Antico Regno, Piramidi

LE MOGLI DI PEPI I

A cura di Piero Cargnino

LE REGINE NEBUUNET E INENEK-INTI

La vasta necropoli di Saqqara copre un’area di circa 7 × 1,5 km per complessivi nove chilometri quadrati. Viene convenzionalmente suddivisa in tre aree principali: Saqqara nord dove sono ospitate gran parte delle cosiddette Tombe Arcaiche risalenti alla I dinastia, l’Area Principale dove si trova il complesso di Djoser con la sua piramide a gradoni, il Serapeum, il sepolcro dei tori Apis con i suoi colossali sarcofagi e numerose altre tombe, in ultimo l’area di Saqqara sud in cui sono ubicati i complessi di Pepi I e Pepi II, (VI dinastia), e Ibi, (VIII dinastia). Di fatto la necropoli di Saqqara non venne più utilizzata a partire dal Primo Periodo Intermedio anche se in realtà alcuni faraoni e dignitari successivi non disdegnarono di farsi costruire qui la propria tomba, tra di esse c’è quella che il faraone Horemheb, (XVIII dinastia), si fece costruire prima di salire al trono. Si incontrano poi altre sepolture che risalgono anche al periodo greco-romano. Ed è proprio nell’area di Saqqara sud che, accanto alla sua piramide, il faraone Pepi I fece erigere i complessi funerari di alcune sue consorti regine. Come detto in un precedente articolo Pepi I prese almeno sei mogli, (in realtà furono parecchie di più ma queste sei sono le “regine” delle quali fino ad oggi sono stati rinvenuti i loro complessi funerari). Il numero delle mogli non deve stupire, molti faraoni possedevano degli harem decisamente più numerosi. L’egittologo Miroslav Verner, nel suo libro “Il mistero delle Piramidi, (sempre citato in fonte), ci descrive queste sei, andando però a cercare tra le varie notizie di egittologia che vengono periodicamente pubblicate apprendo che ne emergono sempre di nuove dagli scavi della missione franco-svizzera guidata dal prof. Klumber. Dagli scavi che sono tutt’ora in corso nella zona a sud-ovest della piramide di Pepi I, a partire dal 2017, ne sono state scoperte ben altre nove. In attesa di notizie più precise per ora mi attengo al testo citato. Come abbiamo già visto molti faraoni fecero erigere accanto alla propria, piramidi più piccole dedicate a mogli o madri, basti pensare a Cheope, Micerino, ecc. Ma allora vi chiederete, perché trattiamo in modo diverso queste sei mogli di Pepi I?. La ragione è molto semplice, mentre i suoi predecessori facevano erigere piccole piramidi per le regine, Pepi I per le sue sei fece erigere dei veri e propri complessi piramidali ciascuno con il suo tempio funerario e, per alcune, addirittura la piramide cultuale. Il perché di questo comportamento ovviamente non ci è noto. Non tutte sono ancora state studiate a fondo, vediamone alcune di quelle che già si conoscono.

LA PIRAMIDE DI NEBUUNET

Quello di Nebuunet è il complesso situato più ad oriente di tutte le tombe reali, (anche se pare che più ad est ne esista un altro non ancora trovato). Al complesso si accedeva dal cortile a nord della piramide di Pepi I. Dell’intero impianto che comprendeva la piramide ed un tempio funerario oggi non è rimasto molto, è comunque stato possibile ricostruirne la pianta anche se a grandi linee. La piramide era costruita con blocchi di calcare e l’entrata del corridoio che conduce alla camera sepolcrale si trovava nel pavimento del cortile. Prima dell’ingresso alla camera funeraria, situata a sud dell’asse verticale della piramide, si trovava una semplice barriera in granito rosa. La camera, orientata in senso est-ovest aveva il soffitto piatto. Alcuni frammenti di alabastro con resti di iscrizione in geroglifico che non forniscono alcuna spiegazione sono le uniche cose trovate all’interno della camera mentre nel piccolo serdab situato ad est sono stati rinvenuti un peso da telaio cilindrico in legno ed alcuni altri resti di oggetti privi di significato. In una cappella poco più a nord, realizzata semplicemente in mattoni crudi, fu scoperto un frammento di altare in calcare.

LA PIRAMIDE DI INENEK-INTI

Ad ovest della piramide di Nebuunet si trova il complesso piramidale della regina Inenek-Inti la cui cinta muraria, la piramide ed il tempio funerario superano quella di Nebuunet. La piramide di Inenek-Inti ha una base quadrata con i lati di 21 metri e l’ingresso si trova al di là di una piccola cappella sulla sua parete nord. Un breve passaggio discendente termina in un vestibolo che si apre sul corridoio principale orizzontale. Prima dell’ingresso alla camera funeraria, situata a sud dell’asse verticale della piramide, si trovava una semplice barriera in granito rosa. Dopo poco il corridoio sbuca nella camera sepolcrale che presenta una variazione rilevante rispetto a quella di Nebuunet, essendo collocata esattamente sull’asse verticale della piramide. Ad est della camera sepolcrale vi è un piccolo ripostiglio, e sul lato ovest della camera è presente un sarcofago di grovacca. La camera è in completa rovina, e sono stati rinvenuti solo piccoli frammenti del corredo funerario, pezzi di pietra di vari colori e piccoli contenitori con coperchio di calcare. Da rilevare che uno stretto cortile correva sui lati nord, ovest e sud della piramide e sul pavimento dovevano esserci numerosi altari sacrificali. Una piccola piramide cultuale era ubicata nell’angolo sud-est.Di questo argomento non ho potuto reperire foto significative.

LE REGINE MERETITES, ANKHESENPEPI II E ANKHESENPEPI III

Al momento possiamo parlare di almeno sei regine che godettero del privilegio, da parte di Pepi I, di essere sepolte in piramidi. In realtà le mogli di cui era composto il suo Harem erano parecchie di più, ulteriori scavi sono ancora in atto nel sito e potrebbero riservarci ulteriori sorprese. Infatti scorrendo le varie notizie di egittologia che vengono periodicamente pubblicate nei testi ufficiali, apprendo che ne emergono sempre di nuove dagli scavi della missione franco-svizzera guidata dal prof. Klumber. Dagli scavi che sono tutt’ora in corso nella zona a sud-ovest della piramide di Pepi I, a partire dal 2017, ne sono state scoperte ben altre nove. In attesa che vengano pubblicate notizie più approfondite per ora accontentiamoci di esaminare le sei descritte da Miroslav Verner, nel suo libro “Il mistero delle Piramidi, (sempre citato in fonte).

LA PIRAMIDE SUDOCCIDENTALE

Di questa piramide, di cui ben poco è rimasto, non si conosce la proprietaria, fu sicuramente una regina moglie di Pepi I ma nulla permette di formulare un nominativo. Le rovine si presentano oggi come un mucchio di pietre alto circa 3 metri. Si pensa che le sue dimensioni fossero simili alla piramide di Nebuunet dalla quale però si differenziava sostanzialmente nella sottostruttura: la camera era posizionata in corrispondenza dell’asse verticale della piramide ed il serdab non si trovava a est ma a sud. Qui furono rinvenuti due rotoli di lino fine, un sandalo di legno dorato ed alcuni utensili in rame. Nella camera funeraria si trovarono frammenti di sarcofago in granito rosa oltre ad una serie di oggetti facenti parte del corredo funerario, pesi da telaio in legno, simboli lignei della dea Maat a forma di piume di struzzo, ami da pesca in bronzo ed alcuni grandi vasi di argilla cotta. Anche nel tempio funerario sono stati rinvenuti oggetti vari, parte del cartiglio di Pepi I e frammenti decorati con scene processionali.

LE PIRAMIDI DI MERETITES, ANKHESENPEPI II E ANKHESENPEPI III

Queste piramidi sono ancora oggi in fase di studi più approfonditi e non si dispone di notizie più dettagliate. A sud si trova il piccolo complesso piramidale della regina Meretites, a nord di questa c’è la tomba del principe Hernetjerikhet. Nel 1997 la missione francese trovò un blocco di granito vicino all’angolo sud della piramide di Pepi I sul quale compariva il nome di Ankhesenmerire, (o Ankhesenpepi, nome acquisito con il ruolo reale). Ankhesenmerire I, moglie di Pepi I e madre del successore di questi Merenre I, rivestì un ruolo sociale e religioso di eccezionale importanza. Da un’iscrizione della tomba della figlia Neith, moglie di Pepi II, il luogo dove veniva celebrata la regina Ankhesenmerire I viene descritto come “sacrario” ed i sacerdoti ad esso dedicati “Servitori della divinità”, privilegio riservato esclusivamente ai faraoni. Recentemente è stato scoperto il complesso funerario della regina Ankhesenpepi III vicino all’angolo sud-ovest della piramide di Pepi I. Nella camera funeraria si trovava il sarcofago di arenaria, molto danneggiato incassato nel suolo ed il coperchio di granito rosa rozzamente lavorato. Poco a sud di quella di Ankhesenpepi III fu scoperta la piramide di un’altra delle mogli di Pepi I, si trattava di Ankhesenpepi II, madre di Pepi II, questa regina, racconta Manetone, divenne reggente al posto di suo figlio che aveva appena sei anni. Una statuetta di alabastro, conservata al Museo di Brooklyn, raffigura la madre con il figlioletto in grembo.

La conferma della sua reggenza la troviamo in una incisione nella roccia dello Uadi Maghara nel Sinai, databile a quell’epoca, che la raffigura con indosso il copricapo attillato e l’uraeus sulla fronte, cosa veramente rara per l’Antico Regno, (se si trascura la più antica rappresentazione della regina Khentkaus II con l’uraeus trovata ad Abusir). Nella camera funeraria della piramide di Ankhesenpepi II si trova un enorme sarcofago in basalto finemente lavorato, ma la cosa più sorprendente per gli egittologi è che le pareti della camera sono interamente ricoperte con i testi delle piramidi come quelle dei faraoni e solo ad essi riservata. Cosa che avvalora ancor più l’ipotesi che Ankhesenpepi II abbia svolto il ruolo di reggente per parecchio tempo.

Nel 2017 la missione franco-svizzera guidata dal prof. Klumber, dell’università di Ginevra, ha rinvenuto un piramidion in granito rosa che doveva essere il culmine della piramide di Ankhesenpepi II. Sul reperto sono state rinvenute tracce di rivestimento da cui si ritiene che dovesse essere ricoperto da una lastra di oro o di rame. Oro o rame per risplendere da lontano. Quasi un cuneo lucente nella volta celeste. Così doveva apparire il piramidion, cioè la cuspide piramidale monolitica della regina Ankhesenpepi II.

Nella zona di Saqqara sud, presso le piramidi di Pepi I e Pepi II, sono ancora in corso scavi che riportano alla luce sempre nuovi monumenti funerari dei quali non se ne conosceva l’esistenza. Sempre nella zona sono stati recentemente portati alla luce frammenti di un rilievo con iscrizioni che riportano il nome di un’altra regina fin’ora sconosciuto. Un nome che suona un po esotico Nedjeftet che significa “Colei che proviene da un albero di melograno”. L’albero del melograno era il simbolo di due Nomoi dell’Alto Egitto, il XIII ed il XIV, cosa che ci lascia supporre che la regina Nedjeftet provenisse da quelle zone. Se così fosse si potrebbe supporre che la politica matrimoniale di Pepi I avesse come scopo quello di aumentare il suo controllo su quelle parti del paese dove maggiormente il potere locale stava eccessivamente crescendo. (Le foto disponibili inerenti l’argomento sono scarse e non mi è stato possibile reperirne altre; per la maggior parte sono riferite alla regina Ankhesenpepi II, (secondo alcuni Behenu).

Fonti e bibliografia:

  • Allen James P. “La piramide testi antichi egizi”, Society of Biblical Literature, Atlanta 2015
  • Altenmuller Hartwing, “Antico Regno: Sesta Dinastia”. Oxford University Press, 2001
  • Hellum Jennifer, “Le piramidi”, Westport, CT: Greenwood Press, 2007
  • Miroslav Verner, “Il mistero delle piramidi”, Newton & Compton, 1997)

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