Arte militare

QADESH – L’attendamento della divisione Amon

Di Livio Secco

Come dettaglio nel mio testo, e come ho già descritto nel post relativo all’interrogatorio degli esploratori ittiti catturati, Ramesse avanzò in territorio nemico distanziando di un itrw [iteru] le quattro divisioni di cui disponeva. In ordine sequenziale erano la Amon (comandata da Ramesse stesso), la Ra, la Ptah e la Seth.

Come si vede dalla prima diapositiva, la distanza di un iteru, cioè 10 km circa, che separava una divisione dall’altra era necessaria perché l’esercito egizio doveva esplorare, marciando, la maggior parte di territorio disponibile, non sapendo la corretta ubicazione del nemico.
Contemporaneamente, però, lo spazio era eccessivo qualora una divisione fosse stata attaccata all’improvviso impedendo di essere rapidamente soccorsa dalle altre. Ciò è dimostrato dal fatto che infatti la Ra fu distrutta e la divisione Seth arrivò sul campo di battaglia addirittura il giorno seguente ad eventi compiuti.

In ogni caso, l’attenzione vostra la vorrei focalizzare su come Ramesse si salvò dalla completa disfatta di una battaglia iniziata davvero male con la perdita della Ra sorpresa in ordine di marcia e completamente indifesa e, giocoforza, abbandonata.

Ciò che salvò il faraone fu il corretto studio orografico del territorio con la conseguente perfetta decisione di dove attendare la divisione Amon.

Come si può vedere dalla seconda diapositiva, la migliore ubicazione era esattamente lo spazio tra i due torrenti Nahr es-Sih e Nahr Iskargi avendo alle spalle le paludi formate dall’Oronte.
In questo modo l’anello del campo visivo delle sentinelle era notevolmente ampio e permetteva un ampio margine di allarme. Contemporaneamente l’orografia del territorio realizzava una virtuale recinzione dell’accampamento proteggendolo da ogni lato.
Ricordo che l’accampamento egizio non era assolutamente un “castrum” romano né tantomeno possedeva le sue qualità di difesa passiva.

Il lato meridionale, in realtà, era aperto ed accessibile per la (ri)concentrazione delle forze egizie e per la movimentazione dell’Amon stessa.
È altresì interessante notare che ciò non creava un grave problema in caso di un attacco del nemico che sarebbe risultato concentrato in un unico punto assolutamente prevedibile e facilmente difendibile.

Infatti le cose andarono proprio in questo modo e Ramesse riuscì a salvare sé stesso e una notevole parte del suo esercito.

Le diapositive proposte illustrano sia la conferenza relativa che il libro. Per chi è interessato all’evento bellico il testo è reperibile qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/storia-e…/624937/qadesh/

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