Donne di potere, Nefertiti

LE IMMAGINI DI NEFERTITI

A cura di Grazia Musso

Questa raffigurazione della coppia regale riassume in sé alcuni concetti della filosofia amarniana: Akhenaton e Nefertiti si tengono per mano, un’intimità volutamente sottolineata come le rotondità del corpo; come principio di fecondità i due sovrani mettono l’accento sulle stesse caratteristiche somatiche delle antiche dee madri.

L’amore della famiglia reale e la fecondità per l’intero popolo erano fra i concetti sottolineati dalla filosofia regale di Amarna.

Gruppi come questo erano tenuti in apposite nicchie nelle case private del faraone e sottolineano unione, fecondità e rinascita.

Da Amarna, XVIII Dinastia. Calcare dipinto, altezza 22.5 cm. Parigi, Museo del Louvre, E15593.

Fonte :Antico Egitto, di Maurizio Damiano, Electa.

Questo torso di statua femminile appartenente, probabilmente, ad una statua di Nefertiti

La veste finemente plissettata non nasconde ma al contrario mette in rilievo le forme della donna in tutta la loro femminilità, sottolineandone la fecondità.

Da Amarna? XVIII Dinastia – Arenaria silicizzata Altezza 29,5 cm.

Parigi, Museo del Louvre, E25409.

Fonte : Antico Egitto, Electa – Maurizio Damiano.

Nella diciassettesima dinastia il carro sostituì la portantina come mezzo di locomozione più prestigioso dell’élite; esso poteva raggiungere una velocità di circa 38 km/h., mentre fino ad allora viaggiando a piedi, in portantina o a dorso d’asino garantiva soltanto i 4-6 km/h. Nella maggior parte delle fonti sono gli uomini che vengono rappresentati sui carri, ma ci sono prove testuali e pittoriche, risalenti soprattutto al regno di Akhenaton, che attestano l’utilizzo del carro anche da parte delle donne.

Le rappresentazioni della regina Nefertiti sono tuttavia i più antichi esempi di una donna da sola alla guida di un carro.

La famiglia reale

Per Akhenaton l’incarnazione dell’armonia familiare è anche essenza dell’equilibrio universale, in quanto tale i sentimenti sono mostrati pubblicamente senza veli, come di vede in questa stele, il padre bacia la figlia Meritaton, mentre in braccio alla madre si vedono Maketaton e Ankhsenpaaton.

Stele come questa si trovavano nelle ville dei nobili amarniani, su piccoli altari dedicati al culto reale.

XVIII Dinastia, calcare Altezza 32,5 cm. Larghezza 39 cm. Berlino, Agyptisches Museum. Acquisizionr 1898 ( al Cairo), n. 14145.

Fonte : Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electa.

Perla con Akhenaton e Nefertiti.

Nuovo Regno, XVIII Dinastia. Faience. Altezza cm. 3,5, Diametro cm. 4,2 Copenhagen, Ny Carlsberg Glypotek, AEIN 1791; acquisizione 1989.

Questo oggetto è insolito sotto più di un aspetto. Foggiato come una perla, è innanzitutto di dimensioni troppo grandi per essere stato utilizzato come elemento di una collana. C’è chi ha avanzato l’ipotesi che fosse infilato su una manica e che appartenesse a un oggetto composito di uso cerimoniale. Il fondo gibboso, quasi a suggerire il tremolio dell’acqua, denota un’abilità eccezionale. Sulla circonferenza della “perla” vi sono due barche contenenti un disco solare, alle spalle del quale siede un personaggio con le braccia levate in segno di adorazione, identificabile come un sovrano dell’Alto Egitto per via della corona bianca. Il personaggio ad esso simmetrico, porta invece il copricapo preferito dalla regina Nefertiti. Sull’identità della coppia non sussistono dubbi, per via dei cartigli iscritti sulla faccia superiore dell’oggetto .Il copricapo di Nefertiti, di forma assai simile a quella della corona rossa, pare qui si utilizzati come controparte della corona bianca di Akhenaton. In epoca armaniana, la coppia reale era considerata un’entità unica, concepita ad immagine dei figli del sole creatore, Shu e Tefnut. Come i gemelli divini, anche il re e la regina erano tenuti a restituire al genitore solare l’energia che questi donava loro. Alcuni fiori di loto separano i due battelli ed arricchiscono la simbologia dell’insieme, mentre il colore turchese richiama l’ambiente liquido da cui emerge l’astro nascente.

Secondo Reeves sarebbe un dono del Faraone ad un alto funzionario, probabilmente da apporre su un “bastone del comando”

Fonte : I Faraoni a cura di Cristiane Ziegler – Bompiani.

NEFERTITI ABBATTE I NEMICI

A cura di Luisa Bovitutti

Questo rilievo prova l’importanza da lei assunta a fianco del Faraone, tanto da essere raffigurata in atteggiamenti che tradizionalmente erano riservati al sovrano. La regina si trova a bordo di un’imbarcazione, sotto una pergola (praticamente un naos) situata a poppa e sotto i raggi vivificanti di Aton sta abbattendo simbolicamente i nemici dell’Egitto.

Anche i remi usati per le manovre sono decorati all’estremità con una scultura che la rappresenta.

Nelle immagini trovate il rilievo completo, custodito al Museum of fine arts di Boston, ed i particolari ingranditi.

Frammento di altare domestico.

Nuovo Regno, XVIII Dinastia. Calcare, Altezza cm. 12

Provenienza sconosciuta, acquisito nel 1900

Berlino, Agyptisches Museum und Papyrussammlung, inv. 14511

Il fregio di urei e la presenza di un cornicione permettono di attribuire il frammento di rilievo a un piccolo altare domestico a forma di cappella. Nelle case di Amarna la coppia regale veniva venerata nelle immagini di questi altari.

Nefertiti è vicinissima al suo consorte Akhenaton e gli infila una collana. Il dio Aton, che spunta dal geroglifico del cielo sfiora con i suoi raggi la coppia, un’immagine di armonia tra divino e umano, inserita nello sfondo di una natura intatta, come è raffigurata nelle piante di papiro sul margine sinistro del reperto.

Fonte: I Faraoni a cura di Christiane Zeigler – Bompiani.( Bibliografia : Settgast 1989, pp. 90-92 ( cat. 46) D. W.)

Il famoso Busto di Nefertiti, ritrovato nello studio dello scultore Thutmose, durante gli scavi della missione tedesca a Tell El-Amarna nel 1912, sotto la supervisione del professore Ludwig Borchardt.

La regina indossa la corona classica.

La policromia intatta, questo Busto sprigiona nobiltà e una bellezza che cattura anche il senso estetico dei nostri giorni.

Da Amarna, XVIII Dinastia. Calcare, altezza cm. 50.

Berlino, Agyptisches Museum, n. 21 300.

Fonte:

  • Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electa
  • Le regine dell’antico Egitto a cura di Rosanna Pirelli – EdizioniWitestar

I templi di Akhenaton furono demoliti dopo la sua morte, le pietre vennero riutilizzate nella costruzione di altri monumenti e oggi riappaiono dagli Scavi mostrandoci piccoli dettagli dell’epoca. Nella foto si vede un rilievo con la testa della regina Nefertiti come offerente; la sua mano stringe il sistro, strumento musicale sacro che la sovrana offre probabilmente all’ Aton durante una celebrazione.

XVIII DinastiaArenaria,Luxor, Museo d’arte dell’antico Egitto, J 267

Fonte : Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electa

La lastra lavorata a bassorilievo, mostra Akhenaton, insieme a Nefertiti e alle figlie, che presenta offerte al dio Aton.

Museo Egizio del Cairo

Fonte: Le regine dell’antico Egitto a cura di Rosanna Pirelli.

Nefertiti che venera l’Aton, con il titolo di Signora delle Due Terre.
Frammento di colonna in calcare, raffigurante la regina Nefertiti che offre un bouquet ad Aton.
Di seguito c’è la principessa Meritaton che suona un sistro

Palazzo Reale, Tell el-Amarna
A 1893. 1-41 ( 71)

Ashmolean Museum, Oxford.
Fotografia di Jon Bosworth di pubblico dominio

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