Arti e mestieri, Materiali

L’ARSENOPIRITE E IL RAME

A cura di Sandro Barucci

Tutto ciò che chiamiamo “bronzo” per l’Egitto dall’Epoca protodinastica fino all’inizio del Nuovo regno è in realtà più propriamente “rame arsenicale” dove la componente di arsenico prende il posto e le funzioni dell’odierno stagno nell’incrementare la durezza e la tenacia della lega. Dunque in epoche arcaiche l’arsenico è molto importante per la metallurgia di utensili, armi, manufatti in genere ed anche statue (perché oltretutto abbassa il punto di fusione del rame puro).

E’ stata posta stesso la logica domanda: ma come potevano capimastri del 3000 a.C. procurarsi i mezzi per elaborare una lega così specialistica? La risposta definitiva è arrivata da recenti studi portati avanti a seguito della fortunata scoperta in Iran di ampi depositi di scarti di fusione dell’epoca; da questi si evince il procedimento chimico che era in atto, molto meglio che dai manufatti stessi.

L’Arsenopirite (foto in alto) è un materiale piuttosto diffuso nel Vicino e Medio Oriente (oggi sappiamo che è anche presente nel Deserto orientale egiziano). La formula che lo riassume è FeAsS, sono dunque ugualmente presenti il ferro, l’arsenico e lo zolfo. Sottoponendo questo materiale ad una “cottura” in forno relativamente semplice, si ottiene lo Speiss, FeAs, o “Arseniuro di Ferro”, con eliminazione dello zolfo. I capimastri dell’epoca ovviamente non conoscevano la “Tavola degli elementi di Mendeleev” ma si erano accorti che quest’ultimo composto, aggiunto durante la fusione del Rame, ne aumentava largamente le prestazioni. Oggi sappiamo appunto che avevano realizzato il Rame arsenicale . Dagli studi citati nei riferimenti sappiamo che lo Speiss iraniano è anche materiale di esportazione su lunghe distanze. Possiamo obbiettare che l’Iran era troppo lontano per fornire dati sulla tecnologia egizia, ma devo ricordare che nel frattempo giungevano in Egitto i lapis lazuli originari di Sar-i-Sang , nel Afghanistan orientale ben più lontano, e che l’ossidiana, ovunque presente in ambienti funebri dell’ Alto Egitto e Bassa Nubia, arrivava dai vulcani del Corno d’Africa.

Per allietare un po’ questo post pesante, aggiungo la statua di Amenemhat III, circa 1800 a.C., in lega di Rame. Oggi la statua è nella collezione privata George Ortiz, ma proviene da Hawara, dove questo faraone della XII dinastia aveva una sede e lascia la propria piramide).

Riferimenti base:

  • Thilo Rehren, Loïc Boscher, Ernst Pernicka, (2012), Large scale smelting of speiss and arsenical copper at Early Bronze Age Arisman, Iran, Journal of Archaeological Science, Vol. 39, Issue 6, pp. 1717-1727. DOI: 10.1016/j.jas.2012.01.009.
  • Cristoher P. Thornton, Thilo Rehren, Vincent C. Pigott, (2009), The production of speiss (iron arsenide) during the Early Bronze Age in Iran, Journal of Archaeological Science, Vol. 36, pp. 308–316. DOI:10.1016/j.jas.2008.09.017.

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