C'era una volta l'Egitto

IL FARAONE SEKHEMIEB – PERENMAAT

Di Piero Cargnino

Anche qui ci troviamo nel caos più totale, Sekhemieb e Perenmaat sarebbero due re della II dinastia ma anche loro non sono citati, con questi nomi, in nessuna lista reale.

In quella di Saqqara è citato un re di nome Neferkaseker mentre il Canone Reale di Torino lo cita come Naferkasokar e gli attribuisce 8 anni di regno. Ma gli egittologi sono certi che sia esistito un re di nome Sekhemieb, il suo nome compare su alcuni sigilli a rullo oltre che inciso su resti di stoviglie di argilla nella tomba di un certo Perenmaat.

Ora l’assenza di notizie storiche e la mancanza di certezze a riguardo, ha indotto alcuni egittologi a pensare che Sekhemieb e Perenmaat siano in realtà lo stesso faraone.

Il suo nome compare anche su vasi ritrovati nei sotterranei della piramide di Djoser a Saqqara, qui però il nome è seguito da un secondo titolo “In-Khaset” (conquistatore dei paesi stranieri) (mistero).

Secondo Gardiner ed altri egittologi questo faraone non sarebbe altri che lo stesso Peribsen che ad un certo punto del suo regno ha deciso di cambiare nome. Possiamo aggiungere che il nome di questo faraone, Sekhemieb, significa “Possente di cuore” cosa che non denuncia alcun intento bellicoso, non è un nome di guerra e soprattutto non mette in evidenza particolari tratti di crudeltà. Con quel titolo il re parrebbe voler dare il senso di rigore, dovere, e giustizia (di Maat) verso l’ignoto da parte di colui che lo porta. Va peraltro detto che alcuni contestano questa ipotesi affermando che il sigillo che cita il suo nome potrebbe non essere contemporaneo.

Fonti e bibliografia:

  • Toby A. Wilkinson, “Egitto dinastico precocet.”, Routledge, Londra 2001
  • Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Einaudi, Torino 1997
  • Sergio Donadoni, “Storia delle religioni. Le religioni antiche”, Laterza, Roma-Bari 1997  
  • Franco Cimmino, “Dizionario delle dinastie faraoniche”, Bompiani, Milano, 2003
  • Francesco Raffaele, Massimiliano Nuzzolo e Ilaria Incordino, “Recenti scoperte e ultime ricerche in Egittologia”, Harrassowitz Verlag, Wiesbaden, 2010

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