Scriba del dominio di Amon; capo della casa di Amon; prete “wab”[5] di Sekhmet
Sheikh Abd el-Qurna
XIX dinastia(Ramses II)
nella piana, nello stesso cortile delle tombe TT50e TT51
Biografia
Simut, Capo dei Disegnatori di contorni, fu suo padre, Wuiaj sua madre e Iuy, Cantatrice di Bubasti, sua moglie.
La tomba
La tomba, di forma irregolare, con una sala trasversale non completa, benché decorata, nel lato a est e una camera interna che devia dalla perpendicolarità tipica delle tombe a “T” rovesciata del periodo, si trova in un cortile in cui si aprono gli accessi anche alle tombe TT50 e TT51. Un corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie, nonché un inno a Ra, dà accesso alla sala trasversale su cui sono riportati brani del Libro delle Porte, nonché della Confessione negativa del defunto in presenza degli dei dell’Ogdoade mentre si procede alla pesatura dell’anima; sono inoltre rappresentati i Campi di Iaru. Un corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie purificati da preti, porta alla camera più interna.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 229.
Porter e Moss 1927, p. 227.
Porter e Moss 1927, p. 229.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità
Il Serapeo è una catacomba, scavata nella roccia calcarea di Saqqara, che si svolge sotto terra per circa 300 metri, più le cappelle laterali.
La prima delle due gallerie di cui è composto è stata costruita a partire dal regno di Ramses II, durante la XIX Dinastia e utilizzata fino al regno di Psammetico, XXVI Dinastia.
La galleria più grande viene descritta da Mariette di fattura alquanto mediocre e povera di decorazioni rispetto alla galleria più recente, iniziata sotto il regno di Psammetico, che presenta spazi più larghi e maggiore cura nel realizzare il corridoio centrale e le cappelle laterali.
Corridoio interno del Serapeum ( foto di Paolo Bondielli)
I sarcofagi ritrovati nella galleria principale sono monumentali, i loro pesi oscillano fra le settanta e cento tonnellate e il portarli e sistemarli nelle cappelle non deve essere stato facile.
Un sarcofago, datato al regno di Cambise, quindi portato nel Serapeum durante il periodo della satrapia Persiana è stato lasciato praticamente in mezzo al corridoio, oltre a questo sarcofago anche tre coperchi lasciati in mezzo ai corridoi apparentemente senza una spiegazione.
Corridoio interno del Serapeum, particolari delle iscrizioni ancora presenti (foto di Paolo Bondielli)
Oltre ciò, lo stesso Mariette, nel suo resoconto pubblicato ormai postumo nel 1882, ci fornisce un racconto di come lui stesso, con l’aiuto di alcuni uomini, affrontano un vero e proprio esperimento di Archeologia sperimentale, fornendone la spiegazione diretta del modo in cui si svolgeva almeno la parte finale della sistemazione dei sarcofagi.
Mariette segnala un dettaglio importante : le cappelle laterali, che si aprono sul corridoio principale, sono più basse di questi di un paio di metri circa.
Entrando nella cappella contenente il sarcofago, Mariette constatò che la stanza era stata riempita di sabbia, la quale ancora la occupava per circa 80-90 cm di altezza.
Il sarcofago si trovava sopra il livello del calpestio; l’archeologo francese realizzò quindi che la stanza doveva essere stata riempita totalmente di sabbia fino al livello della soglia della cappella.
Il sarcofago veniva fatto discendere poi al livello del suolo svuotando costantemente la camera stessa dalla sabbia, cosa che Mariette descrive di aver fatto con l’aiuto di quattro uomini nel giro di poco tempo.
Sarcofago monumentale (fonte di Paolo Bondielli)
La quasi totale mancanza di resti organici dei tori all’interno del Serapeum lascia perplessi gli studiosi che si sono divisi in merito a ciò che poteva essere fatto dell’animale una volta morto.
Si è suggerita l’ipotesi di un atto rituale di consumazione della carne del Toro Api deceduto, per cause naturali, da parte del re, mentre il resto veniva incenerito per essere utilizzato per la sepoltura.
Lo scavo del Serapeum ha inoltre fruttato molti reperti che attestano il culto del Toro Api proprio in quel luogo.
Fonte e fotografie
Il Serapeum di Saqqara : storia, Archeologia, falsi enigmi – Michela Tozzi, Formamentis.
L’interno della TT110 Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Biografia
Pesediri, fu suo padre, Keku sua madre e Baket sua moglie.
La tomba
Il cortile antistante la TT110 prima e dopo l’intervento di recupero a cura dell’American Research Center in Egypt (ARCE). Foto: Ayman Damarany
La tomba presenta un doppio ingresso, da un breve corridoio che si apre in una corte e dalla vicina tomba TT42. Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale, secondo lo schema planimetrico tipico delle tombe del periodo a “T” rovesciata. In un dipinto (1 in planimetria[5]) il defunto ispeziona la preparazione del vino; segue una stele (2) con inno ad Amon e Ra-Horakhti[6] e (3) una falsa porta con testi di offertorio agli dei.
I danni strutturali subiti dalla tomba con lo slittamento di una parte della parete che “divide” i cartigli di Hatshepsut. Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Poco discosto (4) il defunto offre mazzi di fiori al faraone Thutmosi III. Oltre il corridoio che adduce ad una camera perpendicolare alla prima, il defunto (9) offre fiori ad Hatshepsut (?) seduta sotto un chiosco, seguono (8) un uomo in offertorio dinanzi a Osiride e (7) una stele con testo autobiografico. Ripartiti su quattro registri sovrapposti (6) alcuni offerenti dinanzi al defunto che (5) a sua volta compie riti di offerta su un braciere.
Un breve corridoio, sulle cui pareti (10) sono riportati testi dedicatori a Thutmosi III, adduce alla camera perpendicolare. Qui, su quattro registri sovrapposti (11), il corteo funebre e il defunto che offre libagioni a Osiride; sulla parete opposta (12) il defunto ispeziona i portatori di offerte e una processione con suonatori di tamburo e di liuto. Un altro corridoio (13) con resti di testi sacri, dà accesso ad una sala pressoché quadrata con soffitto sorretto da due pilastri.
L’interno della TT110 dopo il consolidamento del soffitto. Da: Conservation Project TT 110 (Tomb of Djehuty), El Sayed M. El Bana & Ahmed S. Shoeab (Cairo University) Khadija Adam (ARCE)
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 227.
Porter e Moss 1927, p. 227-228.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 227-228.
[6] Tale inno è almeno in parte esattamente replicato nella tomba TT164.
Sindaco di Tjeny (Thinis); Supervisore dei profeti di Inherit (Onuris), Tutore di Amenhotep II
Sheikh Abd el-Qurna
XVIII dinastia (Thutmosi III)
a nord della TT23 e della TT106
Biografia
L’importanza di Min è ricavabile dai titoli a lui assegnati[5] e, in particolare, dall’incarico devolutogli, durante il regno di Thutmosi III, di tutore del principe ereditario destinato a succedere al padre con il nome di Amenhotep II[6]
E che non si sia trattato solo di un incarico onorifico, sarebbe attestato da alcuni dipinti parietali e, segnatamente, da quello in cui (n.ro 5 in planimetria) il futuro Amenhotep II siede, bambino, sulle ginocchia di Min e, poco oltre, quest’ultimo che insegna ad Amenhotep II a tirar d’arco nel cortile del palazzo di Tienj (Thinis) con ciò sottolineando che effettivamente il principe abbia trascorso alcun tempo con il suo tutore[7].
Min insegna il tiro con l’arco al giovane principe
Il principe Amenhotep, anche in altri rilievi, è inoltre sempre indicato con il titolo sa-neswt, ovvero “figlio del re” e mai come sovrano; ciò indicherebbe che Min morì precedentemente alla sua assunzione del trono.
Il futuro Amenhotep II in braccio a Min. Da: Virey, P. (1889): Sept tombeaux thébains.
Uniche notizie biografiche ricavabili della TT109 sono i nomi della madre del defunto, Say, e del figlio Sebkmosi.
La tomba
L’ingresso della TT109 con sopra l’abitazione di Norman e Nina de Garis Davies
La tomba si presenta costituita da un cortile[8], un corridoio e una sala trasversale, secondo la planimetria tipica delle tombe di questo periodo. In una planimetria risalente al 1888-1889 di Philippe Virey[9] sulla parete nord della sala si apriva una sola cappella nell’angolo ovest; nella planimetria riportata da Porter e Moss le cappelle sono due, con una seconda nell’angolo est; dal 1996, e oggi, dopo gli scavi della missione italo-spagnola del 2013-2014, si è aggiunta una terza cappella in posizione centrale. Nell’angolo est, inoltre, si apre l’ingresso alla tomba TT327.
Nel cortile si trovano i resti di una stele (1 in planimetria[10]) con rappresentazione, in due registri sovrapposti, del defunto e della madre in offertorio ad alcune divinità. Sulle pareti del corridoio di accesso (2) il defunto in atto di uscire dalla tomba; sulle pareti della sala trasversale (3) il defunto, accompagnato da tre file di parenti, in atto di offertorio nel tempio, per conto di Thutmosi III, alla presenza di musicisti (suonatrici di sistro e cantanti) e di tre portatrici di flabello. Poco discosto (4), in due registri sovrapposti il defunto ispeziona un edificio della sacra barca (?), mentre il figlio Sebkmosi offre fiori anche alla madre Say che,a sua volta, ispeziona un giardino. IN altra scena contigua (5), su quattro registri sovrapposti, il defunto ispeziona e contabilizza prodotti vari, in qualità di tutore, tiene il piccolo Amenhotep II sulle ginocchia e, poco oltre, lo assiste in lezioni di tiro con l’arco nel cortile del suo palazzo di Tienj (Thinis); nell’angolo inferiore della sala (6 – 7), i resti di due statue e di un lungo testo; seguono (8) scene del defunto che ispeziona la sua tomba e, su cinque registri (9), il figlio Sebkmosi che offre fiori al defunto e alla di lui madre in presenza di musicisti (liutiste, danzatrici, flautiste, suonatrici di tamburello, un arpista maschio ed un suonatore di arpa da spalla). Alcuni dipipnti sono illeggibili, (10) forse il defunto in atto di offrire libagioni di incenso, (11) il defunto, la madre (di cui è riportato il nome tuttavia illeggibile) e altri familiari a pesca e a caccia, (12) portatori di offerte e (13) portatori di prodotti delle terre paludose tra cui alcune cicogne.
Cono funerario di Min. Petrie Museum
Un breve corridoio, sulle cui pareti (14) i resti di dipinti del defunto in atto di recare offerte a divinità non identificabili e di testi, dà accesso alla cappella ovest sul cui fondo (15) si trovano i resti di quattro statue; nella cappella est (16) alcuni preti in processione e (17) scene di caccia ad animali selvatici nel deserto.
Proprio sopra la TT109 si trovava l’abitazione di Norman e Nina de Garis Davies.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 226.
Porter e Moss 1927, p. 226-227.
Kampp 1996.
Porter e Moss 1927, p. 226-227.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]Dalle iscrizioni parietali di TT109, ma anche da molti coni funerari a lui intestati: Sindaco di Tienj (Thinis), Sindaco delle Oasi, Supervisore dei Profeti di Osiride e di Onuris, Tutore di Amenhotep II, Portatore dei Sigilli del re dell’Alto e Basso Egitto, Supervisore dell’esercito della riva occidentale, Amministratore Capo del Signore delle Due Terre, Capo sorvegliante del sud, Scriba.
[6] Sul ruolo di Min come tutore del principe che diventerà Amenhotep II si veda anche: Roehrig, Catharine Hershey. “The Eighteenth Dynasty titles royal nurse (mn’t nswt), royal tutor (mn’nswt), and foster brother/sister of the Lord of the Two Lands (sn/snt mn’n nb t3wy)). University of California, Berkeley, 1990..
[7]Tale scena, inoltre, venne già ricopiata in occasione della realizzazione della “Description de l’Égypte” (1808-1809).
[8]In cui si aprono anche gli accessi alle tombe TT23 e TT106
Unica notizia biografica ricavabile dai dipinti parietali è il nome della moglie: Sensonb.
Vaso con iscrizione per Nebseny, MET 41.2.4
La tomba
La tomba consta di un breve corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie in atto di adorazione di Osiride, che dà accesso ad una sala trasversale tipica delle planimetrie del periodo, a “T” rovesciata. Pochi e danneggiati i dipinti parietali che sono leggibili solo sul lato sinistro, entrando, della sala: il defunto e la moglie agitano sistri e svolgono libagioni su bracieri mentre macellai e portatori recano offerte.
Un’ospite femminile al banchetto, rilievo di Nina de Garis Davies
Scena di banchetto con un figlio, e un nipote, che offrono un mazzo di fiori al defunto; appena abbozzati e non ultimati, poco distanti, riti propiziatori su statue. Altro dipinto parietale ugualmente di banchetto del defunto e della moglie in presenza di musicisti (arpisti maschi e suonatrici di tamburello) e ospiti.
Un arpista della TT108, rilievo di Nina de Garis Davies
Reperti provenienti da questa tomba si trovano al Museo Egizio di Berlino, blocco con la testa del defunto e un mazzo di fiori (cat. 13616), e al Metropolitan Museum di New York, due modelli di vaso in legno, dipinti ad imitazione della pietra[5].
Cono funerario proveniente dalla TT108 MET 28.3.27
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 225.
Porter e Moss 1927, p. 225-226.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Amministratore reale della casa di Amenhotep III detta “Ra è splendente” [5]
Sheikh Abd el-Qurna
XVIII dinastia(Amenhotep III)
sul lato nord della corte in cui s aprono la TT105 e la TT106
Biografia
Nebi, Giudice, fu suo padre, Hepu sua madre.
Nefersekheru ritrato nella sua tomba. Fonte: Institute for the Study of Ancient Cultures – The University of Chicago
La tomba
Il cortile su cui si affacciano le tombe TT105, TT106 e TT107. Foto: Bernard M. Adams
La tomba, non accessibile, presenta un portico non ultimato con tre colonne ancora superstiti su una delle quali (1 in planimetria[6]) sono riportati i titoli del defunto. Sulle pareti del portico (2) lunga lista di offerte e rituali per la festa del Nuovo Anno; dipinti non terminati di statue del defunto purificate da preti, tra cui Meryuyu, Supervisore ai lavori, e i nomi dei genitori. Sulle pareti del passaggio di accesso (3) il defunto inginocchiato e inni a Osiride, con emblemi di Anubi.
L’ingresso bloccato della TT107. Foto: Bernard M. Adams
Dal 2010 la tomba TT107 è oggetto di un programma di documentazione e restauro da parte dell’Università di Chicago.
Margaret De Jong con un’ispettrice egiziana impegnate nei rilievi della TT107. Fonte: Institute for the Study of Ancient Cultures – The University of Chicago
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 224.
Porter e Moss 1927, p. 224-225.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]Si tratta del complesso abitativo e templare di Malqata.
[6]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 224-225.
Paser e suo padre Nebneteru. Fonte: Griffith Institute
Nebneteru (detto Theri), Capo dei Profeti di Amon, fu il padre di Paser; Merytra, Capo dell’harem di Amon, fu sua madre, e Tiy, a sua volta capo dell’harem del dio Amon, fu sua moglie. Taty, Capo delle stalle reali, fu suo figlio.
La tomba
Il cortile su cui si affacciano le tombe TT105, TT106 e TT107. Foto: Bernard M. Adams
La sepoltura si presenta particolarmente complessa, sia sotto il profilo architettonico che decorativo; planimetricamente si rifà, sebbene in dimensioni maggiori, alla struttura tipica del periodo, a “T” rovesciata, con ingresso che si apre in un cortile che ospita anche l’ingresso alla TT105. Nel cortile (da lettera “a” a lettera “i” in planimetria) si aprono nove nicchie che ospitano sei statue del defunto e tre di Osiride (lettere “d”, “e”, “f”). In una stele (1 e 2 in planimetria[5]), il defunto inginocchiato adora, unitamente ai propri genitori, Ra-Horakhti e Maat; in altro registro della stessa stele, il defunto e la madre adorano Iside e Osiride mentre alcuni preti officiano dinanzi alle mummie dei genitori e purificano le mummie della madre e del titolare della tomba. Su un’altra stele (3), un lungo inno di adorazione a Ra con il defunto inginocchiato e doppia scena di purificazione di una nicchia contenente statue e vasi canopi.
Architrave sulla porta di ingresso della TT106. Foto: Bernard M. Adams
Un corridoio, sulle cui pareti (4) il defunto è rappresentato nell’atto di adorare Ra-Horakhti, la dea dell’Occidente (Hathor), Anubi e Osiride, e sono presenti i cartigli del faraone Sethy I, dà accesso ad una vasta sala trasversale con soffitto sorretto da otto pilastri:
L’interno della TT106. Foto: Bernard M. Adams
A: in due registri sovrapposti, il defunto presentato a Osiride da Horus; il defunto in adorazione di Hathor e preti che celebrano riti sulla mummia;
B: in due registri sovrapposti, il defunto dinanzi a Sethy I e inni dedicati al faraone; il defunto adora Iside e Osiride; il defunto offre libagioni al faraone Amenhotep I e alla di lui madre, la regina Ahmose Nefertari;
C: in due registri sovrapposti, il defunto in offertorio ad Anubi; il defunto adora il pilastro Djed in presenza di Iside e Upuaut; preti offrono libagioni al defunto e alla madre; il defunto offre a sua volta libagioni a Ra-Horakhti e Maat e il figlio Taty, Capo delle stalle, offre libagioni al defunto;
D: in due registri sovrapposti, il defunto adora Osiride e Maat; i genitori con un inno a Osiride e i resti di dipinti del defunto con la madre; un fratello (?) del defunto gli offre libagioni; su due registri il defunto in offertorio a Ra e mentre lascia la tomba per la Festa della Valle;
E: in due registri sovrapposti, il defunto adora Ra-Horakhti e il defunto e la madre adorano Osiride, Maat e Monthu; inno a Sethy I;
F: testi dal Libro dei Morti, nonché rappresentazione di piramide con Anubi che si prende cura del Ba del defunto; su due registri, un uomo in offertorio al defunto seduto, un arpista e un cantante;
G: inno a Ramses II; il defunto e la madre adorano Osiride e Iside; il defunto e la madre (?) in offertorio; il defunto purifica la mummia del padre; il defunto e suoi aiutanti verificano i lavori della sua tomba;
H: in due registri sovrapposti, il defunto nelle vesti di prete, offre incenso e libagioni alla dea Mertseger dalla testa leonina; testi purificatori in onore di Ramses II; il defunto abbraccia la madre.
Sethy I. Fonte: Griffith Institute
Sulle pareti (5) il defunto ricompensato da Sethy I e acclamato da cortigiani alla presenza di Maat; in due registri sovrapposti (6), il defunto approva una statua di Sethy I, mentre alcuni carpentieri svolgono la loro attività, e poi, coadiuvato dai suoi assistenti, ispeziona i pesi dinanzi al Custode della Casa dell’Oro in presenza di scultori, costruttori di vasi e di sfingi, e orafi. Su un pilastro (7) il defunto e suoi assistenti; poco oltre (8) resti di testo relativi all’attività di visir e scena di processo. Un prete “sem“[6] (9) in offertorio al defunto e su due registri sovrapposti (10) brani dal Libro delle Porte, babbuini che adorano la barca di Atum su cui viaggia Sethy I, il defunto e i suoi genitori che adorano Osiride in presenza di musicisti e cantanti. In una scena (11) il defunto e i suoi aiutanti “escono per vedere Osiride” e poco oltre (12), su due registri, i resti di scene di adorazione di divinità.
Investitura alla carica di portatore di ventaglio, Wilkinson, J. G.: Manners and Customs of the Ancient Egyptians vol. I. (Londra, 1837)
Sei nicchie (da “j” a “o”) ospitano statue del defunto e del figlio in offertorio ai parenti.
Un corridoio, sulle cui pareti (13) è rappresentato il defunto seduto, dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente, con soffitto sorretto da sei pilastri di cui solo due decorati:
L: resti di dipinto rappresentante un prete dinanzi al defunto; il defunto che adora Amon-Ra; una donna con sistro;
M: il defunto offre libagioni e incenso alla barca di Ra-Sokar (?);
Da questa tomba provengono, molto probabilmente, alcuni mattoni recanti i titoli del defunto, oggi al Museo Egizio di Firenze (cat. 2641).
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 219.
Porter e Moss 1927, pp. 219-224.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 219-224.
[6]Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.
lato sud della grande corte in cui si apre l’ingresso alla TT106
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile dalla TT105 è il nome della moglie del titolare: Amenemopet.
La tomba
Il cortile su cui si affacciano le tombe TT105, TT106 e TT107. Foto: Bernard M. Adams
La tomba, con planimetria a “T” rovesciata, si sviluppa secondo lo schema tipico delle sepolture del periodo; ad un corridoio segue una camera trasversale che presenta scene parietali (alcune molto danneggiate) tra cui (1 in planimetria[5]) il defunto (?) in offertorio con la moglie a sinistra e il defunto in adorazione del dio Ra a destra; (2) il defunto, la moglie e la figlia (?) in offertorio a Ra-Horakhti, Hathor e Maat. Un corridoio, sulle cui pareti (3) (non ultimate) il defunto e la moglie, dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente in cui, alla sommità di una gradinata, si trovano (4) le statue del defunto e della consorte.
L’interno della TT105. Foto: Bernard M. Adams
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 218.
Porter e Moss 1927, p. 218-219.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 218-219.
in basso sul versante nord-est della collina; a un tiro di sasso dalla casa di Mr. Mond
Biografia
Thutnefer risulta titolare anche della tomba TT80 e da quella, piuttosto che dalla TT104, è possibile conoscere il nome della moglie Takhat; da uno dei dipinti di TT104 è inoltre possibile conoscere il nome della figlia Nefertere.
La tomba
La casa di Thutnefer rappresentata nella sua tomba. Da: Davies N. de G. 1929. ‘The Town House in Ancient Egypt’, MMS I, (Part 2)
La tomba, con planimetria a “T” rovesciata, si sviluppa secondo lo schema tipico delle sepolture del periodo; ad un corridoio segue una camera trasversale che presenta scene parietali (alcune non ultimate) tra cui (1 in planimetria[5]) il defunto (?) in offertorio; (2) uomini che, ripartiti su due registri sovrapposti, offrono libagioni, fiori e animali al defunto, alla moglie e alla figlia (di cui non è riportato il nome); una stele (3), alla cui base sono inginocchiati offerenti, reca un “messaggio ai viventi”; (4) il defunto (?), seduto, riceve offerte da personaggi ripartiti su quattro registri sovrapposti (in buona parte distrutti), si intravedono suonatrici di tamburello; (5) scene di filatura, tessitura, e cottura al forno di cibi al piano inferiore di una casa, mentre alcuni uomini immagazzinano provviste in un magazzino sul tetto dell’abitazione; scene non ultimate (6 – 7) rappresentano il defunto in scene di pesca e di caccia, o a banchetto.
Tessitrici al lavoro raffigurate nella TT104. Da: Bryan, Betsy M., and Peter F. Dorman, eds. Mural Decoration in the Theban Necropolis. Vol. 2. ISD LLC, 2023.
Un breve corridoio dà accesso ad una camera perpendicolare alla precedente. Sulle pareti, in tre registri sovrapposti (8), la processione verso la dea dell’Occidente (Hathor), con il trasporto delle suppellettili funerarie e il traino del sarcofago a cura di preti coadiuvati da buoi, scene inoltre del pellegrinaggio ad Abydos e di offertorio al defunto, alla moglie e alla figlia il cui nome, Nefertere, compare in una delle scene (9). Su tre registri sovrapposti (10 – 11) scene del rituale sulla mummia con il trasporto di una statua e di macellazione di animali; sulla parete di fondo (12), il defunto la moglie e la figlia adorano Osiride.
Cono funerario di Thutnefer, National Museums Liverpool 42.18.13
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 26
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 218.
Porter e Moss 1927, p. 217-218.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 217-218.
versante nord-est della collina; non lontana da Deir el-Bahari
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile dai dipinti parietali il nome della madre, o forse della moglie: Maetnemti.
La tomba
L’ingresso della TT103. Da: Karlshausen e Dupuis. “Architectes et tailleurs de pierre à l’épreuve du terrain. Réflexions géoarchéologiques sur la colline de Cheikh Abd el-Gourna.” Bulletin de l’Institut français d’archéologie orientale 114.1 (2014)
E’ una delle tombe più antiche della Necropoli tebana giacché risale alla fine dell’XI dinastia. L’accesso si apre in un portico con pilastri in cui i dipinti sono pesantemente danneggiati; è possibile tuttavia identificare (1 in planimetria[5]) scene di raccolta dell’uva e di innaffiamento delle colture; (2) il defunto che lascia la tomba; (3) preparazione di fibre per la tessitura; (4) uomini in canoa che accompagnano bestiame che attraversa un fiume nel quale si intravedono coccodrilli; (5) animali selvatici recati al defunto e (6) il defunto (?) che osserva scene di pesca e caccia; (7 – 8) scene di pellegrinaggio ad Abydos; (9) donne intente alla filatura del cotone; (10) immagazzinamento del grano; (11) preparazione della birra e di cibi; (12) scene di cottura di pagnotte al forno; (13) offerte recanti il nome del defunto; (14) in due scene, il defunto ispeziona alcuni portatori di offerte e il defunto con la madre (?) che registrano i beni probabilmente su una bilancia non più leggibile; (15) uomini con una portantina (?); (16) uomini che accendono fuochi; (17) preparazione di un letto (?).
Rilievo con due ufficiali, o figli, del Visir Dagi (Metropolitan Museum, cat. MET DP322062)
Reperti musealizzati
presso il Museo Egizio del Cairo:
sarcofago (cat. 28024);
resti di una barca (cat. 48848);
Il sarcofago ritrovato nella TT103, ora al Museo del Cairo
Dettaglio del sarcofago di Dagi. Foto: Chris irie
frammenti di dipinti parietali presso il Metropolitan Museum of Art di New York:
due frammenti contigui recanti numeri (cat. 12.180.241 e 12.180.249);
prete lettore e offerenti (cat. 12.180.242 e 12.180.244);
due uomini seduti a terra (cat. 12.180.243);
lista di offerte (cat. 12.180.245);
spalle del defunto (?) (cat. 12.180.246).
Rilievo della testa di uno Scriba (cat. MET DP234726)
Frammento di rilievo rappresentante alcune offerte e parte di una lista di offerte (cat. MET 12.180.245 3162)
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 216.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 26-27
Porter e Moss 1927, p. 216.
Porter e Moss 1927, p. 216-217.
Porter e Moss 1927, p. 217.
Porter e Moss 1927, p. 217.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 216-217.