Antico Regno, Piramidi

LE PIRAMIDI DELLE REGINE DELLA IV DINASTIA

A cura di Piero Cargnino

Prima di arrivare alla V dinastia, come avevo accennato, vorrei soffermarmi un attimo per parlare delle varie piramidi accessorie che costellano le piramidi maggiori e che, spesso, di esse non tutti ne conoscono il vero significato.

Innanzitutto precisiamo che per piramidi accessorie si intendono tutte quelle piramidi minori che fanno parte del complesso funerario del faraone, oltre la piramide principale. Le piramidi accessorie si dividono convenzionalmente in due categorie: le cosiddette piramidi satelliti o rituali che costituiscono un complemento a quella maggiore ed erano utilizzate per i rituali del culto del sovrano; poi vi erano le piramidi secondarie, genericamente chiamate “Piramidi delle Regine”, dove venivano sepolte le donne del faraone, madri, mogli e figlie, ma, in alcuni casi, potevano contenere anche le sepolture dei suoi famigliari più stretti. Non è sempre facile identificare la destinazione corretta delle piramidi accessorie in quanto, oltre che essere maggiormente degradate di quelle maggiori, sono carenti di indicazioni. Pertanto non esistendo una distinzione netta tra accessorie rituali e satelliti secondarie, l’aggettivo viene spesso usato indifferentemente. Le piramidi accessorie non assunsero un’importanza specifica e quindi non compaiono sempre in tutti i complessi funerari.

Si possono contare circa 37 piramidi secondarie in Egitto, 7 sono a Giza. Costruite secondo la medesima tipologia di quelle principali, date le dimensioni ridotte si compongono di un corridoio di accesso discendente che conduce ad un’unica camera funeraria contenente solitamente il sarcofago in granito. La maggior parte di esse non sono aperte al pubblico perché in rovina, un vero peccato poiché alcune di queste, come quelle di alcuni sovrani delle dinastie più tarde, portano rappresentata al loro interno la più antica opera letteraria religiosa mai scritta, i “Testi delle Piramidi”.

L’uso di farsi edificare una piramide secondaria derivò probabilmente dal fatto che i sovrani predinastici e protodinastici, nella loro veste di Osiride, usavano farsi costruire una sepoltura simbolica, (cenotafio), ad Abydos. Da ciò avrebbe preso origine, con la Tomba sud che si fece costruire il faraone Djoser, l’abitudine di unificare le due sepolture in un unico complesso funerario. In origine la seconda tomba aveva l’aspetto di una mastaba che in seguito si trasformò in piramide satellite o accessoria e che, con il proprio peribolo, ove presente, costituisce un vero e proprio complesso secondario, cenotafio del sovrano come personificazione del dio Osiride, mentre la piramide principale rappresentava la sepoltura come dio Horo. Ma già sul finire della VI dinastia, e per tutto il Medio Regno, la piramide satellite subì notevoli varianti e non sempre venne edificata. Fu solo verso la fine del Medio Regno che il culto di Osiride divenne il più celebrato per cui venne abolita la piramide satellite riunendo simbolicamente i due aspetti di Osiride e Horo nella piramide principale. Con la scomparsa della tomba a piramide, alla fine della XIII dinastia, quando i sovrani optarono per le tombe ipogee della Valle dei Re, dove il sepolcro è dominato dalla montagna come simbolica piramide naturale, anche le piramidi accessorie scomparvero.

Vediamo, per quanto possibile, quali e di chi sono le Piramidi Accessorie della IV dinastia.

La prima si dovrebbe trovare presso la piramide di Snefru (Uni), a Meidum. Oggi della piramide satellite rimangono solo alcune tracce, (ne resta solo la base di 26,65 m di lato). Di Snefru è pure la cosiddetta “piramide satellite meridionale”, accessoria del Complesso piramidale più conosciuto con il nome di Piramide Romboidale. Scoperta da Lepsius ed inventariata con la sigla LVII si trova ancora oggi in ottimo stato di conservazione anche se si può accedere all’interno solo per un breve tratto a causa dell’insabbiamento. Venne esplorata nel 1946 da Abdel Salam Hussein, non presentava alcuna traccia di sepoltura, al suo interno Hussein rinvenne solo alcuni cocci di vaso in terracotta. I resti del rivestimento in calcare poggiano su uno zoccolo di massi, su alcuni di questi è presente il nome di Snefru e il grafema hw indicante l’antico nome della piramide. Snefru si fermò qui perché la piramide rossa è priva di piramidi accessorie.

Vediamo ora le sette che sono presenti nella Piana di Giza. Cheope preferì abbondare, ne costruì ben quattro, di cui una “satellite” e tre “delle regine”. Tracce della prima, forse destinata al kha di Cheope, con un lato di base di soli 20 m, sono state rilevate solo di recente. Ben visibili sul lato orientale della Grande Piramide spiccano le tre piramidi “delle regine”. Queste venivano di norma edificate a sud di quella del faraone, quelle di Cheope furono edificate al suo lato orientale a causa dell’esistenza di una cava presso il lato meridionale.

La più settentrionale delle tre (denominata G1a) si ritiene la tomba della regina Hetepheres I. Hetepheres I fu una sposa minore di Snefru e madre di Cheope, assunse importanza quando suo figlio divenne faraone. Portò i titoli di “Madre del Re”, “Madre del Re delle Due Terre”, “Ancella di Horus” e “Figlia del corpo del dio”. Fu la nonna dei faraoni Djedefra e Chefren e della regina Hetepheres II, morì durante il regno del figlio Cheope. Questa piramide è aperta al pubblico ed io ho avuto il piacere di visitarla.

Quella centrale (G1b) viene attribuita alla “Sposa reale” di Cheope, la regina Meritites, era dotata di un piccolo tempio funerario abbellito da decorazioni. Al suo interno furono rinvenuti alcuni resti di una falsa porta oltre a frammenti con decorazioni di offerte.

La terza (G1c) è ritenuta la tomba della “sposa del re” Henutsen, probabile madre di Chefren. Rainer Stadelmann ha ipotizzato che ad erigere questa piramide satellite sia stato Chefren e non Cheope, il quale avrebbe voluto così onorare la propria madre Henutsen, una volta assurta al rango di “Madre del re”. Per quanto riguarda Chefren sul lato sud della sua piramide venne eretta una piramide satellite, con lato di base di 20,90 m, la cui sovrastruttura è, oggi, completamente scomparsa.

Passiamo ora al complesso di Micerino, a sud, fanno bella mostra di se tre piramidi delle regine, una di esse era probabilmente destinata alla regina Khamerernebty II, ha un lato di base di 44 m e altezza pari a 28,40 m, rivestita di granito. Le altre due sono esempi di piramidi a gradoni con base di 31,15 m e altezza di 25,40; non è dato di sapere se fossero così come si presentano oggi o se avessero un rivestimento in pietra pregiata. Seppur piccole, un po’ malandate, forse anche un po’ trascurate, le Piramidi delle Regine, fanno pur sempre parte della meravigliosa civiltà egizia per cui ho ritenuto che fossero degne di nota. Ne esistono altre piramidi accessorie ma mi fermo qui, le restanti le esamineremo in seguito.

Fonti e bibliografia:

  • Sergio Donadoni, “Le grandi scoperte dell’archeologia”, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1993
  • Riccardo Manzini, “Conoscere le piramidi”, Ananke, 2007
  • Enrica Leospo, “Saqqara e Giza”, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1982
  • Maurizio Damiano-Appia, “Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane”, Mondadori, 1996
  • Mario Tosi, “Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto”, vol. II, Ananke, 2012
  • Zahi Hawass, “The Discovery of the Satellite Pyramid of Khufu”, Museum of Fine Arts, Boston 1996)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...