Donne di potere

NITOCRIS

La regina Nitocris: personaggio storico o mitologico?


Il lunghissimo regno di Pepi II, negli ultimi anni di vita incapace di governare efficacemente il paese, segnò la definitiva disgregazione dell’amministrazione centrale e la crescita incontrollata del potere dei nomarchi locali, che resero ereditaria la propria carica ed istituirono delle dinastie regnanti parallele a quella ufficiale.

La confusione politica che caratterizzò la fine della VI dinastia ed il tramonto dell’Antico Regno fece sì che non venissero tenute registrazioni delle linee successorie, per cui è oggi difficile stabilire con esattezza chi regnò alla morte di Merenra II, suo figlio ed erede, intervenuta dopo un solo anno di regno.

Erodoto, vissuto nel V secolo a. C., narra che un sovrano egizio (verosimilmente proprio Merenra II) venne assassinato in una congiura di palazzo e secondo Manetone, che visse due secoli dopo, gli sarebbe succeduta sul trono come ultimo sovrano della dinastia la moglie e sorella Nitocris, descritta non solo come la più nobile e la più bella tra le donne, ma anche più coraggiosa di tutti gli uomini suoi contemporanei; a lei viene attribuita la costruzione della “terza piramide”, nella quale sarebbe stata sepolta in un sarcofago di basalto blu.

Lo storico greco aggiunge che dimostrando una ferocia incredibile vendicò la morte del coniuge uccidendo tutti i congiurati: ella li invitò ad un banchetto in una vasta sala sotterranea appositamente fatta scavare, e dopo averli ivi rinchiusi l’allagò convogliando al suo interno le acque del Nilo tramite un apposito condotto e facendoli annegare; in seguito, per sottrarsi alle conseguenze del suo gesto (o, secondo un’interpretazione moderna, per espiare l’offesa alla Ma’at derivante dagli omicidi da lei commessi) si suicido’ gettandosi in una stanza colma di braci ardenti.

Questa vicenda narrata da Erodoto non trova riscontri, in quanto al di là delle citate testimonianze, rese da autori vissuti più di duemila anni dopo la fine della VI dinastia, non esistono fonti egizie che menzionino Nitocris né tracce archeologiche del suo regno, tanto che molti studiosi moderni l’hanno ritenuta una figura mitologica.

Fu l’egittologo Percy E. Newberry ad affermarne la storicità, riaprendo un dibattito ad oggi non ancora sopito, rilevando che il nome dell’ultimo sovrano della VI dinastia nella forma “Nt-iqurti” compare non solo nel papiro dei Re di Torino ma anche nella lista di Abydos e suppose trattarsi di Neith, figlia di Pepi I e una delle spose di Pepi II, la cui piramide sorge a Sakkara e ben potrebbe essere stata la terza costruita in quella zona (in realtà l’ipotesi è poco verosimile, in quanto questa regina visse diversi anni prima della misteriosa Nitocris).

Eratostene di Cirene le attribuisce un regno di sei anni da Tebe (pare che ella in precedenza abbia regnato sei anni da Menfi) e sottolinea che fu la ventiduesima sovrana dopo Menes, “una regina, non un re, il suo nome significa ‘Atena Vittoriosa’”, ed anche Giuseppe Flavio la menziona come Nicaule citando Erodoto, senza tuttavia riferire alcunchè in merito alla vendetta da lei compiuta per l’uccisione del fratello.

Altri egittologi hanno peraltro rilevato che il cartiglio di Abydos è praticamente illeggibile e che analisi microscopiche del papiro torinese, ricomposto da molteplici frammenti, proverebbero che la parte sulla quale esso è iscritto è stata inserita erroneamente; la sua collocazione esatta condurrebbe a riferirlo a Netjerkara, chiamato anche Neitiqerty Siptah, indicato come re dell’VIII dinastia.

Anche Wilkinson ritiene che il frammento si riferisca a Neitiqerty Siptah, che ritiene essere l’ultimo sovrano della dinastia; si tratterebbe di un uomo del quale non si sa quasi nulla, identificato dalla tradizione successiva in Nitocris (il cui regno si sovrappone al suo) a causa di un errore di trascrizione.

L’ipotesi oggi maggiormente accreditata è che Merenra Nemtyemsaf II fu l’ultimo sovrano maschio della dinastia, che regnò solo un anno e che alla sua morte, la moglie – sorella Nitocris dovette prendere le redini dello Stato ed affrontare una gravissima crisi dinastica ed il crollo dell’Antico Regno; dopo di lei ebbe inizio il Primo Periodo Intermedio e si susseguirono diciassette sovrani di nessuno spessore, che Manetone riferisce alla VII ed all’VIII dinastia.

Poste queste premesse di ordine storico, l’egittologa Kathleen Cooney ipotizza in modo verosimile che il mito di Nitocris sarebbe la memoria culturale degli eventi reali verificatisi in quegli anni, i cui dettagli nel corso dei millenni sono stati confusi e mitizzati.

Come già detto quel periodo fu poco documentato dagli storici di corte in quanto segnato da scontri tra opposti gruppi di potere, guerre civili, invasioni, flussi migratori, carestia dovuta alla scarsità delle piene del Nilo, ed in assenza di fonti sarebbe nato il mito della regina salita al trono per salvare l’Egitto, situazione che già si era verificata in passato, allorchè la fine di una dinastia ed il conseguente vuoto di potere erano sempre stati preceduti dal regno di una donna in assenza di eredi maschi in età adatta per governare.

Effettivamente sia la madre di Pepi I che quella di Pepi II avevano governato come reggenti del figlio ancora bambino, mantenendo la propria influenza anche quando il giovane re fu in grado di governare da solo; come già spiegato nel post precedente su Nebet, l’egittologa ritiene che non a caso il sovrano avesse escluso dalla successione i figli maggiori nominando erede al trono un principe infante che necessitava di una reggente.

Prima di sposare Ankhesenpepi I e II, infatti, Pepi I aveva certamente avuto altri figli dalle mogli – sorelle più anziane, che alla sua morte (e anche prima) sarebbero stati adulti e si sarebbero contesi il potere, facendo ricorso anche alla violenza, aggravando una situazione di instabilità che già era preoccupante.

Per togliere ai figli maschi adulti ed alle loro madri il potere che derivava dal rapporto endogamico e per dare nuova linfa alla dinastia avrebbe privilegiato Merenra (che associò al trono e poi regnò solo un anno), ed il successore di costui Pepi II, due principi nati quando era ormai avanti negli anni dalle giovani spose di Abydos estranee alla famiglia reale.

Il regno di Nitocris fu troppo breve per permetterle di salvare il paese dal caos; tra l’altro Pepi II non adottò l’espediente ideato dal padre per garantire una successione tranquilla, ed alla sua morte le liste dei re registrano i regni di una serie di sovrani che governarono solo brevemente.

FONTI

Immagine di copertina realizzata con l’IA.

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