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I SACRIFICI UMANI NELLA I DINASTIA

A cura di Patrizia Burlini

La morte del sovrano nella I Dinastia era un momento di grande dolore e sconvolgimento: sembra accertato infatti che il sovrano fosse accompagnato nel suo ultimo viaggio da decine se non centinaia di familiari e cortigiani. Si trattava di un momento di grande dolore per tanti, inclusa la famiglia reale che perdeva non solo il faraone ma anche , probabilmente, molti familiari, amici , cortigiani, ancelle con cui aveva condiviso gran parte della propria vita.

La pratica di porre delle vittime sacrificali nella tomba del re iniziò con il faraone Aha o Menes, successore di Narmer, I Dinastia, 3100 a.C. : circa 50 persone accompagnarono il sovrano nel suo ultimo viaggio. Con loro furono sacrificati degli asini, come bestie da soma, e 7 giovani leoni maschi, simbolo della forza e coraggio del re. Flinders Petrie individuò le seguenti sepolture secondarie ad Abydo:

  • Aha (Menes) Nr 48
  • Djer (Zer): Nr 595
  • Djet (Zet) nr 338
  • Merneith nr 121
  • Den nr 121
  • Azab nr 63
  • Semerkhet nr 69
  • Qa nr 26

I corpi furono trovati sepolti in posizione fetale, come nelle sepolture predinastiche, in casse di legno. L’interno delle casse era riempito di sabbia bianca. Secondo Flinders Petrie la posizione di alcuni corpi indicava che alcuni di loro furono sepolti vivi (es. tomba 537: l’uomo ha le caviglie legate ai fianchi e si trova a faccia in giù, come se fosse stato gettato dall’alto; altri hanno le mani che coprono la bocca). Le analisi condotte sugli scheletri mostrano che la maggior parte degli occupanti delle tombe era in buona salute e di mezza età. Erano ben nutriti e furono seppelliti nello stesso momento. Non è stato provato che le vittime sacrificali fossero membri della famiglia reale, in particolare i fratelli del sovrano deceduto, ma l’evidenza data dalla buona nutrizione suggerisce che fossero dei membri dell’élite e della corte, mentre la morte di uomini giovani suggerisce che potessero essere potenziali rivali del successore del sovrano. Non sappiamo esattamente come queste povere persone morirono ma la maggior parte dei corpi non mostra alcun segno di lotta.

Matthew Adams , direttore del Albright Institute of Archaeological Research a Jerusalem e presidente dell’American Archaeology Abroad, ha avanzato l’ipotesi che queste persone si siano suicidate con il cianuro. Le donne erano sepolte nelle immediate vicinanze della tomba, mentre gli uomini lungo il perimetro del recinto sepolcrale. I loro nomi erano scritti su delle piccole stele poste nella tomba o in colore rosso nei i muri interni della tomba. Benché sacrificate, queste persone furono seppellite con tutti gli onori, in tombe ricche di suppellettili e dei segni di potere che li avevano contraddistinti in vita: sigilli, armi, utensili, ornamenti.

Nel caso di Djer almeno l’85% dei defunti era composto da donne. Due di loro erano sicuramente delle personalità importanti, forse delle regine. Furono trovati sepolti anche due nani, probabilmente favoriti a corte. Una carneficina agghiacciante: uomini, donne e bambini la cui vita terminò tragicamente assieme al loro sovrano e a cui fortunatamente si mise fine con la II Dinastia.

Fonti:

  • Kara Cooney, When Women ruled The world, Washington, National Geograohic, 2018W.M.
  • Flinders Petrie, tombs of the Courtiers and Oxyrhynkhlos, London, British School of Archaeology in Egypt, 1925
  • John Galvin, “New Evidence Shows That Human Sacrifice Helped Populate the Royal Ciry of the Dead”, National Geographic, April 2006

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