Kemet Djedu

NEFERTITI – Il significato dell’antroponimo

A cura del Docente Livio Secco

Il 6 dicembre 2022 ricorreva il 110° anniversario del ritrovamento del busto di Nefertiti, la celeberrima regina di Akhenaton.

Proviamo ad analizzare filologicamente il suo nome.

Facciamo riferimento ad un reperto custodito al Los Angeles County Museum of Art (5905 Wilshire Blvd., Los Angeles, CA 90036).
Esso è catalogato dal museo americano come “Limestone Fragment with Cartouche of Neferneferuaten Nefertiti; Egypt, New Kingdom, 18th Dynasty, Reign of Akhenaten (1372-1355 BCE); Sculpture; Limestone; 6 3/16 x 2 3/4 in. (15.7 x 7 cm); Gift of Robert Miller and Marilyn Miller Deluca (M.80.199.53); Egyptian Art.

Da notare che, per qualche ragione, il pezzo non è disponibile al pubblico.

Il nome della regina è raccolto all’interno di un cartiglio ed è esposto in verticale. Non si tratta di un vero e proprio Protocollo Reale poiché questo è appannaggio solo del re. In ogni caso il cartiglio, durante la XVIII dinastia, racchiudeva anche il nome della consorte reale.

Nella prima parte leggiamo (lettura da sinistra a destra, da tenere presente la metatesi onorifica):

nfr nfrw itn
[nefer neferu iten]
Nefer-neferu-Aton
Perfetta è la perfezione dell’Aton
Con il senso che la perfezione del disco solare, nella riforma enoteistica di Akheanton, è assoluta.
Nella grammatica egizia l’aggettivo qualificativo “nfr” [nefer] tende ad assumere diversi significati a seconda del soggetto di riferimento.
Se è maschile veicola spesso il concetto di “buono”.
Se è femminile veicola spesso il significato di “bello”.
Se è regale o divino assume spesso la definizione di “perfetto”.
Infatti un dio non può essere né bello, né buono (categorie estremamente limitate): egli è perfetto (categorizzazione assoluta).

Nella seconda parte leggiamo (lettura da destra a sinistra):
nfrt iy.ti
[neferet ii.ti]
(Nefert-iti), Nefertiti
La bella (donna): è arrivata ella.
L’aggettivo “nfrt” [neferet] è qui espresso al femminile, mancando il sostantivo di riferimento è esso stesso un aggettivo sostantivato: “la bella”, ovviamente è sottinteso “donna”.
Il verbo “iy” [ii] ha il significato di “venire, giungere”. In questo caso è accompagnato da un pronome personale terza persona femminile singolare “.ti” [ti] tipico di una forma che noi definiremmo stativo cioè è nella situazione di venire, di accadere.

Ricordiamo che, a causa del significato del proprio antroponimo, “la bella è venuta” ha fatto pensare a molti egittologici che la sposa di Akhenaton fosse di origine straniera. Oggi, questa ipotesi, è considerata del tutto superata.

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