Donne di potere, Tiye

IL TRONO DI SITAMON

A cura di Patrizia Burlini

Sedia in legno dorato regalata a Yuya e Tuya dalla loro nipote Sitamon, figlia di Amenhotep III. Il gesso modellato e la decorazione dorata sul pannello posteriore della sedia sono costituiti da un disco solare alato con il toponimo Edfu (capitale del nome Horus dell’Alto Egitto, circa 65 miglia a nord di Aswan) su entrambi i lati. Al di sotto è presente una scena che mostra una doppia immagine di Sitamon che riceve in dono delle collane d’oro.

L’iscrizione che accompagna la principessa seduta la nomina come: “La primogenita amata dal re, Sitamon”. Il testo scritto sopra le ancelle descrive l’offerta dell’oro come proveniente dalle “terre del sud”.

Nel suo libro “Tombe, templi e arte antica” , Joseph Lindon Smith racconta un aneddoto secondo cui l’Imperatrice Eugenia, consorte di Napoleone III, mentre visitava la tomba KV 46 dopo la sua scoperta, abbia fatto inorridire gli archeologici sedendosi su questo trono. Incredibilmente, il legno vecchio di tremila anni si rivelò abbastanza forte da sostenere il peso dell’anziana imperatrice, e nessun danno fu arrecato a questa inestimabile opera dell’epoca di Amenhotep III.

Nelle foto di dettaglio, sono mostrati il fianco di un bracciolo, in cui appare una scena con il Dio Bes rappresentato mentre danza, suona e tiene in mano due coltelli, e un ritratto della principessa.

Tesoro della tomba di Yuya e Tuya, Museo Egizio del Cairo

Donne di potere, Tiye

I BAULETTI PORTAGIOIE DI TUYA

A cura di Luisa Bovitutti

IL PRIMO BAULETTO PORTAGIOIE DI TUYA

Questo raffinato bauletto portagioie  è uno dei pezzi più belli del corredo funebre di Tuya.

Esso è in legno, alto 41 cm, largo 26,8 cm e foderato di lino rosa, e può essere chiuso avvolgendo una catena a due bottoni dorati, uno posto sul bordo del coperchio, l’altro sotto il cornicione dorato.

La circostanza che non rechi il nome della defunta ma i cartigli di Amenhotep III e di sua moglie Tiye hanno indotto il prof. Tiradritti (“Le meraviglie del Museo egizio del Cairo”) ad ipotizzare che in origine fosse stato realizzato per la regina, la quale in un secondo momento, forse in occasione del funerale di sua madre, l’avrebbe deposto nella sua tomba come ultimo gesto di amore filiale.

Esso è a forma di naos, è sorretto da quattro gambe sottili ed è profilato da un mosaico composto da rettangoli in terracotta rosa e blu alternati a tasselli di ebano; il registro superiore reca i cartigli dorati e in rilievo di Amenhotep III e di Tiye mentre quello inferiore è costituito da un fregio dorato composto da una successione di simboli augurali di vita e potere: due scettri “ouas” che racchiudono una croce “ankh” e che poggiano sul segno “neb”.

Il coperchio dipinto di un azzurro intenso poggia su di un’elegante cornice dorata; il suo perimetro è delimitato dal fregio “a mosaico” che si ripete anche al centro ed è suddiviso in quattro pannelli che riproducono specularmente identici elementi decorativi.

Nei due pannelli superiori si trovano i cartigli dei due sovrani sormontati da due grandi piume con il disco solare alla base; sopra i cartigli vi è un altro disco solare circondato da due cobra; i due inferiori sono decorati con i segni dell’eternità (i geroglifici dorati “ouas”, “djed”, “ankh”) e con l’immagine di Heh, il dio dell’eternità, il quale, inginocchiato sul geroglifico “neb”, augura una lunga vita e un lungo regno al sovrano tenendo in ciascuna mano un grande ramo di palma simbolo degli anni.

IL SECONDO BAULETTO PORTAGIOIE DI TUYA

Anche questo elegante portagioie in ebano venne ritrovato nella tomba di Yuya e Tuya.

Esso è alto 51 cm, lungo 53 cm e largo 42 cm, ha quattro gambe sottili e a sezione quadrata, un corpo poco profondo sormontato da una cornice e da un coperchio costituito da due ante uguali, ciascuna munita di un bottone in legno recante i nomi di Amenhotep dipinti di giallo sui quali si arrotolava una cordicella o una catena per assicurarne la chiusura.

La decorazione di ogni anta, realizzata in foglia d’oro e in faïence blu è perfettamente simmetrica. I cartigli di Amenhotep III si fronteggiano e poggiano sul dio Hey, inginocchiato sul segno dell’oro.

Il corpo del cofanetto e costituito da quattro pannelli composti da un fregio di quadrati di faïence smaltati di blu e decorati con bassorilievi in gesso dorato dei segni geroglifici ankh djed ouas (vita, stabilità e potenza). Nell’immagine in bianco e nero il coperchio.

Da un articolo di Marie Grillot

Donne di potere, Tiye

YUYA e TUYA

A cura di Grazia Musso

Yuya è stato un nobile egizio durante la XVIII Dinastia.

Di non nobili origini, sposò la nobile egizia Tuya, imparentato con la famiglia reale, che ricopriva varie importanti posizioni nella vita pubblica e religiosa.

La loro figlia Tiye divenne Grande Sposa reale del faraone Amenofi III.

Yuya proveniva dalla città di Akhmim, nell’alto Egitto, ove probabilmente era possidente terriero e un ricco membro della nobiltà locale. Il Biographical Dictionary of Ancient Egypt suggerisce un’origine straniera, ipotizzando una ascendenza mitannica, collegando la conoscenza dei cavalli propria dei Mitanni, il ruolo di Yuya di Capo della cavalleria è l’ipotesi della sua origine straniera.

Fu uno dei principali consiglieri del genero Amenofi III, ed esercitò le funzioni di Ufficiale del Re e Direttore delle scuderie, Maestro dei cavalli.

Il suo titolo onorifico di Padre di Dio gli derivò dal fatto di essere suocero di Amenofi III.

Fu profeta di Min ed esercitò le funzioni di Sovrintendente delle mandrie, per il culto della divinità.Tuya fu sposa del nobile Yuya e madre della regina Tiye.

Si pensa che fosse discendente della regina Ahmose Nefertari.

Anche Tuya ebbe vari incarichi religiosi, fra cui il titolo di Cantrice di Hathor e quello importante di Sovrintendente degli harem di Min ad Akmim e di Amon a Tebe.

Oltre la regina Tiye, la nobile coppia ebbe inoltre un figlio di nome Anen che fu Cancelliere del Basso Egitto ed ereditò le titolature sacerdotali del padre compresa quella di Padre del Dio.

ANEN

A cura di Luisa Bovitutti

Anen era fratello della regina Tiye, quindi zio materno di Akhenaton, prozio di Tutankhamon e cognato di Amenhotep III sotto il quale prestò servizio. Probabilmente egli fu ufficiale nell’esercito prima di diventare sacerdote e fu Cancelliere del Basso Egitto, “Secondo Profeta di Amon” e sacerdote-sem di Eliopoli, oltre ad acquisire il titolo di “Padre del dio”.

Questa statua in granodiorite, trovata a Tebe da Drovetti nel 1824 lo raffigura come sacerdote. Le iscrizioni al centro del gonnellino e sul pilastro dorsale enumerano i suoi numerosi onori, mentre alla cintura è appeso un cartiglio con il praenomen di Amenofi III, “Nebmaatra”. La pelle di pantera che Anen indossa, fittamente ricoperta di stelle, lo identifica come sacerdote-astronomo.

La tomba di Yuya e Tuya

Yuya è sua moglie furono sepolti nella Valle dei Re, nella loro tomba privata (KV46), che fu scoperta il 5 febbraio 1905 da James Edward Quibell per conto di Theodore Davis.

Nonostante dei razziatori di tombe siano indubbiamente penetrati nella sepoltura e abbiano asportato gli oggetti preziosi, furono sicuramente disturbati poiché non giunsero ai sarcofagi con le salme, così, il valore dei preziosi ritrovati fu sensazionale.

La tomba è costituita da un corridoio scalinata cui ne segue un altro in forte pendenza a sua volta seguito da altre scale che danno accesso alla camera funeraria.

La porta d’accesso era murata da pietre e da mattoni di fango recanti il segillo della necropoli, alcuni danni nella parte alta dimostravano che la tomba era stata violata.

Una seconda porta, al termine del corridoio, presentava i sigilli della necropoli e tracce di risistemazione.

Le mummie di Yuya e Tuya sono annoverate tra quelle meglio conservate della valle dei re. Particolarmente ben conservato il corpo di Yuya, considerato uno dei migliori esempi di imbalsamazione rinvenuto.

I due coniugi morirono a distanza l’uno dell’altro, come evidenziabile dallo stesso corredo funebre di ciascuno e, segnatamente, dei vasi canopici, e vennero sepolti in due differenti occasioni. Non è stato possibile, tuttavia, stabilire chi dei due sia morto per primo. La loro sepoltura è la meglio conservata fra quelle scoperte prima della tomba di Tutankhamon.

Le mummie di Yuya e Tuya

Fonte:

  • Le regine dell’antico Egitto – Rosanna Pirelli
  • Wikipedia.
IL CORREDO FUNERARIO

Il corpo di Yuya era contenuto in quattro sarcofagi, il più esterno dei quali era però costituito da una sorta di scatola parallelepipeda in legno, ricoperto di pece e con fasce dorate iscritte, priva di fondo che Costituiva, perciò una sorta di di coperchio dei sottostanti tre sarcofagi antropomorfi, il secondo sarcofago era pure ricoperto di pece lucida con bande dorate iscritte, il terzo era simile al secondo, ma le bande erano d’argento. Il quarto era completamente dorato con geroglifici incastonati in pasta vitrea, questo sarcofago aveva l’interno argentato e conteneva la mummia di Yuya.

I vasi canopico di Tuya, al contrario di quelli di Yuya che apparivano molto più semplici, contenevano gli organi interni avvolti in bende sagomate così da assomigliare a piccole mummie umane; sulla testa di tali simulacri, erano appostati piccole maschere in gesso dorato.

Il Corredo funerario recuperato comprendeva:

  • Il sarcofago di legno di Yuya su una slitta, coperto di pece e recante linee di iscrizioni.
  • La mummia di Yuya dentro 3 sarcofagi.
  • Il sarcofago di legno di Tuya, su una slitta con un testo che menziona suo figlio, Anen.
  • Due bare, inclusa quella della mummia di Tuya.
  • Due maschere dorate, una per ogni occupante.
  • Due scrigni canopici, ognuno diviso in quattro scomparti, in cui erano i quattro vasi canopi contenenti le viscere del morto.
  • Molti ushabti in teche di legno.
  • Il bastone e il manico della frusta di Yuya.
  • Il manico del sistro di Tuya.
  • Vasi in alabastro.
  • Finti vasi in legno.
  • Una statua in legno con un testo tratto dal Libro dei morti, un’apologia della vita del defunto che, fra le altre cose, comprendeva scongiuri per assisterlo nel suo viaggio attraverso il regno sotterraneo dei morti.
  • Tre sedie in legno di differente misura.
  • Un portagioie di Amenhotep III.
  • Due letti.
  • Uno scrigno appartenente ad Amenhotep III e a Tye.
  • Un vaso di alabastro appartenente al re e alla regina.
  • Un tubetto di kajal.
  • Vasellame.
  • Sigilli di Terracotta.
  • La collana di Yuya composta di grani d’oro e lapislazzuli.
  • Articoli da toeletta di vario genere.
  • Provvista di carne mumificata.
  • Un canestro per parrucca in papiro, oltre a una parrucca.
  • Paia di sandali di due diverse misure, di lunghezza che varia a dai 18 ai 30 cm.
  • Un papiro, lungo una ventina di metri, contenente capitoli del Libro dei Morti.
  • Un cocchio in perfette condizioni: all’epoca il secondo cocchio sopravvissuto dall’antico Egitto ritrovato.
La statua del Ba di Yuya

Fino alla scoperta della tomba di Tutankhamon, diciassette anni più tardi, la tomba di Yuya rimase la sola e essere stata ritrovata pressoché intatta.

Alcuni degli ushabti di pregevole fattura del corredo funerario- Museo Egizio del Cairo

Fonte : srs di Ahmed Osman, da “I Faraoni dell Antico Egitto.