Di Grazia Musso

Per maggiori informazioni sul restauro del tempio di Esna vedi anche: IL RESTAURO DEL TEMPIO DI ESNA
L’ egizia Lunyt e greca Latopolis è un villaggio dell’Alto Egitto in mezzo al quale vi è l’imponente tempio di Esna era dedicato al dio artefice Knum e alla sua controparte femminile, la dea Neith.
Knum è il dio creatore, infatti è il vasaio, colui che nella mitologia crea sulla ruota l’immagine dell’uomo in argilla che poi viene animata dalla potenza divina.
Il tempio è un inno alla sua opera, cioè alla creazione e alla natura.
I capitelli della sala ipostila sono fitomorfi, con papiri e loto i cui colori variano dal rosso al blu, al bianco al verde per rendere più movimentata la scena e variare la ripetizione dello stesso schema.


A Esna i resti visibili del tempio sono circa 9 metri più in basso del livello della città moderna.
Il tempio presenta una struttura classica, ma l’unica parte completamente alla luce è la sala ipostila.
La facciata è formata da 6 colonne con sendidi capitelli, collegati da intercolunni che arrivano più o meno a metà dell’altezza delle colonne.

Le sue pareti sono interamente decorate di rilievi : due inni crittografici a Knum che sono scritti quasi completamente l’uno con il segno geroglifico dell’ l’ariete, l’altro con quello del coccodrillo.
La sala ipostila presenta 24 colonne, il tempio fu ampliato da diversi imperatori romani, a partire da Claudio nel I secolo d. C. fino a Decio nel II secolo d. C., ed è quindi la struttura templare più tarda che si sia conservata in Egitto.

Fatto costruire nel II secolo a. C. dai faraoni Tolomeo VI è Tolomeo VII, ma decorato durante l’impero Romano.
Si tratta quindi di una scrittura geroglifici di una fase finale della civiltà egizia.
Foto Eirestok/Shutterstock
Fonte Rivista Archeologia Viva settembre /ottobre 2003
Fonte e fotografie:
- Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electra
- Egitto 4000 anni di arte – Jaromur Malek – Edizioni Phaifon
- L’arte egizia – Alice Cartocci, Gloria Rosati Scala, Giunti
- Rivista Archeologia Viva settembre/ottobre
- Foto di Wirestok/Shutterstok