Tutankhamon

I COLLARI FLOREALI DI TUTANKHAMON

A cura di Luisa Bovitutti

I COLLARI FLOREALI DAL DEPOSITO DI IMBALSAMAZIONE DI TUTANKHAMON

Questi collari floreali larghi 40 cm. e straordinariamente conservati provengono dal deposito di imbalsamazione di Tutankhamon; essi sono costituiti da file alternate di petali, fiori, foglie, bacche e perline di maiolica blu cuciti su di un supporto di papiro bordato con un panno rosso e venivano fissati al collo di chi li indossava tramite cordicelle di lino.

Sono state identificate foglie di persea e di ulivo di diverse sfumature di verde e d’argento, fiordalisi, papaveri, petali di loto blu, fiori gialli di picris asplenoides e bacche rosso-arancio di withania somnifera, che dovevano necessariamente essere freschi al momento dell’utilizzo, perché diversamente sarebbe stato impossibile fissarli.

Osservando che i fiori inseriti nei collari sbocciano tra la fine di febbraio e la metà di marzo, l’egittologa e botanica tedesca Renate Germer stabilì che il funerale di Tutankhamon si svolse all’inizio della primavera; Rolf Krauss posticipò di poco tale data, collocandola tra marzo ed aprile; visto che il processo di mummificazione durava circa 70 giorni, il giovane re morì tra metà novembre e metà febbraio.

Winlock ipotizzò che questi collari fossero stati indossati dai partecipanti al banchetto funebre, ma oggi si ritiene più probabile che decorassero i sarcofagi o le statue del re, in quanto un collare simile fu trovato da Carter sulla bara più interna di Tutankhamon.

I COLLARI FLOREALI SUI COPERCHI DEI SARCOFAGI DI TUTANKHAMON
FORSE L’ESTREMO OMAGGIO DELLA SUA GIOVANE VEDOVA?

Sul malridotto sudario di lino che copriva il coperchio del secondo sarcofago del re sono state rinvenute due ghirlande floreali: la più piccola di esse circondava l’ureo ed era costituita da foglie di ulivo e da fiordalisi; le foglie erano fissate su di un supporto di papiro in modo da mostrare le due facce alternate e creare così un motivo verde ed argento.

La seconda era formata da quattro strisce di decorazioni floreali: due di foglie di ulivo e fiordalisi, una di foglie di salice, petali di loto e fiordalisi e una di foglie di salice, di sedano selvatico e fiordalisi.

Anche sopra il tessuto di lino rosso che copriva il terzo sarcofago, quello d’oro massiccio, era disposto un collare costituito da nove file di fiori, foglie e bacche cuciti su di un supporto semicircolare di papiro; la prima, la seconda, la terza e la settima fila erano di foglie di palma da dattero, di anelli di maiolica verde e azzurra e di bacche rosse di withania; la quinta di foglie di salice e di melograno, di petali di loto azzurro e di bacche di withania, la sesta di fiordalisi e di fiori di picris, di foglie di melograno e di bacche di persea.

Le ghirlande potevano anche essere poste sulla testa della mummia: già ho parlato della corona di giustificazione, che simboleggiava il superamento del giudizio di Osiride (a questo link: https://www.facebook.com/…/44998…/posts/1105203936949643)

Nella tomba, contro la parete che portava alla camera funeraria, Carter rinvenne anche mazzi di giunchi e rami di persea, che erano stati portati dai dignitari in processione (nella foto se ne nota uno, appoggiato al muro, di fianco alla statua del re).In occasione del funerale e delle feste celebrate nella necropoli, la più importante delle quali era la Bella Festa della Valle (più informazioni a questo link: https://www.facebook.com/…/449981…/posts/666237224179652), era altresì consuetudine offrire ai defunti dei cuscini di fiori composti su di un asse verticale di steli di papiro chiamati “ankh”, ossia ”vita”, che evocavano una speranza di rinascita.

Nel periodo storico è documentato l’uso di fiori di acacia nilotica, centaurea, dofinella orientale, ninfea azzurra, loto, papavero, picris e sesbania; di foglie di persea, salice, aglio, coloquinta e vite; di rami di sicomoro, persea e mirto, di talee di parmelia e di spighe di grano.

In epoca tolemaica e romana vengono utilizzate specie vegetali differenti, alcune delle quali provenienti dalla Persia ed in passato sconosciute in Egitto, come il loto rosa e la rosa, che per il suo profumo sostituì spesso i fiori nelle composizioni funerarie.

Continuarono ad essere utilizzate le foglie di persea, di vite, di olivo e di salice, e fanno il loro ingresso le fibre di palma da datteri e di gramigna, le canne, i giunchi, i baccelli ed i gambi di sesbania, i frutti del lichene, i gambi del terebinto, i rametti del rosmarino e della maggiorana, le foglie del cedro, del banano e del lauro, i fiori di amaranto, sempreviva, rosa di Gerico, i frutti ed i gambi della ferula, i grani di tassia, la lavanda.

FONTI:

Tutte le fotografie in bianco e nero sono state scattate da Burton all’epoca della scoperta della tomba.

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