Donne di potere

LE TOMBE DELLE SPOSE SECONDARIE DI MONTUHOTEP II

Le tombe delle regine e di Myt sono tipiche del Medio Regno e sono costituite da un pozzo verticale lungo più o meno 5 m. e largo circa 2,5 m. scavato nella roccia che scende fino a una modesta camera sepolcrale rettangolare destinata ad ospitare il sarcofago ed il corredo funerario e che dopo l’inumazione veniva sigillata con blocchi di arenaria e mattoni; l’unica le cui pareti interne erano state decorate con scene analoghe a quelle realizzate sul sarcofago, è quella di Kemsit, delle quali parleremo in un prossimo post.

Nonostante le devastazioni dovute agli antichi saccheggi, vennero rinvenuti in loco alcuni depositi di fondazione: si pensa che ogni cappella ne avesse da uno a tre, collocati agli angoli e dalla composizione analoga: tessuti di lino, tre accette di metallo, ceselli, lame di selce, alcune manciate di chicchi di orzo e qualche perlina circolare blu in fayence.

Sopra ogni pozzo, tra il muro che divide la corte posteriore del tempio ed il massiccio quadrato centrale, nella zona nella quale in epoca successiva Montuhotep fece edificare il peristilio, sorgeva una piccola cappella simile ad un sacrario nella quale si celebravano i riti funebri e venivano deposte le offerte.

Frammento di bassorilievo in pietra calcarea dipinta proveniente dalla cappella di Kemsit, raffigurante in alto un disco solare alato con due urei e due segni ankh sopra la corona del re Nebhepetre Mentuhotep II e un testo geroglifico sulla destra.
Il sovrano indossa una corona bianca particolare, tipica della prima parte del suo regno, con fasce rosse larghe e strette e un tratteggio nella parte superiore che indicherebbe un materiale intrecciato e due piume nella parte posteriore.
Rappresentazioni del re con la stessa corona si trovavano altrove nella cappella di Kemsit, in quelle di Sadhe e di Ashayt, e nel tempio funerario del re.
Dimens.: H 36,50 cm. max; L. 26,50 cm. max; Prof. 15,50 cm. max.
Oggi al British Museum (EA1450), non esposto.
https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA1450_4
© The Trustees of the British Museum . Condiviso con licenza Creative Commons 4.0 Internazionale (CC BY-NC-SA 4.0)
 

Esse, tutte praticamente identiche, erano piccole stanze cubiche di circa tre metri per lato con spesse pareti, sormontate da una modanatura a gola egizia e decorate agli angoli da semicolonne lignee con capitello lotiforme addossate al muro; oggi sono individuabili solo grazie al tracciato del perimetro rimasto sul pavimento ed ai frammenti dei rilievi della decorazione delle pareti emersi durante gli scavi.

Nonostante le devastazioni provocate dagli antichi saccheggiatori, vennero rinvenuti ancora in loco alcuni depositi di fondazione: probabilmente ogni cappella ne aveva due o tre, dal contenuto standardizzato: tessuti di lino, accette di metallo di due diverse tipologie, ceselli, lame di selce, alcune manciate di chicchi di orzo e qualche perlina circolare blu in fayence.

Frammento di rilievo in pietra calcarea dipinta proveniente dalla cappella di Kemsit e raffigurante la parte posteriore di una scena di mungitura.
Dimens.: H. 17,50 cm. max; L. 12,70 cm. max;
Oggi al British Museum, non esposto. Grande numero EA1450.471
© The Trustees of the British Museum . Condiviso con licenza Creative Commons 4.0 Internazionale (CC BY-NC-SA 4.0) .

L’ingresso della cappella era chiuso da una porta lignea e la facciata era decorata con un motivo a doppio pilastro djed alternato a strutture architettoniche e sormontato da un registro superiore a mezzaluna con fregi khekeru; la restante superficie era suddivisa in pannelli da linee di testo, ed ogni pannello era organizzato in registri.

La regina era rappresentata riccamente vestita ed ornata di gioielli mentre viene acconciata dalle ancelle, oppure davanti ad una tavola colma di offerte, oppure in compagnia del re che la cingeva con un braccio (immagine del tutto atipica, in quanto i canoni stilistici dell’epoca prevedevano che fosse la sposa ad abbracciare il consorte) e come destinataria dei beni portati da processioni di servi; non mancavano formule di offerta ed i nomi ed i titoli delle defunte.

Altre scene ne richiamavano lo stato sacerdotale, come ad esempio quelle raffiguranti mucche con i loro vitellini e la mungitura, in quanto il latte era utilizzato nei riti in onore di Hathor, la dea mucca, e considerato nutrimento divino che ella elargiva al sovrano; Ashait e Kemsit sono inoltre raffigurate sui loro sarcofagi mentre ricevono specchi con l’impugnatura hathorica, e Kawit mentre lo tiene in mano; anche la mummia di Ashait presentava sulle bende l’impronta di uno specchio di bronzo.

Questo frammento di rilievo in calcare dipinto reca il cartiglio e la rappresentazione del re Nebhepetra Montuhotep con la regina Kemsit. Entrambi sono in piedi, la regina è alle sue spalle e lo abbraccia, mentre il re la tiene per mano.
Egli indossa un gonnellino plissettato, una corona bianca a fasce larghe e strette alternate, adornata sul retro da una piuma ed un diadema a fascia recante un ureo; al collo ha un ampio collare ed ai polsi indossa dei bracciali; impugna nella mano destra un lungo scettro.
La regina porta la tipica veste a tubino con una cintura a strisce verticali in vita e larghe bretelle a strisce orizzontali e porta un collare e dei bracciali.
Dimens.: H max 57 x L. max 51 x Prof. 22 cm. max Oggi al British Museum (EA1450), non esposto.
https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA1450_1
© The Trustees of the British Museum . Condiviso con licenza Creative Commons 4.0 Internazionale (CC BY-NC-SA 4.0)

Sulle pareti interne si trovavano doppie false-porte (è evidente l’intenzione del sovrano di ricollegarsi alle usanze funerarie dell’Antico Regno) sormontate da lunette decorate con fasci di papiro, teste di falco, pilastri djed e colonnine zigrinate; sul lato est si apriva una nicchia chiusa da una porta decorata con due occhi udjat contenente una statua della defunta, probabilmente in legno, che da quanto si desume dalle tracce sul pavimento veniva trasportata all’esterno con una slitta in occasione dei riti religiosi.

I pochi frammenti superstiti della cappella di Henhenet sono conservati al MET di New York, ove sono stati ricomposti per ricostruire uno dei pannelli (MMA 07.230.1d); presso questa stessa istituzione si trovano anche i resti più significativi della cappella di Sadeh, mentre alcuni di essi sono rimasti al museo del Cairo, dove sono conservati anche i frammenti superstiti di quelle di Kawit e di Aashayt; i modesti frammenti della cappella di Kemsit si trovano infine al British Museum.

Restauro moderno che incorpora i frammenti antichi appartenuti alla cappella della regina Henenet; la decorazione era realizzata in calcare dipinto, imitava la struttura di un sacrario in legno e recava nell’angolo in alto a sinistra dell’immagine il nome della regina.
Dimensioni: H. 120 x L. 114 x P. 34 cm.
Numero oggetto: 07.230.1d
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/544208
IMMAGINE DI PUBBLICO DOMINIO 

M.me Naville (Marguerite Naville, fotografa e disegnatrice moglie dell’archeologo Edouard Naville che lo accompagnò nel corso delle sue campagne di scavo, Marguerite Naville ricostruì graficamente le cappelle delle regine e di Myt trovate nel complesso, documentando per i posteri i colori originari che si sono poi sbiaditi con il passare del tempo.

Le sue opere furono pubblicate nel secondo e terzo volume dell’opera del marito, The XIth Dynasty Temple at Deir el-Bahari apparsi nel 1910 e nel 1913.

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