Iconografia

ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

A cura di Luisa Bovitutti

Le creature fantastiche che popolavano il mondo egizio e Il significato che esse assumevano.

Il loro corpo era la fusione tra diversi animali e gli antichi le ritenevano realmente esistenti poiché fin dal periodo predinastico le rappresentarono accanto ad antilopi e leoni su palette cerimoniali in ardesia e su placche e manici di coltelli in avorio, trovati in particolare a Hierakonpolis o a Naqada.

Le raffigurazioni più comuni avevano ad oggetto grifoni alati con teste di falco e leopardi con collo lungo e sinuoso come un serpente, ispirati a modelli mesopotamici ed oggi definiti “serpopardi”.

Durante il Medio Regno questi animali compositi con funzioni apotropaiche sono stati rappresentati sulle bacchette magiche e sulle pareti delle tombe di alti funzionari di Beni Hasan e Bersheh, che probabilmente avevano appreso della loro “esistenza” dai nomadi del deserto orientale.

Il nomarca Khnumhotep II vi fece dipingere una scena di caccia che raffigurava animali fantastici e che simboleggiava la sottomissione delle forze ostili che minacciavano la valle del Nilo, ed un inventario di uccelli che ne comprendeva anche di mitologici, percepiti come parte dell’ambiente naturale.

In almeno tre tombe tali creature compaiono in un contesto di vita quotidiana; in una un grifone alato è ritratto mentre gioca con dei cani e si distingue solo per le ali sul dorso; in quella di Khnumhotep II un grifone colorato accompagna un uomo e un cane e porta un collare ed un guinzaglio. Si è ipotizzato che questi grifoni “addomesticati” fossero in realtà cani da caccia, che venivano mascherati da grifoni per dare prestigio al loro proprietario o per trasformarli idealmente in cacciatori feroci o leggendari.

Durante il Nuovo Regno si trova ancora rappresentato solo il grifone alato, e durante la dominazione romana le immagini degli animali fantastici rimasero in uso come geroglifici, esempi dei quali si possono trovare nelle iscrizioni sul tempio di Esna, risalente al II secolo d.C.

Nell’immagine particolare della paletta di Narmer risalente al XXXIII secolo a. C. raffigurante due serpopardi.

Fonti: Jimmy Dunn , “Beasts of Ancient Egypt”,

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