Antico Regno, Piramidi

LA PIRAMIDE CHE NON C’E’ – L’OSCURO FARAONE USERKARA

A cura di Piero Cargnino

Userkara, chi era costui? Il secondo faraone della VI dinastia, Userkara, è conosciuto solo perché il suo nome compare nella lista di Abydos, nel Canone di Torino, su un paio di sigilli cilindrici e in un’iscrizione, (nota come iscrizione della pietra di Saqqara Sud), che compare sul sarcofago di Ankhesenpepi IV, regina moglie del faraone Pepi II. Da questa iscrizione si pensa che Userkara abbia regnato quattro anni al massimo. Salito al trono dopo che Teti era stato assassinato, forse in seguito ad una congiura che egli stesso aveva manovrato.

Secondo alcuni studiosi potrebbe aver regnato, come usurpatore per breve tempo, su alcune province del Basso Egitto quando Pepi I, legittimo erede del padre, controllava già il resto del paese. Da un attento esame dei pochi dati disponibili si potrebbe supporre che si sia trattato solo di un reggente. La sua sepoltura non è stata mai ritrovata ed è certo che non abbia mai iniziato la costruzione di una propria piramide anche se, in seguito al ritrovamento di una iscrizione presente sulle rocce dello Uadi Hammamat compare l’inizio dei lavori di costruzione della sua piramide che avrebbe preso il nome di “Potenza di Ity”, monumento funebre che viene associato ad Userkara, ma di tale costruzione non è però nota la posizione.

Forse Userkara incappò nella damnatio memoriae perché da quando salì al potere il faraone Pepi I ogni notizia che lo riguardava scomparve misteriosamente, trovare la sua tomba potrebbe gettare luce su quegli anni oscuri.

Secondo l’egittologo Vassili Dobrev la tomba di Userkare andrebbe cercata all’estremità meridionale della necropoli di Saqqara. Se Dobrev ha ragione, poiché un faraone raramente veniva sepolto da solo, vicino alla sua sepoltura dovrebbe trovarsi una necropoli reale. Tra le circa 15 tombe di dignitari e sacerdoti già riportate alla luce, c’è quella di un certo Haunufer al cui interno compare una scritta “Beneamato dal re”, senza però specificare di quale re si tratta. Probabilmente, non aveva bisogno di specificare che il re era Userkara se questo fosse stato sepolto nelle vicinanze.

Secondo il professore di archeoastronomia del Politecnico di Milano Giulio Magli, in base ad una teoria da lui stesso elaborata, le piramidi di Saqqara sarebbero state volutamente costruite rispettando un allineamento preciso. Egli ha suggerito che la tomba di Userkara si dovrebbe trovare circa al centro della linea di connessione diagonale tra le piramidi di Pepi I e Merenre e sarebbe allineata con la piramide a gradoni di Djoser. Sono in atto scavi nella zona dai quali si attendono novità e conferme a questa interessante teoria.

Fonti e bibliografia:

  • Cimmino Franco, “Dizionario delle dinastie faraoniche” Bompiani, Milano 2003
  • Fabio Beccaria, “Le antiche civiltà del Vicino Oriente”, Universale Eurodes, 1979
  • Nicolas Grimal, “Storia dell’antico Egitto” – Editori Laterza, Bari 2008
  • Il Fatto Storico, tags: Giulio Magli, Vassili Dobrev, Saqqara, Userkara
  • Hilario de Wagna, “Il segreto del faraone Userkara”, ilmiolibro self publishing, 2017

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