Oggetti rituali

LE STELE DI HORUS SUI COCCODRILLI

Di Luisa Bovitutti

Le Stele di Horus sui coccodrilli sono amuleti diffusisi in epoca tolemaica e servivano come protezione dagli animali pericolosi e dagli influssi maligni che rappresentavano.

Esse sono ricoperte di testi magici e rappresentano Horus bambino (noto come Harpocrate[1]) in piedi sopra due coccodrilli posti uno di fronte all’altro e stringe tra le mani animali pericolosi (serpenti, scorpioni, fiere) a significare il suo trionfo sulle forze malefiche; spesso sopra di lui vi è l’immagine del dio Bes, protettore degli infanti e delle nascite.

Le virtù taumaturgiche dell’oggetto erano attivate mediante la magia e la persona colpita da morso di scorpione o di serpente, per guarire, avrebbe dovuto bere l’acqua versata su questa stele e raccolta.

Il mito racconta che lo stesso Horus, da bambino, venne morso da un animale velenoso e nessuno era in grado di guarirlo; sua madre Iside, disperata, fece crescere una pianta che oscurò il sole, minacciando di lasciare il mondo nelle tenebre fino a quando il figlio non fosse guarito; Atum il creatore in persona allora intervenne, togliendo efficacia al veleno e salvando il giovane dio.

[1]: Harpocrate – corruzione greca di Her-pa-khered, Horo bambino – diviene così la divinità protettrice di coloro che vengono minacciati dagli stessi animali che mettono in pericolo la sua giovane vita, nella speranza che le formule magiche utilizzate da Iside sortiscano l’effetto benefico (nota di Nico Pollone).

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