Filosofia

LE MASSIME DI PTAH-HOTEP

A cura di Piero Cargnino

Si, oggi più che mai sarebbe utile che tutti, ma principalmente coloro che rivestono incarichi importanti, conoscessero anche soltanto alcuni degli insegnamenti che quasi 5000 anni fa gli antichi egizi impartivano ai loro figli. Insegnamenti che, sotto un’altra forma, molti di noi non hanno ricevuto o non hanno capito, o pur conoscendoli non li mettono in pratica. Oggi mi voglio dedicare alla letteratura antico egizia ma non quella normale, quella cosiddetta “Sapienziale”. Con la letteratura religiosa quella sapienziale concorre a formare l’immagine dello stato, tanto nel suo profilo ideologico quanto in quello, morale e civile, del buon cittadino. A differenza della scrittura dei testi religiosi, i documenti sapienziali sono esplicitamente definiti nella loro natura dalla parola di apertura, che è appunto “insegnamento”, dalla diretta menzione del (presunto) autore, e del destinatario della sua opera, in genere designato come “figlio”.Questi insegnamenti sono giunti fino a noi contenuti in una serie di papiri, detti per l’appunto, “Sapienziali” consistenti in “Insegnamenti di un padre a suo figlio”. Il più completo di questi papiri, la cui lettura (della traduzione) consiglierei a tutti, è il “Papyrus Prisse” (Parigi, Bibl. Nat. De France) la cui stesura risale alla XII dinastia (circa 1990-1785 a.C). Il papiro contiene le “Massime di Ptah-Hotep” (o Istruzioni di Ptah-Hotep) antico scritto letterario composto appunto da Ptah-Hotep, visir sotto il regno del faraone Djedkara Isesi, V dinastia (circa 3000-2500 a.C.). In esso viene evidenziata perfettamente la mentalità dei maestri di saggezza vissuti nell’Egitto del terzo millennio a.C. Sono un esempio di convivenza civile che ci giunge da molto lontano, si tratta di imparare a vivere secondo la nozione fondamentale dell’esistenza, nell’antico Egitto secondo Maât, e perché no, anche oggi. Uno degli scopi principali è quello di istruire i giovani ad adottare un comportamento adeguato. Il visir spiega che le ragioni che lo hanno spinto a scrivere il testo sono quelle di trasmettere ai propri figli, ma in generale a tutti, la saggezza e l’esperienza dei suoi antenati che giunge per mezzo delle “parole ascoltate dagli dei” e non come una legge divina rivelata. E’ necessario per ciascuno di noi imparare ascoltando tutti e sapendo che la conoscenza umana non è mai perfetta. L’avidità è la base di ogni male e deve essere evitata, mentre la generosità verso la famiglia e gli amici, è lodevole. La scalata sociale deve essere accettata come dono degli Dei e può essere mantenuta accettando la precedenza dei propri superiori. Il saggio visir parla dell’uniltà e della scoperta di parole perfette. Ptah-Hotep raccomanda a suo figlio: << Non sia invano il tuo cuore a causa di ciò che sai; prendi consiglio con l’ignorante e con lo scienziato, perché non si raggiunge il limite dell’arte e non c’è artigiano che abbia acquisito la perfezione. Una parola perfetta è più nascosta delle pietre preziose; eppure si trova nei pressi dei servi che lavorano al mulino di pietra >>. Riporto nel seguito alcune delle “Massime di Ptah-Hotep”, se ne avete voglia, leggetele pensando che erano attuali già 5000 anni fa.

“L’ascolto, beneficia l’ascoltatore”.

“L’uomo ignorante che non ascolta, non apprende nulla. Egli equipara la conoscenza all’ignoranza, l’inutile al dannoso. Egli fa tutto ciò che è detestabile, così la gente si arrabbia con lui ogni giorno”

“Meraviglioso il figlio che obbedisce a suo padre!”

“Che il tuo cuore non sia mai inutile a causa di quello che sai. Prendi consiglio dall’ignorante così come dal saggio……..”

“Parla solo quando hai qualcosa da dire”.

“Quanto a voi, insegnate al vostro discepolo le parole della tradizione, in modo che possa fungere da modello per i figli dei potenti, che possono trovare in lui la comprensione e la giustizia di ogni cuore che parla a lui, dal momento che l’uomo non è nato saggio”.

Fonti e bibliografia:

  • Edda Bresciani, ”Letteratura e poesia dell’antico Egitto. Cultura e società attraverso i testi”, Einaudi Tascabili, 2007
  • Miriam Lichtheim, “Ancient Egyptian Literature”, Vol. I, University of California Literature, 1973
  • Christian Jacq, “The Living Wisdom of Ancient Egypt”, Simon & Schuster, 1999
  • Nicolas Grimal, “A History of Ancient Egypt”, Blackwell Publishing, 1992).

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