Di Grazia Musso e Luisa Bovitutti
Alla morte della regina Nitocris (o chi per essa) tramonta l’Antico Regno e ha origine il “Primo periodo intermedio”, un’epoca oscura e segnata da lotte interne che si concluse con Mentuhotep II (XI dinastia), il quale attorno al 2065 a. C. riunì sotto il suo dominio il nord ed il sud dell’Egitto dando inizio al Medio Regno, un’epoca di prosperità e di splendore.

TESTA IN ARENARIA DI MENTUHOTEP II RAFFIGURATO COME OSIRIDE. Questa testa del re Mentuhotep II è in arenaria e lo raffigura come Osiride, esprimendone l’assimilazione con la divinità dopo la morte. La statua completa rappresentava il sovrano con il corpo avvolto in un corto mantello bianco sotto il quale le braccia erano incrociate sul petto, con solo le mani scoperte. Egli indossa la corona bianca Atef, la stessa del dio Osiride, adornata con l’ureo reale; in origine aveva anche la barba posticcia, della quale rimane solo la linea nera lungo la mascella del re. Attualmente conservato al British Museum. N. cat. EA720.
Particolare dalla foto a questo link: https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA72
Come già si è detto questa fase della storia egizia, la cui delimitazione temporale precisa è controversa stante la povertà e la contraddittorietà delle fonti, fu caratterizzata dalla rapida disintegrazione del potere centrale menfitico e dal progressivo rafforzamento dei nomarchi locali, che ottennero l’ereditarietà della propria carica; a ciò si aggiunse l’inaridirsi del clima, che comportò la diminuzione delle risorse alimentari inducendo la popolazione che viveva distante dal Nilo a compiere scorrerie ed a rifugiarsi nella valle, alterandone l’equilibrio economico-sociale.
Lo sfacelo della monarchia e la rivalità tra i nomarchi favorì una situazione di anarchia, tanto che al termine dell’VIII dinastia l’Egitto era diviso in tre parti.
Al Nord si riscontrava una forte presenza di immigrazione asiatica; a Menfi, resisteva la vecchia monarchia centralizzata; nel Medio Egitto il nomarca di Heracleopoli chiamato Kheti assunse il titolo di re dell’Alto e del Basso Egitto con il nome di Kheti I e ben presto espanse il suo dominio anche sul Delta, nella zona di Menfi, sul Fayum ed a Sud fino ad Assyut, formando una nuova linea dinastica di faraoni (IX e X dinastia); nel Sud del Paese invece i re menfiti furono sostituiti dai nomarchi di Tebe, potenti principi guerrieri che fondarono l’XI dinastia regnando tra Abydo ed Elefantina.

Esso raffigura Mentuhotep II con la corona rossa del Basso Egitto; il re indossa un ampio collare, una tunica a una sola spallina e un gonnellino corto dalla cui cintura pendono decorazioni di perline e la coda di uro (toro selvatico estinto) che contraddistingueva il sovrano come “toro vittorioso”.
Il re è abbracciato dal dio della guerra Montu (non più visibile, ma riconoscibile dai resti del disco solare e dell’ureo che portava sul capo), che gli garantisce il suo favore; sulla sua spalla si nota la mano del dio e altre due, che non possono appartenere alla dea che era raffigurata dietro di lui; è possibile che si tratti di un errore dell’artigiano, commesso in occasione del restauro del rilievo avvenuto durante il Nuovo Regno, oppure risalente all’epoca della costruzione del tempio e nascosto sotto uno strato di intonaco e pittura poi caduto nel corso dei secoli.
Il capostipite della dinastia tebana fu Antef il Grande, anche se nelle liste reali successive questo onore è attribuito a Mentuhotep I, che regnò dopo di lui fino al 2125 a.C. ed è conosciuto come “l’Antenato” o l’Horus Tepi-A; dopo di lui il trono passò brevemente a suo figlio Antef I Sehertawy, poi all’altro suo figlio Antef II, che nel corso di un lungo regno consolidò il suo potere e si assimilò ai Faraoni legittimi attraverso l’inclusione nella sua titolatura dei nomi delle Due Signore e di Figlio di Ra.
Il delicato equilibrio politico cominciò a vacillare con Antef III Nakhtnebtepnefer, che nel suo regno di soli otto anni, riuscì a strappare alcuni territori al re di Heliopolis; la definitiva unificazione delle Due Terre si deve tuttavia al suo successore Mentuhotep II, il quale partì alla conquista del Basso Egitto e in venticinque anni di guerre sconfisse definitivamente Merikara discendente di Kheti I e sottomise i nomarchi del Delta.
Per rafforzare la propria autorità privò i nomarchi di parte del loro potere e li tenne sotto controllo disponendo periodiche ispezioni da parte di funzionari del governo centrale, rinnovò l’apparato burocratico sostituendo tutti i funzionari menfiti ed heracleopolitani con uomini di sua fiducia provenienti da Tebe, nominò due nuovi visir che chiamò “supervisore del sigillo” e “supervisore della casa” ed adottò il completo protocollo reale.

Dal suo tempio a Deir el-Bahari, attualmente custodito presso il Nuovo Museo Nazionale scozzese ad Edimburgo – n. A.1906.349
Foto a questo link: https://www.nms.ac.uk/collections/departments/global-arts-cultures-design/projects/buying-power
Nel Primo Periodo Intermedio si succedettero sul trono d’Egitto vari sovrani, ma le liste reali dell’epoca non riportano nomi femminili né risulta che vi siano state regine o personaggi femminili che abbiano acquisito un ruolo di potere; situazione sostanzialmente analoga si ha con riguardo al Medio Regno, durante il quale emerge solo Nefrusobek (nota anche come Sobekneferu e col nome completo di Sobekkara Sobekneferu/Nefrusobek).
Ci occuperemo tuttavia di altre figure, che esercitarono solo un ruolo di rappresentanza in qualità di spose o figlie del Faraone, ma che hanno lasciato una traccia nella storia documentata dalle loro tombe e da quel che rimane del loro corredo funerario, che offrono un’interessante immagine della vita delle nobildonne dell’epoca e del prestigio sociale del quale godevano.
FONTI:
- GRIMAL N., Storia dell’antico Egitto, Bari, 1998
- GARDINER A., La civiltà egizia, Torino, 1997
- SYRIC, La Première Période intermédiaire de l’Egypte antique: La XIème dynastie, in Antiquité del 19 Avril 2016, a questo link: https://bibliotheque-eclectique.eklablog.com/la-premiere-periode-intermediaire-de-l-egypte-antique-la-xieme-dynasti-a125706296
- https://laciviltaegizia.org/2023/01/21/la-saga-degli-antef/