Cose meravigliose, Tanis

LA MASCHERA FUNERARIA DI PSUSENNES I

Di Andrea Petta

Oro e pasta vitrea, h 48 cm, larghezza 38 cm.
Museo Egizio del Cairo, JE 85913

È lei.

È quella che è sempre stata “l’altra maschera”. Perché i riflettori sono sempre stati puntati su quella, stupefacente, di Tutankhamon.

È stato il più grande cruccio di Montet fino alla sua morte: che “l’altra maschera” non ricevesse le dovute attenzioni, il dovuto posto tra i capolavori dell’arte orafa egizia; come un padre dispiaciuto perché non vengono apprezzate le doti del proprio figlio.

Il confronto tra le due maschere: nonostante anche Psusennes sia ritratto in età giovanile, il volto di Tutankhamon appare molto più fanciullesco, le guance e gli zigomi pieni e rotondi. Psusennes è chiaramente un adulto imvece.
Le due maschere, divise da quasi tre secoli, si guardano in questo gioco di immagini. Si vede bene l’allacciatura della barba cerimoniale sulla maschera di Psusennes

È composta da due pezzi che si incastrano, uno frontale ed uno dorsale. Copriva completamente la testa ed il torace della mummia, ma non la schiena.

Il retro della maschera, che “termina” all’altezza della nuca

La realizzazione è in lamina d’oro, ma è molto più sottile di quella di Tutankhamon (0.6 mm contro gli 1.5-3.0 mm di quella di Tutankhamon). La sottigliezza della lamina d’oro ha fatto sì che si danneggiasse parecchio nella deposizione del Faraone nella bara d’argento.

La vista laterale completa permette di vedere i danni sul nemes dovuti alla sottigliezza della lamina d’oro

Il Faraone è raffigurato giovane (Psusennes regnò per quasi 50 anni e morì invece in età avanzata). Gli occhi, le sopracciglia ed il laccetto della barba cerimoniale sono incastonati sulla base in oro, e sono in pasta vitrea nera (sclera bianca in calcite). La barba è stata realizzata separatamente ed applicata al volto successivamente.

Le foto “ufficiali” di Montet

Sulla fronte, come sulla bara d’argento, è inserito il solo ureo, sempre in oro.

Il particolare dell’ureo sulla fronte

La decorazione sul petto del Faraone è composta da dodici collane di dischetti, seguite da due serie di foglie ed una di fiori di loto.

Dentro la sua teca, Psusennes sembra guardare melanconico le frotte di turisti che si ammassano nella sala vicina, pensando alla “maledizione di Tanis”

FONTI:

  • Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):
  • Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)
  • Pierre Montet, Les constructions et le tombeau d’Osorkon II à Tanis (1947)
  • Nozomu Kawai, Royal Tombs Of The Third Intermediate And Late Periods: Some Considerations (1998)
  • Foto: Aidan McRae Thomson, Hans Ollermann, Merja Attia, Meretseger Books

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