Necropoli tebane

TT314 – TOMBA DI HORHOTEP

Epoca:                                   XI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Horhotep[6]Portatore del sigillo del re del Basso EgittoDeir el-BahariXI dinastia  (Mentuhotep II – Mentuhotep III) 


Biografia

Unica notizia biografica ricavabile il nome della madre, Sentshe[7].

La tomba

Frammenti di dipinti parietali, del corredo funerario, una falsa porta dipinta, una lista delle offerte e brani dai Testi dei sarcofagi e un sarcofago sono oggi presso il Museo Egizio del Cairo (cat. 28023)[8].

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 388.

[7]      Porter e Moss 1927, p. 389.

[8]      Porter e Moss 1927, p. 388-389.

Kemet Djedu

SOBEKHOTEP III

Il Quarto Protocollo Reale

Questa architrave, conservata al Grand Egyptian Museum, reca incisa una parte del Protocollo Reale di un sovrano egizio

Si tratta di Sobekhotep III, uno dei re della XIII Dinastia.

Proviamo a farne l’analisi filologica insieme.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

Come consueto ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

DIZIONARIO ANTROPONIMICO REALE

472 SOVRANI TRASLITTERATI E TRADOTTI

Ogni re egizio è riportato in geroglifico, traslitterato, con pronuncia italiana e tradotto

Volume 1: Dal Predinastico alla XVII dinastia

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario…/

Volume 2: Dalla XVIII dinastia ai Romani

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario…/

Necropoli tebane

TT313 – TOMBA DI HENENU

NOTA ANCHE COME MMA513

Epoca:                                   XI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Henenu[6]Grande AmministratoreDeir el-BahariXI dinastia  (Mentuhotep II – Mentuhotep III) 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[7].

La tomba

E’ noto che dal vestibolo di TT313 provenga una stele, ricostruita presso il Metropolitan Museum of Art di New York (cat. 26.3.217), che rappresenta il defunto seduto con offerenti e testi autobiografici.

Relief Fragments from the Henenu Stela, ca. 2051–2030 B.C. Egyptian; Thebes, Deir el-Bahri, Middle Kingdom Limestone; W. 7 x D. 8.6 x L. 18.2 cm (2 3/4 x 3 3/8 x 7 3/16 in.) The Metropolitan Museum of Art, New York, Purchase, Lila Acheson Wallace Gift, 2000 (2000.103a) http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/550157

Alcuni frammenti di un’altra stele sono pure presso il M.M.A. (cat. 26.3.218); nel corridoio di ingresso molto danneggiato tracce di scene con il defunto. Nella camera funeraria vennero rinvenuti frammenti di un sarcofago interno con Testi dei sarcofagi e un cofano da Ushabti[8]..

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 388.

[7]              Porter e Moss 1927, p. 388.

[8]              Porter e Moss 1927, p. 388-389

Necropoli tebane

TT312 – TOMBA DI NESPAKHASHUTY


Epoca:                        XXVI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Nespakhashuty[5]Governatore della Città e VisirDeir el-Bahari XXVI dinastia (Psammetico I) 

 

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile il nome della madre, Irterau[6] (TT390)[7]

La tomba

Benché più recente e risalente alla XXVI dinastia, l’accesso alla TT312 si apre nel cortile di una tomba del Medio Regno ricostruito presso il Metropolitan Museum of Art di New York.

Un breve corridoio (1 in planimetria[8]) immette in una sala perpendicolare all’accesso; sulle pareti: su otto registri sovrapposti (2) scene di offertorio al defunto (registri I-VI), del pellegrinaggio ad Abydos (VII registro) e dei portatori di offerte (VIII registro)[9].

Anche la parete opposta (3) è organizzata in otto registri sovrapposti: scene di offertorio al defunto (registri I-VI), della processione funeraria (VII registro) e dei portatori di offerte (VIII registro)[10] Un timpano rappresenta il dio Anubi come sciacallo, mentre la parte esterna della porta (4) che adduce alla camera funeraria si trova oggi presso il Princeton University Art Museum (cat. 50.127).

Il sarcofago venne rinvenuto nella Cache di Deir el-Bahari (DB320)[11].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 387.

[6]      Scriba e Capo segreteria della Divina Adoratrice Nitocris.

[7]      Porter e Moss 1927, p. 387.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[9]      I registri VII e VIII, strappati, si trovano oggi al Metropolitan Museum of Art (cat. 52.131.1).

[10]     I dipinti sono oggi distribuiti tra vari musei: alcuni (del IV registro) presso il Metropolitan Museum of Art; altri (dei registri V-VIII), rappresentanti portatori e portatrici di offerte, presso il Chicago Universitary Oriental Institute (cat. 18236); altri ancora (dal VII registro), rappresentanti dolenti e prefiche, presso il Brooklyn Museum (cat. 52.131.2 e 52.131.3); altri (dal V registro), recanti portatori di offerte e titoli di un principe ereditario, sono oggi al Fitzwilliam Museum di Cambridge (cat. 3001.1943); altri infine, rappresentanti uomini e gazzelle sono presso il Denver Art Museum (cat. 50.127).

[11]     Porter e Moss 1927,  pp. 387-388.

Kemet Djedu

LA STATUA DI SA-MUT

Questa statua cubo è custodita nel Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.
L’iscrizione frontale è corta e leggibile e si presta perfettamente ad una breve esercitazione filologica.

Come al solito ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

A chi volesse intraprendere questa interessantissima ginnastica intellettuale posso consigliare la seguente strumentistica pressoché completa:

GRAMMATICA EGIZIA

(I liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

(III liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-iii-alla…/

DIZIONARIO EGIZIO – ITALIANO 12000 LEMMI IN GEROGLIFICO

(I vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

(II vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

Kemet Djedu

IL NOMO DI TEBE OFFERENTE

LA STELE DI HUY AL MUSEO EGIZIO DI TORINO

IL NOMO DI TEBE OFFERENTE

Questo personaggio offerente è un piccolo particolare di una scena molto maggiore e più complessa.
In realtà non è un personaggio ma è il Quarto Nomo dell’Alto Egitto, perciò è il nomo della capitale, il nomo di Tebe.

Chi è raffigurato è, quindi, la personificazione divina della provincia di Tebe raffigurata come divinità maschile anche se ha un evidentissimo seno cascante. Si tratta di una iconografia classica per la civiltà egizia che dimostra la prodigalità e la ricchezza in risorse del nomo in oggetto.

Poiché i due registri sono sufficientemente chiari per essere letti, proviamo a farne insieme l’analisi filologica.

Come al solito ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

A chi volesse intraprendere questa interessantissima ginnastica intellettuale posso consigliare la seguente strumentistica pressoché completa:

GRAMMATICA EGIZIA

(I liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

(III liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-iii-alla…/

DIZIONARIO EGIZIO – ITALIANO 12000 LEMMI IN GEROGLIFICO

(I vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

(II vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

Senza categoria

LA STELE DI TAKHAE

Stele del museo di Firenze N° MEF. 2591

Questa stele, oltre alla struttura particolare, contiene una rappresentazione alquanto strana di cui non conosco uguali.

E’ datata al nuovo regno presumibilmente alla XIX dinastia.

In calcare, misura mm 835 di altezza e 515 di larghezza.

Descrizione della stele

Un frontone triangolare, contenente l’immagine del dio Anubi, sormonta la stele di forma centinata, con due sezioni. In quella superiore la defunta Takhae, che tiene nella mano un sistro, è in atto di adorare il dio Osiri, seduto in trono, alle spalle del quale sono le dee Iside e Nefti.

Per essere precisi, Takhae è una “suonatrice di sistro di Amon” (raffigurazione in alto); questa mansione è scritta in ambo le colonne di testo verticali a destra. (Vedi evidenziatura nell’immagine.

Nella sezione inferiore è raffigurato un albero di sicomoro sopra al quale si affaccia la dea Hathor con testa di vacca, che porge alla defunta inginocchiata un vaso da cui esce l’acqua purificatrice. Essa è definita “signora dell’occidente”. La dea tiene un vassoio con del pane da cui cadono alcune briciole per nutrire l’uccello Ba ai piedi dell’albero.

Restano tracce di colore

Il testo è in forma di didascalia riferita a ogni personaggio.

Necropoli tebane

TT311 – TOMBA DI KHETY

Epoca:                                   XI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Khety[3]Portatore del sigillo del Re del Basso Egitto, Tesoriere del ReDeir el-Bahari XI dinastia  (Monthuhotep-Nebhepetre) 

 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[5].

La tomba

Si tratta di una tomba molto antica, risalente al Medio Regno e, segnatamente, al regno di Montuhotep II.

Si sviluppa su un’unica direttrice sud-nord: una lunga scala parte da un cortile; al centro di questa (n.ro 1 in planimetria[6]) si trova un altare in granito rosso dedicato al defunto (ancora in situ).

Testa lignea di una statua del defunto, Met Museum cat. 26.3.104

La scala prosegue e, in un largo, si trovano, sulle pareti (2-3) due stele con scene e un re armato di mazza[7]; alla base della scala si apre una cappella al cui centro è ancora presente la base di una statua.

Il corridoio prosegue con il medesimo orientamento fino all’accesso a un appartamento sotterraneo in cui (5) si trova il sarcofago; sulla parete (4) brani dai Testi dei sarcofagi. Nella tomba vennero rinvenute:

  • una testa lignea di statua del defunto (Metropolitan Museum of Art cat. 26.3.104);
  • modello in miniatura di un bue macellato (Metropolitan Museum of Art cat. 26.3.103);
  • frammenti di rilievi (probabilmente da questa tomba) rinvenuti ai piedi della scala di accesso[8].
Il modello in miniatura di un bue macellato. Met Museum cat. 26.3.103

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 387           

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[7]      I blocchi di tali stele, con raffigurazioni di danzatori, arcieri, e scene di processione funebre, agricole e di caccia, si trovano oggi presso il Metropolitan Museum of Art di New York (cat. 26.3.354). Altri blocchi, recanti scene di caccia e cani che attaccano gazzelle sono pure presso il M.M.A. (cat. 23.3.173) così come altri con un graffito di Nebneteru, Gran sacerdote di Amon nell’anno XVII di regno di Ramses II (cat. 23.3.26)

[8]      Porter e Moss 1927,  pp. 387-388.

Necropoli tebane

TT310 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Epoca:                                   Periodo non noto

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Non noto[6]Cancelliere del Re del Basso EgittoDeir el-BahariNon noto 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[7].

La tomba

Un blocco, recante i titoli del defunto, venne riusato nella TT3127.

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 381

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 386.

Necropoli tebane

TT309 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Epoca:                                   Periodo non noto

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Non noto[6]Non notoSheikh Ab del-Qurna (area sud)Non noto 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[7].

La tomba

Nessuna notizia ricavabile7.

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 381

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 386.