Cose meravigliose, Tanis

I BRACCIALI DI PSUSENNES I DONATI DA MUTNODJEMET

Di Andrea Petta

Museo Egizio del Cairo, JE 85760 e 85761

Tra i bracciali di Psusennes I, questi sono forse i più particolari, sia per la foggia sia per la “provenienza”.

Con un diametro esterno di 6.1 cm ed un’altezza di 4.5 cm, sono formati da sette anelli sovrapposti di circa 6 mm di diametro, divisi in semi anelli dalla chiusura a scomparsa e dalla cerniera sul lato opposto, composte entrambe da tre tubuli verticali a piccoli anelli.

In oro massiccio, pesano 128 grammi ciascuno.

All’interno degli anelli 3 e 5 è inciso un testo su due righe in geroglifici, che riporta il proprietario (“Il Re, il Signore delle Due Terre, il Primo Profeta di Amon-Ra, il Re degli Dei, Figlio di Ra, Psusennes, amato da Amon”) e colei che l’ha donato: “Fatto per la Sua Maestà dalla Grande Sposa Reale, Signora delle Due Terre, Mutnodjemet”.

Si vede all’interno degli anelli 3 e 5 l’iscrizione di Mutnodjemet

Sappiamo quindi da questa iscrizione che i bracciali furono donati a Psusennes dalla moglie e sorella Mutnodjemet. Da notare però che Montet, anche a causa di altre iscrizioni della tomba e di un altro bracciale, aveva interpretato la scritta come “…Psusennes Amato da Amon, NATO DALLA Grande Sposa Reale…” attribuendo a Mutnodjemet il ruolo di madre del Faraone. Tuttora il ruolo di Mutnodjemet è oggetto di discussione tra gli esperti.

La foto originale di Montet della coppia di bracciali

Comunque stessero le cose, Mutnodjemet sembra ricoprire un ruolo importante alla morte di Psusennes, o che la sua memoria sia venerabile in quella data. La sua tomba era a fianco di quella di Psusennes, ma lei in quella tomba non c’è, e forse non c’è mai stata.

Ma allora, cosa è successo a Mutnodjemet? Cercheremo più avanti di capirlo

FONTI:

Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):

Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)

Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti

Cose meravigliose, Tanis

I BRACCIALI AD ANELLO DI PSUSENNES I

Di Andrea Petta

Museo Egizio del Cairo, JE 85160/85167

È una delle coppie più famose di bracciali di Psusennes I; di forma ad anello semplice, in oro e lapislazzuli, hanno un diametro esterno di 7,6 cm e sono formati da due “sezioni” disuguali, incastrate l’una nell’altra e chiuse da un fermo sempre in oro.

Il bracciale è cavo per ridurne il peso, ed ha una decorazione costituita da un fregio che orna la parte superiore ed inferiore a onde dorate su fondo blu probabilmente di ispirazione cretese. Il blu dei lapislazzuli evocherebbe qui le acque primordiali da cui si formano le onde d’oro, la carne degli dei.

Il dettaglio della lavorazione

Sulla parte centrale un’iscrizione intarsiata anch’essa in lapislazzuli invoca “Vita al Re dell’Alto e Basso Egitto, Signore delle Due Terre, Aakheperre Scelto da Amon, dotato di vita come Ra, eternamente. Vita al figlio di Ra, maestro delle apparizioni, Psusennes Amato da Amon, dotato di vita come Ra, eternamente”.

Le foto ufficiali di Montet, sulle quali si vedono bene le iscrizioni sul lato esterno

All’interno questi bracciali recano solo un simbolo per identificare il sinistro (“iabt”, oriente) dal destro (“wnmy”, occidente) seguendo l’abitudine egizia di orientarsi verso sud ed avere quindi l’est a sinistra e l’ovest a destra. Curiosamente, però, i due bracciali erano stati invertiti sulla mummia del Faraone.

La trascrizione del decoro e delle iscrizioni effettuata da Montet
La foto ufficiale del Museo Egizio

FONTI:

Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):

Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)

Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987

Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti

Cose meravigliose, Tanis

I BRACCIALI IN ORO E LAPISLAZZULI DI PSUSENNES I

Di Andrea Petta

Museo Egizio del Cairo, JE 85779 e 85780. Oro e pietre dure. Lunghezza aperto 23.5 cm, altezza 4.5 cm

Pierre Montet scrisse nei suoi resoconti degli scavi a Tanis che

La mummia, tutta vestita d’oro, riposava nella sua bara d’argento con le sue sei collane, ventidue braccialetti da polso, quattro braccialetti al ginocchio e alla caviglia, pettorali, scarabei e amuleti, copridita e sandali d’oro, più di trenta anelli, e tutto di splendido gusto

Alcuni oggetti sono straordinariamente moderni nel loro stile, come questa coppia di bracciali in oro e lapislazzuli. Furono ritrovati aperti, all’altezza delle ginocchia del Faraone (uno addirittura completamente a pezzi), e non è stato possibile determinarne la posizione originale, anche se è possibile che fossero indossati sotto al ginocchio.

Sono suddivisi in quattro sezioni dalla chiusura e da tre cerniere, costituite da piastre verticali di 35 mm di altezza; ogni sezione è formata da cinque elementi a mezzaluna, alternativamente in oro e lapislazzuli incastonati in oro. Ogni elemento è indipendente, agganciato alle piastre verticali con piccole cerniere in oro, un lavoro incredibilmente raffinato.

Il bracciale aperto e chiuso

Le piastre riportano i cartigli del Faraone (Psusennes Miamon) alternati al titolo di primo Profeta di Amon all’esterno, dove sono incisi su un fondo blu lapislazzulo. All’interno troviamo invece ripetuto per quattro volte “Nato dal Sommo Sacerdote di Amon, Nesbanebdjed (Smendes I)”, che in realtà fu suo nonno.

La discendenza da Smendes I ribadita all’interno dei bracciali

La chiusura era con uno spillone che attraversava i piccoli tubuli delle cerniere principali, perfettamente mimetizzata con le altre piastre.

I bordi superiore e inferiore del bracciale sono costituiti da perline tubolari, infilate orizzontalmente, sempre alternate tra oro e lapislazzuli. Nel simbolismo egizio sappiamo che l’oro costituiva la carne degli dèi, mentre il blu dei lapislazzuli evocava sia il cielo stellato che l’oceano primordiale.

I bracciali nelle foto di Montet; da notare quello ritrovato completamente “smontato”

FONTI:

Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):

Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)

Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987

Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti