C'era una volta l'Egitto

IL FARAONE WENEG

Di Piero Cargnino

Weneg è il quarto re della II dinastia il cui nome del trono era Wenwg-Nebty.

Nelle liste di Abidos e di Saqqara viene riportato con il nome di Wadjnas mentre Sesto Africano ed Eusebio da Cesarea, riportando Manetone, lo chiamano Tlas. Il nome di questo sovrano compare, scritto con inchiostro nero su frammenti di alabastro e su vasi di scisto. Il suo nome è stato inoltre trovato su diciassette navi undici delle quali sono state rinvenute a Saqqara all’interno delle gallerie che si estendono al di sotto della piramide a gradoni di Djoser. A questo proposito gli egittologi Wolfgang Helck e Francesco Tiradritti affermano che i nomi di Waneg sono stati tracciati successivamente su altre iscrizioni preesistenti.

Il nome del re è rappresentato dal simbolo del cosiddetto “fiore Weneg”, raramente usato nella scrittura egiziana. Il “fiore Weneg” riporta su ciascun lato del bocciolo del fiore tre “tratti” verticali dei quali non si conosce il significato.

Con la morte del re Weneg il simbolo del fiore non viene più utilizzato- Lo si ritroverà poi nei “Testi delle piramidi” che compaiono nella tomba del faraone Teti (VI dinastia) per indicare il cielo: “Figlio di Ra” e nello stesso tempo “seguace del re defunto”. Pare quindi di poter ritenere che il “fiore Weneg” avesse qualche attinenza con il sole ed il culto della morte.

Nonostante tutte le supposizioni va detto che il vero significato del fiore come nome di un re rimane un mistero. Il nome Weneg ha sollevato numerose ipotesi circa il suo significato, ipotesi molto controverse che vedono cimentarsi molti studiosi. L’egittologo tedesco Joachem Kahl sostiene che Weneg sarebbe la stessa persona del re Raneb, questo sulla base di iscrizioni rinvenute su frammenti di un vaso di materiale lavico, trovato nella tomba del re Peribsen  nel quale si vedrebbe chiaramente il nome di Raneb. Inutile dire che tale teoria è oggetto di molte controversie in quanto il frammento di vaso è gravemente danneggiato lasciando quindi ampio spazio a interpretazioni diverse. Un’altra teoria sul re Weneg è stata avanzata da egittologi di fama quali Grimal, Helck ed Emery secondo i quali Weneg andrebbe identificato con Sekhemib-Peribsen in base al presupposto che in realtà questo nome non corrisponda ad un solo sovrano bensì a due, Sekhemib e Peribsen, entrambi pretendenti alla successione di Ninetjer (!). Questa teoria viene osteggiata in quanto i sigilli di argilla di Sekhemib-Peribsen furono rinvenuti nella tomba di Khasekhemwy, ultimo re della II dinastia, pertanto si presume che il regno di Sekhemib-Peribsen doveva essere più vicino a quello di Khasekhemwy. Non mi dilungherei oltre ad esaminare le varie teorie che riguardano questo sovrano in quanto non farebbero che aumentare l’incertezza, già di per se notevole, ma anche perché, indipendentemente da coloro che le avanzano, sono tutte controverse e basate su interpretazioni personali.

Noi cercheremo di restare su quel poco che si sa, iscrizioni su vasi o frammenti che menzionano il suo nome solo in relazione ad eventi cerimoniali, tra questi uno riporta le celebrazioni in occasione della festa del “sollevamento dei pilastri di Horus”, festa citata in molte incisioni sulle barche di Ninetjer, cosa che induce a pensare che il regno di Weneg sia stato molto vicino a quello di Ninetjer.

Per quanto tempo abbia regnato Weneg è un mistero, se si tratta del re che Manetone cita come “Tlas” avrebbe regnato per 17 anni, se invece si tratta del re Wadjnas, come citato nelle liste di Saqqara e di Abidos e, anche se in modo poco chiaro, nel Canone di Torino, avrebbe regnato per 54 anni. Inutile dire che la maggior parte degli archeologi moderni non concorda su nessuna delle due interpretazioni. Secondo le ricostruzioni delle iscrizioni sulla pietra del Cairo, Richard Weill e Peter Kaplony sono del parere che potrebbe aver governato per 12 anni.

E’ stata avanzata un’ulteriore teoria secondo la quale il regno dell’Egitto, una volta unificato ad opera di Hotepsekhemwy, fu nuovamente diviso in due parti dopo la morte di Ninetjer (come peraltro già citato nell’articolo precedente). Questo porterebbe a pensare che Weneg fosse solo un sovrano separato. Questa ipotesi parte dall’analisi delle varie liste dei re, quella di Abidos, sia nei re Thiniti che in quelli Menphiti, cita due nomi come immediati successori di Ninetjer, “Wadjenas” e “Senedj” dopo di che non ne cita altri fino a  Khasekhemwy che chiama Djadjay, in totale per la II dinastia ne cita solo 6. La lista di Saqqara ne menziona 9 ed il Canone di Torino 8.

Il luogo in cui fu sepolto Weneg rimane a tutt’oggi sconosciuto. Per quanto riguarda la ricostruzione storica bisogna prendere atto che questo è un periodo molto oscuro della II dinastia egizia.

Fonti e bibliografia:

  • Maurizio Damiano, “Antico Egitto, lo splendore dell’arte dei faraoni”, Electa, 2001
  • Cimmino, Franco, “Dizionario delle dinastie faraoniche” – Bompiani, Milano 2003
  • Mario Tosi, “Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto”, Ananke, 2012
  • Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Einaudi, Torino 1997
  • Maurizio Damiano-Appia, “Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane”, Mondadori, 1996
  • Nicolas Grimal, “Storia dell’antico Egitto”, Laterza, Bari, 1990
  • Riccardo Manzini, “Complessi piramidali egizi”, Edizioni Kemet 2017 Virgilio Ortega, “L’affascinante mondo dell’Antico Egitto” De Agostini, Novara, 1999

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