Arti e mestieri, Materiali

IL BRONZO E LO STAGNO

A cura di Sandro Barucci

Trascorrendo i secoli , il bronzo assume sempre più le caratteristiche di composizione che ha ai giorni nostri.

Pubblichiamo qui come esempio lo studio fatto da ricercatori egiziani su 10 statue del Museo del Cairo, datate fra l’ottavo ed il primo secolo a.C. L’immagine in alto raffigura Nefertem, qui sotto il sommario delle altre statue con le analisi metallografiche (eseguite con moderne tecniche senza toccare i manufatti).

La percentuale di Stagno rispetto al totale riveste un ruolo importante nei risultati che si vogliono ottenere: come già detto , a partire dall’ 1% aumenta la durezza e la tenacia della lega ; mediamente ai nostri giorni i risultati sono ottimizzati con una percentuale di 9-10 % circa. Questa proporzione ha anche il risultato di abbassare il punto di fusione , e l’aggiunta di piombo che si nota, ha l’ulteriore effetto di aumentare la fluidità della colata , due dati importanti per chi realizza una statua. Si vede nella tabella come i capimastri fossero già ben consapevoli del da farsi.

Aumentando ulteriormente la percentuale di stagno oltre il 15% , la lega diventa più dura ma più fragile , e si arriva al sonoro “bronzo per campane” ; si vede in tabella che questo effetto viene giustamente evitato.

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