Antico Regno, Mai cosa simile fu fatta

LA STATUARIA E IL RILIEVO DELLA III DINASTIA

Di Grazia Musso

Nelle opere della terza Dinastia l’arte egizia menfita ricerca il suo equilibrio e dà inizio ad una nuova tradizione.

Dalle radici della preistoria in poi la ricerca dei volumi non si separerà o non vorrà farlo, separarsi del tutto dalle regole della figura piana rimanendo dunque creata per frontalità: la statua egizia va vista di fronte o di profilo.

Non è nata affatto per la visione, al chiuso delle tombe o dei templi la statua, supporto materiale per anime immortali di divinità o di umani defunti , essa guarda, non è guardata.

Nella terza Dinastia si osserva la continuità dell’arte Thinita, ma con maggiore sicurezza : la ricerca dei canoni si avvicina al suo compimento.

La sperimentazione del passato inizia a porre dei punti fermi in alcuni tipi standardizzati, senza cessare la ricerca, che si può evidenziare nella statua di Djoser, qui raffigurata.

Il sovrano è rappresentato su un trono dall’alto schienale.

Ha il braccio destro riportato al petto con la mano chiusa a pugno e il sinistro appoggiato sulla gamba con la mano aperta a palmo in giù.

Indossa l’ampio mantello del giubileo che lo ricopre quasi completamente lasciando scoperte solo le mani.

La folta parrucca, tripartita, ricade ai due lati del volto in spesse bande ed è parzialmente coperta da una versione arcaica del nemes, che qui appare come un semplice drappo poggiato sul capo e fissato alla fronte.

Le orecchie scoperte incontrano, a angolo retto, il piano della testa una caratteristica che si trova spesso nella statutaria successiva, sopratutto nel corso del Medio Regno.

La posa rigida della figura è controbilanciata dalla plasticità del volto: gli occhi, , che dovevano essere intarsiati , vicini e profondi, coperti da spesse sopracciglia, gli zigomi alti, le guance scavate, la mascella lievemente sporgente e la bocca grande, sottolineata dalla barba rituale, danno impressione di potenza e di divino allo stesso tempo.

La parte anteriore della base reca incisi in bassorilievo i titoli e il nome del sovrano, che è Netjerket.

Il nome di Djoser si ritrova invece nei documenti posteriori e mai in quelli a lui contemporanei.

La Scultura, primo esempio di statua egizia a grandezza naturale, fu rinvenuta nel serdab del complesso funerario di Djoser a Saqqara.

Il piccolo locale, addossato al lato nord della piramide a gradoni, reca due fori nella parete, all’altezza degli occhi, che dovevano consentire alla statua del sovrano di guardare fuori e di partecipare alle celebrazioni e ai riti che avvenivano nel tempio attiguo.

Statua di Djoser

Calcare dipinto

Altezza cm 142

Saqqara, Serdab del complesso funeraria di Djoser

Scavi del Servizio delle Antichità 1924-192

III Dinastia, Regno di Djoser 2630 – 2611 a. C

Fonti:

Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electa

Tesori Egizi del Museo del Cairo – Francesco Tiradritti, fotografie Arnaldo De Luca – Edizioni White Star

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