Di Grazia Musso e Luisa Bovitutti
Tem (chiamata anche Temt o Temet) fu una delle due spose principali di Nebhepetre Mentuhotep (il titolo Grande Sposa Reale entrò in uso solo con la XIII dinastia); le sue origini sono oscure, poiché non compare nelle fonti storiche e nella tomba non vi sono prove della sua ascendenza reale; il nome è riportato solo sul suo sarcofago, realizzato in pregiato alabastro ed in arenaria, e su di frammento calcareo di una tavola per le offerte.
Da un’iscrizione in inchiostro blu che al momento della scoperta si trovava sul sarcofago e che già prima del 1906/1907 si era dissolta lasciando solo tracce illeggibili si apprende che ella portava i titoli di Moglie del Re, la sua amata, di Madre del Re dell’Alto e del Basso Egitto, di Madre del Re e Grande dello Scettro ed è nota solo per aver dato alla luce il futuro Mentuhotep III, impresa che le valse una sepoltura regale.
A quanto emerge dalle fonti attualmente a disposizione, è l’unica delle spose del re a non aver rivestito il ruolo di sacerdotessa di Hathor.
Ella sopravvisse al coniuge e, come già detto, venne sepolta nella grande tomba DBXI.15, sita nel complesso funerario da lui fatto edificare a Deir el-Bahari; il suo ingresso si trova all’estremità sud dell’edificio e si sviluppa parallelamente alla tomba del re.

Museo del Louvre, Public domain, via Wikimedia Commons
La camera funeraria è accessibile tramite un ripido corridoio scavato nella roccia, largo 1,5 metri, alto 2,3 metri, che dopo circa 9 metri diventa meno inclinato; molto probabilmente era sigillata con una lastra o un blocco di arenaria, alcuni frammenti del quale sono stati rinvenuti nei pressi dell’ingresso.
Essa misura 4,1 x 4,4 m., è scavata grossolanamente nella roccia, ha una volta poco profonda ed è quasi interamente occupata dal sarcofago, incassato nel pavimento in una fossa profonda 75 cm. e non parallela alle pareti della camera.
Il sarcofago fu probabilmente distrutto da un terremoto; era costituito da una base di arenaria con scanalature poco profonde lungo i lati nelle quali erano alloggiati i pannelli laterali in alabastro non particolarmente pregiato e riparato con gesso, alti 1,75 m.; ora è stato restaurato e le singole parti sono legate tra loro con del ferro; si trova ancora in loco, ma senza il coperchio, che non è stato rinvenuto.
Al momento della scoperta la tomba era già stata saccheggiata e i pochi reperti ritrovati sono oggi andati persi; durante i lavori del 1968, tra le macerie della sala colonnata del tempio è stato rinvenuto il citato frammento di una tavola per offerte recante il nome ed il titolo della regina, il che testimonia che fu destinataria di un culto funerario.
Non esistono raffigurazioni di Tem, anche se Renée J. Fleury ha sommessamente ipotizzato che l’immagine femminile che compare accanto a Montuhotep III sulla stele esposta al Brooklyn Museum of Art che trovate nelle fotografie, comunemente ritenuta essere la dea Iunyt, consorte del dio Montu dal quale il sovrano prendeva il nome (Montuhotep = Montu è soddisfatto) possa essere invece sua madre Tem, assimilata ad una divinità.

Brooklyn Museum, 37.16E.(Foto: Brooklyn Museum utilizzabile in base alla seguente licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/)
Neferu II portava i titoli di sposa del re, sposa del re la sua amata, figlia maggiore del re del suo corpo, principessa ereditaria e signora di tutte le donne, che compaiono nella camera funeraria della sua tomba (TT319 di Deir el-Bahari) e sul suo sarcofago e che enfatizzano la sua origine regale; fonti archeologiche provano che prima di diventare regina era sacerdotessa di Hathor, ma il titolo scompare dopo la sua unione con il re.

Neferu è identificata come “la sposa del re” ed indossa un elaborato collare di perline. Dietro di lei, Henut ha già fissato una ciocca di capelli e ne sta attorcigliando un’altra.
Le immagini e le informazioni sono del Brooklyn museum (si veda il sito ufficiale) ed utilizzate in base a Creative Commons License: CC BY-NC-SA .
Ella era anche la sorella di Montuhotep II perchè, come lui, era figlia di Antef III e della regina Iah, il che le valse, come da tradizione, il ruolo di sposa principale.
La traccia più significativa della sua esistenza è costituita dalla grande tomba, degna della donna più importante del regno, che secondo tradizione era destinata a dare all’Egitto il futuro sovrano.
L’aspettativa venne delusa, in quanto probabilmente morì giovane, durante i primi anni di regno del coniuge, tant’è che fu il figlio di Tem ad ereditare il trono.
Hatshepsut probabilmente demolì la sovrastruttura originaria per costruire il suo tempio, creando tuttavia un ingresso nel cortile del Djeser Djeseru affinchè la parte ipogea rimanesse accessibile.
La TT319 è una tomba a pozzo lunga circa 20 m., costituita da una cappella esterna dotata di una falsa porta e destinata alle attività di culto funerario, in parte scavata nella roccia della montagna tebana e lastricata con pietra calcarea, dalla quale si diparte un corridoio inclinato che porta alla camera funeraria collocata a circa 50 m. sotto il livello del suolo.
Le pareti erano rivestite di blocchi di arenaria decorati ed al suo interno ospitava il sarcofago in calcare della regina, del quale sono sopravvissuti solo dei resti ed il corredo funerario, completamente depredato già nell’antichità.

Le decorazioni della camera funeraria erano ancora in discrete condizioni ma la cappella ed il corridoio erano molto deteriorati sia per i precedenti saccheggi che per l’intervenuta successiva rimozione a fini di riutilizzo delle lastre di calcare; fortunatamente molti frammenti dei rilievi della cappella sono stati ritrovati in loco o mescolati ai detriti che la ingombravano e sono oggi conservati al MET di New York (ne parleremo in un prossimo post).