Mai cosa simile fu fatta, XVIII Dinastia

STATUA DI NAKHTMIN

Di Grazia Musso

Calcare, altezza cm 34
Provenienza ignota, acquistata nel 1897
Fine della XVIII Dinastia
Museo Egizio del Cairo – JE 31630=CG 779 A

Il frammento di questa testa faceva parte di un gruppo statuario che ritraeva Nakhtmin insieme alla moglie.

Le due figure erano state realizzate in un unico blocco di pietra, unite da una lastra dorsale con la sommità centinata.

Il viso di Nakhtmin è incorniciato da una parrucca con treccine ondulate, realizzate con sottili incisioni.

Il viso è giovanile con occhi a mandorla con la pupilla e il profilo dipinti, incorniciati da sopracciglia notevolmente arcuate.

Il naso, la bocca e il mento sono stati scalpellati.

Il volto è stato volutamente danneggiato, sono infatti scalpellati il naso la bocca per impedire alla statua di “respirare”.

I lobi delle orecchie sono forato.

Lungo la parte destra della parrucca sono visibili i resti di un ventaglio composto da una piuma di struzzo innestata su un manico che termina a fiore di papiro.

La piuma si dispone lungo la curva che avvolge la parrucca e si contrappone alla linea data deal bordo delle trecce.

Il gioco di contrappunto geometrico è peraltro rilevabile nella forma dell’ovale del viso che si sviluppa specularmente rispetto alla forma trapezoidale della parrucca che lo incornicia.

Tutto questo denota un’accurata ricerca della perfezione formale e sono elementi che permettono di datare l’opera agli ultimi regni della XVIII Dinastia.

La statuina è infatti la chiara manifestazione del tentativo di ripristinare il discorso interrotto da Akhenaton e riecheggia perciò soluzioni che richiamano lo stile ricercato del Regno di Amenofi III.

L’iscrizione geroglifica , riportata sui resti della lastra dorsale dietro l’effige della miglie, attribuisce a Nakhtmin i titoli di nobile, scriba reale e generale supremo.

Altre fonti riportano che Nakhtmin è figlio di una cantatrice di Iside, la connessione con questa dea e la menzione del dio Mi nel nome di Nakhtmin rendono assai verosimile un’origine di questo funzionario dalla città di Coptos o da Akbmim.

La seconda località è anche il luogo di origine di Tiye, moglie di Amenofi III ed è perciò assai probabile che Nakhtmin provenisse da qui e avesse assunto alte cariche all’interno dello Stato egizio proprio grazie ai suoi legami con l’aristocrazia cittadina che, in questo periodo, detiene un ruolo di primo piano nella gestione degli affari politici di tutto il Paese.

Prossima uscita la statua della moglie di Nakhtmin.

Fonti:

I tesori dell’antico Egitto nella collezione del Museo Egizio del Cairo – National Geographic – Edizioni White Star.

Tesori egizi Nell collezione del Museo Egizio del Cairo.- F. Tiradritti – fotografie di Araldo De Luca – Edizioni White Star

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