Nubia

IL JEBEL BARKAL

A cura di Stefano Argelli

L’area archeologica del Jebel Barkal, ai cui piedi si sviluppò il centro di Napata, nell’antica Nubia, si trova nell’odierno Sudan settentrionale, poco meno di 400 km a nord di Kharthum, capitale del paese.

Il sito, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2003 e uno dei più importanti del Sudan, deve il suo nome a una formazione rocciosa in arenaria, il Jebel Barkal (Jebel = montagna in arabo), che domina un territorio pianeggiante e desertico a circa 2 km dalle fertili rive del fiume Nilo. Essa raggiunge un’altezza di quasi 100 metri ed è caratterizzata da un pinnacolo di oltre 70 metri.

Queste caratteristiche fisiche e la rilevante posizione strategica resero l’area del Jebel Barkal di particolare interesse fin dalla metà del II millennio a.C.: infatti, le prime testimonianze della presenza egizia nel sito, con la fioritura della città di Napata e della sua area templare ai piedi della montagna, risalgono al regno di Thutmosi III (XVIII dinastia, 1479-1425 a. C.). Gli Egizi identificarono in Jebel Barkal la dimora del dio Amon e la chiamarono “Montagna Pura”.

Napata mantenne il ruolo di importante centro cerimoniale legato alla regalità sacra anche nei secoli successivi: con la XXV dinastia (chiamata nubiana, 744-663 a. C.), il periodo Napateo (VII-III secolo a.C.) e il periodo Meroitico, le cui ultime attestazioni monumentali nell’area risalgono al I secolo d.C. Università Ca’Foscari Venezia.

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