La prima donna visir
Di Grazia Musso e Luisa Bovitutti
Biografia.
Inseriamo tra le grandi della storia egizia anche Nebet, una nobildonna vissuta durante la VI dinastia della quale non si sa quasi nulla, se non che era molto vicina al trono, che era definita Figlia di Geb, di Merhu, di Thoth, di Horus, amica unica del Re del Basso Egitto, Ornamento del re, Venerabile del re, Principessa ereditaria, e soprattutto che fu la prima ed unica egizia a rivestire l’incarico di Visir del sud.
Nel 187 a. C. anche Cleopatra Tea Epifane (Cleopatra I, detta Sira) ricevette il visirato dal marito Tolomeo V, ma ella era macedone, in quanto discendente di Seleuco I Nicatore, diadoco di Alessandro Magno, che si battè contro gli altri generali per succedergli e conquistò un impero che si estendeva dall’Anatolia centrale all’Indo.

Nebet era la moglie del nobile di Abydos chiamato Huy o Khuy, il cui padre aveva già rivestito un ruolo di rilievo sotto Teti, ed entrambi compaiono insieme sulla stele ivi rinvenuta detta “di Huy e Nebet”, che risale ai primi anni di regno di Pepi II ed il cui disegno trovate nelle immagini (oggi al museo del Cairo cat. CG 1578).

Nonostante dal tenore dell’iscrizione sulla stele e dalla sua posizione sul lato sinistro della stessa, di solito riservata al personaggio più eminente, si desuma che i suoi titoli sono più elevati rispetto a quelli di Khuy, è rappresentata in scala minore rispetto a lui; da altre fonti peraltro sappiamo che quest’ultimo fu altresì nominato Padre del dio ed Amato dal dio (avendo le sue due figlie Ankhesenpepi I e Ankhesenpepi II sposato Pepi I) ed altresì Sovrintendente della Città Piramidale, un titolo normalmente detenuto dal Visir.

Foto del prof. Mortel, via Wikimedia commons
Anche Nebet ricevette dal regale genero il prestigioso titolo di Visir dopo essere divenuta sua suocera (alcuni studiosi sostengono che fosse la madre solo della più giovane delle due ragazze, mentre Ankhesenpepi I sarebbe nata da un’altra moglie di Khuy) ed in seguito anche suo figlio Djau ricevette analogo prestigioso incarico.
Alcuni ritengono che ella ricevette questo onore e gli ulteriori molteplici titoli perché non era di stirpe reale e necessitava di un lignaggio adeguato, essendo destinata a dare continuità alla dinastia tramite le figlie, madri dei futuri sovrani Merenra Nemtyemsaf I e Pepi II.

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Altri pensano che fu Ankhesenpepi II ad esercitare pressioni sul re affinchè elevasse il rango di sua madre o addirittura che quest’ultima vi provvide personalmente quando divenne reggente in nome del figlio; potrebbe anche essere che Nebet stessa avesse conquistato tale ruolo facendosi apprezzare dal sovrano per le sue qualità e le sue competenze o grazie ad una relazione intima che aveva con lui.
E’ chiaro tuttavia che in assenza di prove si rimane nel campo delle ipotesi.
Gli studiosi inoltre si sono chiesti se ella esercitasse concretamente i poteri derivanti dai suoi titoli, oppure se essi avessero un significato puramente onorifico, mentre le responsabilità gravavano sul solo Khui, il quale, come già evidenziato, sulla citata stele è rappresentato di dimensioni maggiori rispetto a Nebet e da altre fonti risulta parimenti titolato.
Peraltro non risulta che siano esistiti Visir non operativi: l’amministrazione dello stato era molto complessa e il sovrano doveva necessariamente applicare una politica di decentramento, assegnando la supervisione degli affari locali a suoi fidati rappresentanti stanziati al nord ed al sud, che ricevevano i rapporti dagli ispettori loro sottoposti per poi relazionare direttamente a lui.
Sebbene sembri anomalo che Nebet sia stata scelta come visir, occorre notare che gli studi moderni non hanno mai adeguatamente valorizzato il ruolo della donna nell’antico Egitto: nelle Due Terre, infatti, a differenza di quanto avveniva nella maggior parte delle altre civiltà del mondo antico, era titolare di diritti e poteva disporne autonomamente, al pari di un uomo.
Ella era libera di stipulare atti legali, di gestire la propria dote, di ereditare, di rivestire importanti cariche amministrative; molte regine regnarono sull’Egitto in qualità di reggenti per il figlio, ed altre addirittura in proprio, come ad esempio Sobeknofrura, Hatshepsut e Tausert.
Immagine di copertina realizzata con l’IA.
Ringraziamo Andrea Petta e Nico Pollone per il materiale e l’immagine fornitaci.
