A cura di Grazia Musso
Quest’opera predinastica è uno dei capolavori degli inizi dell’arte egizia.
Il manico d’avorio di ippopotamo presenta già alcune delle caratteristiche peculiari dell’arte egizia successiva: su un lato la successione degli eventi si svolge su registri successivi, e mostra la lotta fra due gruppi umani; nei registri in basso i cadaveri si vedono contorti frale navi.
Sull’altro lato un personaggio barbuto in abiti mesopotamici ( probabilmente ispirato da raffigurazioni su sigilli) riflette il tema del genio, o l’eroe, che doma le fiere.
Al di sotto si vedono cani domestici, leoni e stambecchi.Naqada II ( 3800-3200).
Avorio, altezza cm. 25,5.Parigi, Museo del Louvre.
Fonte : Antico Egitto di Maurizio Damiano



