C'era una volta l'Egitto, Età Predinastica

IL PERIODO DI NAQADA

Di Piero Cargnino

Finora abbiamo parlato della preistoria di quella terra e dei suoi abitanti che furono i precursori della civiltà egizia i cui progressi culturali, li portarono a diventare un popolo che iniziava ad organizzarsi, sia dal punto di vista sociale che culturale. Abbiamo seguito le diverse culture precedenti: il Badariano, il Tasiano, la cultura del Fayyum e quella di Merimde.

Affrontiamo ora il periodo che viene chiamato “Predinastico”.

Con il Predinastico ha inizio quel processo che precede la formazione di un vero stato egizio unitario, cosa che avverrà solo al termine del periodo, al momento il paese si presenta diviso in due regni distinti, il Basso Egitto a nord con capitale Pe nel Delta e l’Alto Egitto a sud con capitale Nekhen.

Il Predinastico inizia intorno al 4000 a.C. e arriva fino al 3000 a.C. circa.

Naqada, città considerata la base di partenza del periodo predinastico, qui si pensa sia nata la cultura che darà inizio all’evoluzione storica e sociale dell’intera Valle del Nilo. Qui troviamo la grande necropoli egizia con i suoi reperti predinastici che furono accuratamente studiati da Flinders Petrie sul finire dell’ottocento. L’egittologo tedesco Werner Kaiser, studioso dell’antico Egitto, ha suddiviso il periodo di Naqada in tre fasi significative di ciascuna cultura, 1) Naqada I, amraziana (3900-3650 a.C.), 2) Naqada II, gerzeana (3650-3300 a.C.), (3) Naqada III, semainiana (3300-3060 a.C.).

Non farei molto affidamento sulla precisione delle date riportate per ciascun periodo naqadiano in quanto sono puramente indicative, come pure lo sono quelle relative al successivo periodo Protodinastico (o Arcaico o Tinita) in quanto ancora oggetto di studi e di ipotesi formulate dagli studiosi e pertanto ancora molto discordanti.

Esaminiamo ora le caratteristiche dei tre periodi naqadiani il cui nome deriva dal sito di Kom el-Ahmra (Nekhen) nell’Alto Egitto. Iniziamo con Naqada I (amraziano)  dove venne studiato il primo sito di questo gruppo culturale scoperto.

In questo periodo si producono ancora vasi “a bocca nera” ma iniziano a comparire decorazioni a righe parallele bianche che si intersecano con altre sempre bianche. Nascono in questo periodo scambi commerciali tra i due regni, lo testimoniano reperti del nord presenti al sud e viceversa. Si inizia a trovare il rame che, assente in Egitto, proviene sicuramente dal Sinai o dalla Nubia dalla quale proviene, in questo periodo, anche l’ossidiana e l’oro, in questa fase si riscontrano anche commerci con le oasi. Si riscontra un primo tentativo di costruzione di edifici in mattoni di fango, cosa che si estenderà nel successivo periodo gerzeano a dimostrazione di una continuità storica e culturale tra passato e presente.

Ha inizio anche la produzione di palette per cosmetici che rivelano però un artigianato ancora rudimentale, sono assenti i bassorilievi che troveremo più avanti, tipo la tavoletta di Narmer.

Esaminiamo ora il periodo di Naqada II, il gerzeano, dal nome della località dove vennero effettuati i primi ritrovamenti Gerzeh (Girza o Jirzah). Dalle ultime datazioni al C14 si è propensi a datare l’inizio di questa fase all’incirca nel 3650 e si presume che sia durato 3 secoli circa. L’egittologo Werner Kaiser ritiene che si debba fare un’ulteriore suddivisione in 4 fasi dove nelle prime due si riscontrerebbe un notevole aumento della popolazione e l’introduzione di nuovi metodi di lavorazione che porterebbero ad una migliore qualità degli oggetti lavorati.

Come detto sopra si costruiscono edifici con mattoni di fango del Nilo mischiato a paglia tritata. Le ulteriori due fasi metterebbero in evidenza i primi tentativi di espansione dell’Alto Egitto a discapito del Basso Egitto. Si nota un aumento ed un miglioramento delle decorazioni presenti sugli oggetti in ceramica. Risulta evidente che alcune incisioni iniziano ad assomigliare ai futuri geroglifici mentre sono sempre più numerose le tavolette portacosmetici, con esse compaiono arpioni in osso, vasi d’avorio, coltelli seghettati in osso e collane o pendenti realizzate con pietre dure e lapislazzuli. Tra gli altri oggetti, l’egittologo Wainwright rinvenne nel 1911 oggetti quasi sferici in ferro che costituirebbero i più antichi manufatti di quel metallo presenti in Egitto. Curiosamente, fra tutte le sepolture scavate una di esse conteneva il corpo di un uomo decapitato. Sul finire del periodo gerziano o Naqada II iniziano a formarsi gli embrioni dei primi regni nell’Alto e nel Basso Egitto.

Arriviamo così, approssimativamente intorno al 3500 a.C., all’ultimo periodo del predinastico nel quale gli studiosi fanno iniziare il periodo di Naqada III, il semainiano, che durerà fino al 3150 a.C.. Da questo periodo ha inizio il consolidamento del processo di formazione degli stati, già iniziato in Naqada II; da quanto si può ricavare dagli scarsi rinvenimenti archeologici, incontriamo già dei sovrani che governano regni indipendenti e in lotta tra loro. Nomi che troviamo per lo più incisi su vasi in ceramica o sulle lastre di pietra che ricoprono le sepolture. Nomi di sovrani che conosciamo quasi esclusivamente dai miti che ci ha riportato Manetone e ad alcuni accenni che troviamo sulla Pietra di Palermo.

Fonti e bibliografia:

  • Mario Tosi, “Dizionario Enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto”, Ananke, 2012
  • Maria Cristina Guidotti e Valeria Cortese, “Antico Egitto”, Giunti, 2021
  • Franco Cimmino, “Dizionario delle Dinastie faraoniche”, Bompiani, 2012 
  • Mattia Mancini, Articolo del 27 aprile 2021 su Djed Medo, Blog di egittologia
  • Maurizio Damiano, “Gran Mare di Sabbia. Là dove nacque l’Egitto”, Archeologia Viva n. 104, Marzo/Aprile 2004
  • Maurizio Damiano, “Gran Mare di Sabbia, II. Lontani misteri di un deserto”, Archeologia Viva n. 113, Settembre/Ottobre 2005
  • Anna Maria Donadoni Roveri e Francesco Tiradritti, “Kemet, Alle sorgenti del tempo”, Electa, 1998
  • Natale Barca, “Sovrani predinastici”, Ananke Torino, 2006
  • Natale Barca, “ Prima delle piramidi” , Ananke Torino, 2010
  • Nicolas Grimal, “Storia dell’antico Egitto”, Laterza, Roma-Bari, 1998
  • Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Oxford University Press 1961, Einaudi, Torino 1997
  • Stephan Seidlmayer, “Egitto, terra dei faraoni”, Könemann Verlagsgesellschaft mbH, Milano, 1999

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