Donne di potere, Templi

IL TEMPIO DI KARNAK

A cura di Grazia Musso

Già Kamose, alla fine della XVII Dinastia, pose nel tempio di Amon una stele in cui racconta la sua guerra di liberazione contro gli Hyksos e conferma il ruolo primario di Amon.

Cappella d’alabastro di Amenhotep I

Di Amenhotep I rimane una cappella di alabastro che oggi è ricostruita nel Museo all’aperto di Karnak; Thutmosis I creò una nuova cinta muraria intorno al complesso esistente e pose due nuovi piloni preceduti da due obelischi. Thutmosis II aggiunse una nuova ” corte delle feste”. Chi rivoluziono’ Karnak fu però Hatshepsut, che fece edificare nel cuore del tempio il “palazzo di Maat”, un complesso di sale dedicate alla dea dell’ordine cosmico e ad Amon; di fronte si trovava l’eccezionale “Cappella Rossa”, oggi restaurata nel Museo all’aperto, i cui blocchi ci raccontano la storia di quel periodo; fece inoltre erigere due obelischi (uno è ancora al suo posto e la punta dell’altro è presso il lago sacro). La regina inaugurò l’asse monumentale nord-sud, con la costruzione dell’ottavo pilone.

Tutmosis III fu colui che più di tutti intervenne sul complesso di Amon: circondò tutto il tempio con una nuova cinta muraria interamente decorata, che ancor oggi è al suo posto, fece costruire il settimo pilone; sull’asse principale, verso est, una monumentale sala delle feste, Akh-menu, a cui era connesso tutto un complesso di camere dedicate al giubileo del re. Egli eresse anche il sesto pilone, il vestibolo tra il quarto e il quinto pilone e costruì un piccolo santuario, accessibile a tutti, al centro del quale collocò come oggetto di culto un obelisco unico che è oggi a Roma davanti a San Giovanni in Laterano.

Tuthmosis IV intervenne con piccole aggiunte nella corte delle feste di Tuthmosis II. Amenhotep III introdusse a Karnak il colonnato centrale dell’ipostila, terzo e decimo pilone.

Fonte: Antico Egitto di Maurizio Damiano


Il contributo architettonico di Hatshepsut al complesso templare di Karnak

A cura di Grazia Musso e Luisa Bovitutti

Parte prima – introduzione

Il complesso templare di Karnak fu fondato da Sesostris I, sovrano della XII Dinastia; da allora e fino alla fine della XXX Dinastia ( si parla di ben 1600 anni) ogni monarca vi ha apportato migliorie, aggiungendo costruzioni, modificando quelle preesistenti, appropriandosi di quelle dei suoi predecessori o addirittura smantellandole per riutilizzare in proprio i materiali lapidei.

Il piccolo tempio originario risalente al Medio Regno ed oggi scomparso era circondato da un muro che cingeva anche un’ampia spianata antistante; Tuthmosis I, padre di Hatshepsut, chiuse l’ingresso di questa spianata con due piloni posti uno davanti all’altro (il IV e il V attuali), tra i cui alti muri aveva ricavato una sala ipostila a una fila di colonne e davanti alla quale aveva eretto due obelischi.

Sua figlia lasciò una traccia importante di sé in questa zona, facendo costruire nella parte sinistra della seconda metà del cortile ed all’altezza del IV pilone costruito dal padre, un complesso di camere per offerte e un tempio deposito per la barca sacra del dio ( probabilmente la cappella rossa della quale si è già parlato) ; eresse altri due obelischi vicino a quelli di Tuthmosis I (anch’essi già trattati) e sul viale sud realizzò L’VIII pilone, uno dei più antichi sopravvissuti fino ad oggi, che venne successivamente usurpato da Tuthmosis III, il quale ne completò la decorazione facendovi rappresentare se stesso.

Nella pianta dell’area templare redatta da Porter & Moss (trovata in rete), abbiamo visualizzato con un circoletto rosso la cappella di Hatshepsut (a sinistra) e l’ottavo pilone (a destra), dei quali forniremo documentazione fotografica nei prossimi post.

PARTE SECONDA – L’OTTAVO PILONE

All’epoca l’ottavo pilone realizzato da Hatshepsut a a Karnak era il monumentale ingresso del tempio ( l’odierno pilone di accesso è il più recente di tutti ed ancora non esisteva) e Costituiva un’evidente celebrazione dei Thutmosi di in quanto era fronteggiano da sei statue colossali di Thutmosi III, Amenhotep I e Thutmosi II in trono, oggi solo in parte conservate (l’unica in discreto stato è quella di Amenhotep I, all’estrema sinistra del pilone), che insieme ai numerosi pennoni con bandiere colorate conferivano alla facciata una grandissima solennità. Il tetto del pilone era raggiungibile attraverso una scala interna accessibile attraverso una porta collocata sul lato corto della struttura, le cui architravi furono decorate da Thutmosis III, i rilievi della facciata del pilone sono successivi, in quanto raffigurano le imprese belliche di Amenhotep II, figlio di Thutmosis III.

Fotografie tratte da http://www.khekeru.ch

IMMAGINI DELL’OTTAVO PILONE

Nella fotografia a sinistra il lato est del pilone, nel quale si apre la porta che permette di accedere all’interno della struttura e poi sul tetto; l’architrave è decorata con il bellissimo rilievo pubblicato nel post precedente.

Nelle immagini a destra il pilone nella sua interezza e visto di lato, con l’unico colosso ancora quasi intatto che raffigura Amenhotep I.

Parte terza – La cappella di Hatshepsut.

Volendo onorare suo padre Thutmosis I, Hatshepsut arricchì la parte del santuario da lui edificata erigendo, oltre ai noti obelischi, anche ” il palazzo di Maat”, un complesso di camere dedicate alla dea dell’ordine cosmico ed ad Amon, destinate anche ad ospitare le ricche offerte elargite al tempio. Queste cappelle sono in parte sopravvissute; una in particolare è ben conservata e si trova nella parte più antica del tempio principale, alla sinistra dell’obelisco della regina ed all’altezza del IV pilone di Thutmosis I; la parete nord della cappella ha mantenuto bellissimi rilievi con vividi colori, consegnando all’eternità il ricordo della sovrana sebbene la sua immagine sia stata impietosamente scalpellata dopo la sua morte.

Nella parete superiore la regina Hatshepsut (scalpellata) è condotta da Montu ed Atum al cospetto di Amon, mentre nel registro inferiore la regina, della quale rimane solo la sagoma in quanto il rilievo è stato abraso con grande scrupolo, viene purificata da Horus e Thot, i quali, posti uno alla sua sinistra e l’altro alla sua destra, versano su di lei, da un vaso heset, libagioni di acqua primordiale rappresentata da tanti ankh. Anche i cartigli della regina sono stati parzialmente martellati, si percepisce ancora a sinistra il suo nome di re dell’Alto e Basso Egitto “Maat è il ka di Ra’ e a destra il nome di figlio di Ra” La prima delle nobili signore, Colei che è unita ad Amon”.

Ancora più in basso una scena molto deteriorata descrive Hatshepsut (scomparsa) che consacra offerte di cibo ad Amon, disposte su un vassoio comprendenti quattro bovini, oche, cosce e costole di bovini.

Nel dettaglio i rilievi superstiti della cappella: sono davvero molto belli, con colori ancora freschissimi! Sopra abbiamo Horus e Thot che purificano la sovrana con libagioni di acqua lustrale, rappresentata dai segni ankh; sotto due immagini di Amon, una delle quali itifallica, ed i cartigli della regina in parte scalpellati.

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