caccia ad animali selvatici nel deserto.
Proprio sopra la TT109 si trovava l’abitazione di Norman e Nina de Garis Davies.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 226.
Porter e Moss 1927, p. 226-227.
Kampp 1996.
Porter e Moss 1927, p. 226-227.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]Dalle iscrizioni parietali di TT109, ma anche da molti coni funerari a lui intestati: Sindaco di Tienj (Thinis), Sindaco delle Oasi, Supervisore dei Profeti di Osiride e di Onuris, Tutore di Amenhotep II, Portatore dei Sigilli del re dell’Alto e Basso Egitto, Supervisore dell’esercito della riva occidentale, Amministratore Capo del Signore delle Due Terre, Capo sorvegliante del sud, Scriba.
[6] Sul ruolo di Min come tutore del principe che diventerà Amenhotep II si veda anche: Roehrig, Catharine Hershey. “The Eighteenth Dynasty titles royal nurse (mn’t nswt), royal tutor (mn’nswt), and foster brother/sister of the Lord of the Two Lands (sn/snt mn’n nb t3wy)). University of California, Berkeley, 1990..
[7]Tale scena, inoltre, venne già ricopiata in occasione della realizzazione della “Description de l’Égypte” (1808-1809).
[8]In cui si aprono anche gli accessi alle tombe TT23 e TT106