Alabastro, Materiali

L’ALABASTRO

A cura di Stefano Argelli

Forse una delle rocce più affascinanti per il suo aspetto traslucido, l’alabastro egiziano o alabastro calcareo orientale. Alcune volte chiamato anche travertino, nelle didascalie di vari oggetti di questo bellissimo materiale. Sono tutte e due rocce di origine sedimentaria, fatto sta che geologicamente l’alabastro egiziano é descritto come travertino a fascia compatta o pietra calcarea stalagmitica. Quindi si sintetizza in travertino. Ne esiste anche una specie di colore bianco, presente in Italia più pregiato di tipo gessoso, nelle zone di Castellina Marittima (PI) e Volterra (PI), quindi il termine alabastro é generico. ma qui si parla di Egitto ed egizi. Tipologia di roccia: Sedimentaria

Nome scientifico: Spoleotema

Nome storico: Alabastro egizio.

Durezza scala di Rosiwal (un evoluzione della scala Mohs, più scientifica) 1,5. Sotto solo il talco (steatite)

Descrizione macroscopica: Roccia calcarea caratterizzata da un aspetto traslucido dovuto alla sua natura cristallina e da una regolare alternanza di bande, da bianche a giallo arancio. Dovuta a variazioni nelle condizioni di precipitazione chimica della calcite in ambiente carsico.

Descrizione microscopica: La roccia é costituita interamente da calcite in cristalli plurimillimetrici allungati organizzati in livelli più limpidi e altri più torbidi per la presenza di numerosissime piccole inclusioni.

Inquadramento geologico: L’alabastro egizio si è formato in vene e sistemi carsici all’interno di calcari ecocenici, in seguito all’intrusione di magmi basaltici durante il Miocene inferiore (23-16 milioni di anni) contemporaneamente all’inizio della formazione del Mar Rosso, si è avuta circolazione di acqua ad alta temperatura che ha portato alla precipitazione della Calcite all’interno di vene e circuiti carsici.

Le cave: L’alabastro veniva cavato principalmente nel deserto orientale, in un area conosciuta come Alabastrites (Wadi-el Garawi), altri siti secondari si trovano lungo il corso del Nilo: Wadi Araba, Wadi Umm Agrub, el Qawatir, Wadi-el Barshawi, Hatnub e Wadi Assiut.

Principali impieghi: A causa del suo aspetto traslucido l’alabastro ha esercitato un attrazione irresistibile sugli antichi egizi, che lo hanno utilizzato in ambito funerario per realizzare vasi cosmetici, canopi e oggetti del corredo, ma anche per altari e pavimenti di templi. L’impiego nella statuaria resta marginale ma costante dall’antico regno all’epoca Tolemaica, soprattutto per statue di piccole dimensioni. Metterò solo tre foto di bellissime statue in Alabastro e alcune della roccia.

Fonte; museo egizio Torino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...